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domenica 10 dicembre 2017

MUSICA Lando Fiorini, il ricordo del Corriere dello Sport


https://www.vistodalbasso.it/2017/12/10/lando-fiorini-ricordo-del-suo-corriere-dello-sport/

Pubblicato sul Corriere dello Sport di domenica 10 dicembre 2017

Lando Fiorini se n’è andato, il suo cuore mezzo giallo e mezzo rosso ha cessato di battere e palpitare. La sua voce, la voce di Roma, si è spenta, alla fine della lunga partita che da tempo aveva coraggiosamente ingaggiato con il male, lontano dal palcoscenico, circondato e protetto dall’affetto della sua famiglia. Lando Fiorini aveva 79 anni, ne avrebbe compiuti 80 il prossimo 27 gennaio. Lascia la moglie Anna Ghezzi, i figli Francesco Saverio e Carola, i suoi adorati nipoti con cui ha condiviso giochi e sorrisi finché ha potuto.
    Lando Fiorini è stato un personaggio assolutamente unico, cantattore che più di chiunque altro aveva mantenuta viva la romanità artistica e popolaresca, l’essenza genuina e disincantata di un figlio del popolo, trasteverino cresciuto a Modena perché i genitori non se la passavano troppo bene ed era dura crescere otto figli, e poi tornato per vivere il suo destino.
     E proprio nel cuore di Trastevere aveva creato Il Puff, il locale dove per oltre quarant’anni Lando si è esibito alla sua maniera. Cavalcando l’attualità che gli forniva spunti per testi satirici, prese in giro, sfottò e gag condite con le parole del popolo, tra doppi sensi e attacchi diretti, senza riguardi per i potenti di turno, ma in fondo anche senza troppa cattiveria. Se l’era cullato e coccolato il Puff, la grande scommessa della sua vita, che aveva ingrandito sobbarcandosi un onerosissimo mutuo. Era diventata la sua seconda casa, punto di riferimento per chiunque volesse capire qualcosa di Roma e dei romani. Il Puff è stato anche una fabbrica di talenti, perché su quella ribalta sono passati fior di attori, da Enrico Montesano a Lino Banfi, da Tony Ucci a Gianfranco D’Angelo, da Pino Caruso a Leo Gullotta. E poi i tanti bravi attori comici di cui amava circondarsi e ai quali aveva lasciato la ribalta negli ultimi tempi, quando aveva capito che non avrebbe più potuto onorare l’appuntamento con il suo pubblico. Per oltre quarant’anni gli hanno chiesto risate e canzoni, dopo una bella cena alla romana. Perché il Puff dava dava da mangiare ad una quarantina di persone e per tanti anni il suo cabaret era costretto a stilare addirittura la lista d’attesa.
    L’addio al guardaroba del Puff, ai costumi nei quali era passata la sua vita d’artista, era stato un momento doloroso, ma vissuto con senso pratico insieme con il figlio manager, Francesco Saverio, che fino all’ultimo lo ha protetto dalla curiosità affettuosa degli amici, di chi voleva sapere come stava Lando.
    Romano e romanista, Lando Fiorini era un gran lavoratore, al di là di come appariva sul palcoscenisco. Si dava da fare per non far dimenticare il suo lavoro, per promuovere i suoi spettacoli, sostenuto dalla simpatia e dall’affetto di chi lo conosceva non solo professionalmente. Sui muri del Puff, incorniciati, gli articoli che parlavano di lui e dei suoi spettacoli. Sulla parete accanto al suo camerino una pagina del Corriere dello Sport (che acquistava puntualmente ogni mattina) dedicata al “predatore della risata perduta”. Fortissimo il suo legame con il calcio e con la Roma: nei suoi spettacoli c’erano sempre riferimenti calcistici. E quando si avvicinava il derby con la Lazio, ricordava divertito di quella volta che aveva perso la scommessa con Montesano e aveva dovuto fare il giro del Gianicolo nudo.
    Lando amava Roma e Roma lo ha amato, la gente gli ha riconosciuto talento e semplicità, la capacità di non essere finto, come definiva la gente poco sincera che voleva sembrare altro e che si dava le arie. Lui era umile e sulle tavole del Puff non perdeva occasione per omaggiare i mostri sacri della romanità: da Anna Magnani ad Aldo Fabrizi, ma anche Trilussa, senza dimenticare Franco Califano e Gabriella Ferri, l’unica voce di cui sentì la mancanza quando, pochi anni fa, incise uno splendido album di duetti (“Ti presentoRoma mia”) con una All Star della canzone: da Baglioni a Venditti, da Minghi a Proietti, Britti, Goggi, Barbarossa, il maestro Armando Trovajoli, la Autieri e la Ferilli.
    Scrisse uno degli inni della Roma ma umilmente diceva che quello di Venditti era più bello. Lando era genuino e non conosceva l’invidia. Da ragazzo aveva fatto di tutto, perché il padre gli chiedeva di portare i soldi a casa: lavorò come barista, riparò biciclette, trovò lavoro ai Mercati Generali dove scaricava le cassette della frutta e non solo. Lavorava e cantava. Cantava e faticava. Poi la grande occasione, il Rugantino al Sistina e la tournée in America, con Aldo Fabrizi che gli portava il brodo caldo in camera per fargli passare il mal di gola.
    Attore in molti film, tra cui “Storia di fifa e di coltello, er seguito der più” la parodia di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Lando Fiorini è stato amato per le sue canzoni, le sue interpretazioni della canzone romana, specie dopo il boom della sua “Cento campane”, sigla di un giallo tv di successo (Il segno del comando), una delle canzoni che più amava cantare, insieme con il “Barcarolo romano” e con l’immortale “Roma nun fa’ la stupida stasera”. Sarà banale, ma è proprio vero che Roma ieri è rimasta senza voce.


 https://www.vistodalbasso.it/2017/12/10/musica-ricordando-lando-fiorini/

MUSICA Ricordando Lando Fiorini...

 https://www.vistodalbasso.it/2017/12/10/musica-ricordando-lando-fiorini/

Lando Fiorini è scivolato nel silenzio. Mancherà alla sua amatissima Roma come manca a chi l'ha apprezzato e conosciuto, al pubblico che per oltre quarant'anni ha frequentato il Puff, a Trastevere (dal "buchetto" in via dei Salumi alla bella location di via Zanazzo) per passare una serata disintossicante, per ridere ed ascoltarlo cantare, recitare le sue barzellettine, come le chiamava lui, ammirando i costumi che apparivano sul palcoscenico e gli attori e le attrici che con lui davano vita ad un cabaret genuino e vicino al comune sentire della gente.
Spettacoli popolari e popolareschi, perchè Lando si è sempre sentito vicino alla gente. Fiero e orgoglioso del suo lavoro ma senza essere borioso, senza tradire le sue origini e il suo modo di essere, come spesso capita ai personaggi dello spettacolo.

Lando Fiorini è stato tante cose. Un'infanzia particolare, ultimo di otto figli, mandato a vivere anni migliori nella provincia di Modena, e quando tornò a Trastevere, dovette subito darsi da fare: garzone di bar, riparatore di biciclette, facchino ai Mercati Generali. Dal cantare scaricando cassette di frutta al cantare seriamente, il passo fu breve e fortunato. Garinei e Giovannini lo vollero per il Rugantino e per Lando (il suo vero nome era Leopoldo) si spalancarono le porte del Sistina, accanto a Nino Manfredi e Aldo Fabrizi, e poi l'America. Cantagiro, Canzonissima, la canzone de Il segno del comando (Cento campane) a regalargli una sconfinata popolarità.
Lando Fiorini cantante, attore, comico cabarettista, marito, padre. Semplicemente un artista che ha fatto della romanità la sua bandiera, perchè quelli erano i suoi panni: la voce di Roma, sia quando cantava che quando al Puff gliele cantava. A politici, governanti, personaggi pubblici: a tutti quelli che angariavano la gente normale, la povera gente, con tasse, vessazioni varie, ruberie.
Ogni volta che ci lascia un personaggio pubblico, che in quanto tale finisce per l'essere anche una persona vicina, familiare, ci si rende conto che un pezzo di noi se ne va. Affiorano i ricordi, gli episodi, le parole, tutto ciò che con Lando si è condiviso, anche da semplici spettatori, come dimostrano le testimonianze di stima e di affetto che stanno piovendo sulla bacheca social di Lando, del Puff e di Francesco Saverio, il figlio manager, fratello di Carola, anche lei protagonista sul palcoscenico del Puff quando Lando fu costretto ai box da tre interventi chirurgici che fecero temere per la sua vita.

Conobbi Lando Fiorini per lavoro. Italo Cucci mi assegnò il servizio sul nuovo spettacolo di Lando Fiorini al Puff, all'alba degli anni '90. Allora anche sulle pagine di un giornale sportivo c'era spazio per la cultura e Lando Fiorini oltretutto aveva nel dna la grande passione per il calcio e per la Roma. Lettore quotidiano del Corriere dello Sport, Lando si definiva un amico del giornale, un fedele lettore che spesso veniva chiamato in causa per dire la sua sulle vicende della Roma. Gli orari di un quotidiano sono quelli che sono, per cui quella volta andai direttamente allo spettacolo, saltando l'appuntamento preliminare della cena, con l'appuntamento già fissato per la tarda mattinata successiva, per la chiacchierata che mi sarebbe servita per la pagina. Lando riceveva nel suo camerino-studio, foto in cornice, libri, cd. Lando fu subito straordinariamente semplice e simpatico, in modo genuino. Parlava con entusiasmo dello spettacolo, delle battute che funzionavano di più, dei dubbi su qualche passaggio che forse era il caso di togliere ("Tu che ne dici? La tagliamo quella...") se non risultava abbastanza divertente, se non era capita.
Artista di notte, manager infaticabile di giorno. Una dieta scrupolosa, una sveglia normale al mattino, la lettura dei giornali e poi di nuovo al lavoro, dietro le quinte, a curare i rapporti con la stampa perchè un Puff che finiva sui giornali richiamava gente e se la gente riempiva il locale anche i quaranta dipendenti lavoravano sereni. Uscì dal Puff quella mattina, contento di aver speso bene il mio tempo con un artista che avevo conosciuto da bambino... tramite le musicassette che ascoltava mia madre. Beh, non lo nego e lo dissi anche a lui, suscitando il suo sorriso comprensivo: non era la mia musica preferita, allora.
Con Lando nacque immediatamente un bel rapporto. Mi onorò di racconti e retroscena, si aprì confidando cose che non sarebbero finite sui giornali, trattandomi come un amico con cui si può parlare, al di là dei ruoli e dell'età. Lui per me smise presto di essere il signor Lando Fiorini, il cantattore, diventando semplicemente Lando, l'amico nato grazie alla professione. Io sapevo come trovarlo ogni volta che serviva al giornale, lui sapeva che poteva chiamarmi quando voleva, a casa, come un amico appunto. E anche io iniziai a ricambiare la sua schiettezza, raccontandogli le difficoltà, esprimendo sinceramente il mio parere su ogni sketch dello spettacolo quando me lo chiedeva. Definiva il Puff come una squadra di calcio e lui si sentiva l'allenatore, toccava a lui far si che la squadra poi rendesse al meglio in campo.
Il giorno dopo uscì la pagina e Lando mi telefonò contento, per ringraziare. Da quella volta, da quell'anno, divenne una tradizione. Salvo che nelle occasioni in cui la prima dello spettacolo, nelle prime due settimane di novembre, coincideva con la mia assenza per lavoro da Roma e dall'Italia, fui spettatore dei suoi spettacoli. E per poter vivere una serata completa al Puff, cercavo di prendermi un giorno di libertà, accettando finalmente i suoi inviti per la tradizionale cena della prima, quella riservata agli amici, l'ultima delle serate che servivano come rodaggio per mettere a punto lo spettacolo, aggiungere, limare. Ci si ritrovava, era un'occasione speciale, anche per il pubblico. Divenne così una tradizione, grazie anche alla comune tenacia e caparbietà, pubblicare un articolo e le foto del suo annuale spettacolo. E divenne tradizionale anche la sua telefonata il giorno dopo.
Capita di rado di ricevere ringraziamenti per quanto si scrive, ma Lando non mancava mai. Ciò che anno dopo anno mi ha detto, resterà custodito gelosamente nel mio cuore, che non è mezzo giallo e mezzo rosso come il suo ("Ah, sei juventino? Allora pure tu c'hai 'n difetto...!") ma che ha condiviso il suo affetto.

E così ogni anno, vedevo lo show facendomi consegnare la scaletta prima, per memorizzare meglio le scenette, ci sentivamo o vedevamo il giorno dopo, quindi a pubblicazione avvenuta la telefonata rituale.
Un legame di stima accresciuto anche da episodi minimali, che però ci avvicinarono ancor più. Scoperto il Puff, capitò qualche volta che volli far godere il suo spettacolo a miei familiari: genitori, una zia che viveva negli Stati Uniti e che ascoltava le sue canzoni con nostalgia. Telefonai, prenotai, acquistati sempre i biglietti andando in un orario in cui sapevo che non l'avrei trovato. Una volta, per chiedergli la cortesia di riceverli e posare per una foto, lo chiamai a cose fatte. Quando lo seppe mi rimproverò, abituato come era a ricevere richieste di biglietti, ma so che in cuor suo accettò quel mio riguardo verso il lavoro, quella forma di rispetto che induce gli amici a non approfittarsi degli amici.
Così ci si sentiva anche quando usciva un suo album, nuovo o raccolta che fosse, o quando c'era il derby calcistico Roma-Lazio, per rievocare aneddoti, per suscitare giudizi, commenti. Inutile dire cosa pensasse del modo in cui il suo capitano Francesco Totti era trattato nell'ultimo periodo della sua carriera giallorossa, Totti, che chiamava l'elettricista, "perchè quando c'è lui la squadra si accende, illumina tutto". Lo incoraggiavo a scrivere e cantare nuove canzoni, ma le difficoltà erano tante. Però quando il figlio Francesco Saverio ebbe l'idea che poi sarebbe diventata il cd Ti presento Roma mia, ci lavorò con entusiasmo e passione. Un intero album di duetti con cantanti romani o comunque legati a Roma. Nella sua umiltà, si disse commosso che tutti avessero risposto all'appello. Ma come si faceva a non voler bene a Lando? Chi partecipò alla festa per i 40 anni del Puff, lo ricorda commosso e in lacrime di gioia, perchè chi aveva lavorato con lui non lo aveva dimenticato. Presentò l'album di duetti http://leandrodesanctis.blogspot.it/2014/12/musica-lalbum-di-duetti-di-lando.html  in Campidoglio, con Amedeo Minghi spettatore...cantante in prima fila a rendergli omaggio. Un bellissimo lavoro che celebrava Roma e la musica, ma soprattutto Lando Fiorini, portavoce ormai unico della romanità, intesa nel senso migliore del termine. Non c'era serata nella quale Lando, etichettato come l'erede di Claudio Villa agli albori della sua carriera, non rendesse omaggio ai grandi nomi di Roma: Trilussa, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Gabriella Ferri, Franco Califano.
Lando è tornato oggi in Campidoglio, dalle 15 alle 20 è stato possibile vederlo per un'ultima volta, rendergli omaggio ed iniziare a sentire forte la sua mancanza. 
Er barcarolo romano
 https://www.youtube.com/watch?v=6tJbQHq2HMQ
, Roma nun fa la stupida stasera,
 https://www.youtube.com/watch?v=S_EucEJDTHs&index=6&list=RD6tJbQHq2HMQ
 Cento campane
 https://www.youtube.com/watch?v=j1CujWb_-CM
, Casetta de Trastevere
 https://www.youtube.com/watch?v=DRjTFbjorc8
, Pupo biondo, 
 https://www.youtube.com/watch?v=-xOISRwdhoU&list=RD6tJbQHq2HMQ&index=17
Ciumachella de Trastevere.
 https://www.youtube.com/watch?v=wO3sC8YRcMY&list=RD6tJbQHq2HMQ&index=5
Che bello sta' co'te
 https://www.youtube.com/watch?v=pPBgRXTEEis&list=RD6tJbQHq2HMQ&index=19
  Chi lo ha amato riascolti la sua voce. Chi non lo ha conosciuto, cominci da queste canzoni per capire cosa ha rappresentato Lando Fiorini per la canzone romana. Per Roma.

P.S. Mi permetto di stringere in un ideale abbraccio e rivolgere le più affettuose e dolenti condoglianze a Francesco Saverio e Carola

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2014/01/teatro-lando-fiorinial-puff-euromeglio
htmlhttp://leandrodesanctis.blogspot.it/2014/12/roma-lando-fiorini-torna-cantare-i-suoi

sabato 9 dicembre 2017

MUSICA Lando Fiorini è morto

Lando Fiorini è morto, Roma e il mondo dello spettacolo sono in lutto. Se ne va un grandissimo amico che ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere ed apprezzare. Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 27 gennaio. Ai familiari, al figlio Francesco Saverio, alla figlia Carola e a tutta la grande famiglia del Puff che fu, le condoglianze affettuose e gonfie di tristezza.

https://www.vistodalbasso.it/2017/12/09/lando-fiorini-e-morto/ 

VOLLEY Nathan Wounembaina vittima di razzismo, l'arbitro Todorov lo caccia


 https://www.vistodalbasso.it/2017/12/09/volley-nathan-wounembaina-vittima-razzismo/
 

Nathan Wounembaina vittima di razzismo ad Atene. E' successo in settimana e l'episodio, brutto per la pallavolo, è stato riportato anche da qualche giornale (L'Equipe, Il Corriere dello Sport tra questi). Nel corso della partita di Challenge Cup tra Olympiacos Atene e Tours, il giocatore camerunense è stato beccato dal pubblico ogni volta che toccava il pallone. E quando si è arrivati alla schiacciata che è valsa il 24 pari ai francesi, Nathan non ce l'ha fatta più ed ha reagito. Andandosene dal campo. Ma senza chiedere il permesso all'arbitro, il signor Todorov, bulgaro. E lui, regolamento alla mano, l'ha punito con l'espulsione (squalifica per l'esattezza, come ha ricordato un celebre ex arbitro italiano, Luciano Gaspari). Inutile sottolinearequanto sia sconcertante un episodio del genere. L'arbitro Todorov con il suo comportamento avrà anche rispettato il regolamendo pallavolistico, ma non ha rispettato l'essere umano Nathan Wounembaina. E ciò è decisamente peggio. Nessun appello al pubblico per far cessare le manifestazioni di razzismo, nessun ripensamento o idea di far capire alla frangia razzista del pubblico del Pireo, che stava sbagliando. Nel video 


https://www.youtube.com/watch?v=xbq9R9nFXe0

è possibile vedere il gicatore africano che esprime la sua rabbia, pacificamente, al direttore di gara così poco sensibile. E si, l'espulsione è stata una vergogna e chi non ha fatto nulla, non ha emesso gesti, parole o... fischi per stigmatizzare, dovrebbe vergognarsi.

venerdì 8 dicembre 2017

VOLLEY Andrea Scozzese, due anni fa...

https://www.vistodalbasso.it/2017/12/08/volley-andrea-scozzese-due-anni/


Andrea Scozzese, due anni fa...
Sono trascorsi due anni da quando Andrea Scozzese ha interrotto la sua vita, i suoi progetti, i suoi legami familiari. Era un uomo sempre in movimento, per cui sono tanti i sogni che non ha potuto coltivare fino in fondo, infiniti i rimpianti e lo strazio che la sua scomparsa improvvisa e ingiusta (come sempre e in modo particolare quando la vita si dissolve accidentalmente), hanno lasciato.
Famiglia, amicizie, passioni, lavoro. Mi permetto di sintetizzarle nella sola parola, Volleyrò, che può consentire di individuare e ricordare anche a chi non lo ha conosciuto bene, chi è stato Andrea Scozzese. 
Guardo e riguardo il bel poster confezionato dai suoi ex compagni di viaggio di Volleyrò (per il Memorial che si è svolto ieri al PalaFord) e ancora stento a realizzare che Andrea non c'è più. Talmente vitale era lui, che faticavi a supporre che le sue energie potessero scemare. Troppo particolare il modo in cui dopo averlo conosciuto da ragazzo, in calzoncini corti e maglietta sui campi della pallamano, ci si era incontrati di nuovo in altro ambiente, nel mondo della pallavolo. E si era riannodato come per incanto l'invisibile filo della simpatia e della stima, della fiducia e del rapporto amichevole che talvolta perfino il lavoro consente di intrecciare, reciproci testimoni del tempo andato, di una gioventù spesa inseguendo i rispettivi obiettivi. In modo limpido, tra persone che cercano di trasmettere entusiasmo e sono disposte a capirsi, in un'epoca in cui si fa sempre più fatica a farsi comprendere.
Due anni senza Andrea Scozzese, che grazie all'opera dell'inseparabile amico di sogni, come è sempre stato Armando Monini nell'era di Volleyrò, continua ad essere presente, purtroppo solo spiritualmente. 
A&A, Andrea&Armando, due amici, due genitori piacevolmente "intrappolati" dalle figlie pallavoliste in un mondo che grazie all'opera di Armando e della sua società, cercherà di essere ancora suo, di Andrea Scozzese. 
Anche se lui è ormai altrove.


htmlhttp://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/12/volley-una-gran-folla-per-lultimo.

htmlhttp://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/12/volley-il-ricordo-di-andrea-scozzese-su.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/06/volley-la-terza-doppietta-di-volleyro.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/12/volley-un-anno-senza-andrea-scozzese-il.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/06/volley-monini-racconta-lanno-piu-duro.html

giovedì 7 dicembre 2017

VOLLEY Memorial Andrea Scozzese oggi al PalaFord del Volleyrò

https://www.vistodalbasso.it/2017/12/07/volley-volleyro-ricorda-andrea-scozzese/
Memorial Scozzese, Volleyrò al PalaFord. A due anni dalla scomparsa del suo ideatore e fondatore, la grande famiglia del Volleyrò si ritroverà oggi pomeriggio per ricordare Andrea Scozzese nella seconda edizione del memorial a lui dedicato.
A partire dalle ore 15.30, al PalaVolleyrò, otto squadre della categoria Under 14 provenienti da tutta Italia si contenderanno l’accesso alla finalissima del giorno dopo. Oltre al Volleyrò Casal de’ Pazzi che farà gli onori di casa, l’elenco delle formazioni che parteciperanno al torneo è composto da: la Savino Del Bene Scandicci, il Fusion Team dal Veneto, il Volley Livorno, la Liu Jo Modena, la P2P Givova San Lorenzo dalla Campania, il CQT Roma e l’ASD Volleyrò.
Sempre oggi, alle ore 17, presso la cappella dell’istituto Sacro Cuore di Gesù, in via dei Colli della Farnesina 140, si terrà unaSanta Messa in ricordo di Andrea.

mercoledì 6 dicembre 2017

ATLETICA RUNNING La corsa ti fa bella, ecco il calendario

L'idea l'ha avuta Laura Duchi, presidente del Gruppo Sportivo Bancari Romani. Dodici ragazze delle più grandi società podistiche romane, si sono messe in gioco davanti all'obiettivo del fotografo Carlo Mogiani. Il ricavato sarà devoluto all' Associazione Ridere per Vivere, che opera nei reparti ospedalieri pediatrici
Ci sono le foto di 12 belle ragazze alcune anche delle mamme, delle donne che lavorano ma che riescono a trovare il tempo e la voglia, quasi ogni giorno, di mettere le scarpette e di andare a correre, mosse dalla grande passione che le accomuna: quella per la Corsa. 
 
Le 12 ragazze, rappresentanti delle più grandi societá podistiche romane, si sono messe in gioco per dimostrare che la corsa non è solo fatica e sudore ma anche femminilità, che praticando l’atletica e correndo non si perde ma che anzi aumenta e le fa essere ancora più belle.
 

Il calendario costa solo 5 euro

Il calendario verrà distribuito dalla prossima settimana, ad un costo simbolico di 5 euro. Il ricavato sarà donato alla Associazione Ridere per Vivere, che opera nei reparti ospedalieri pediatrici e non solo, per portare un’emozione positiva ai bambini malati grazie alla terapia del sorriso. 
“ Speriamo di riuscire a raccogliere una bella cifra per aiutare questi bravissimi operatori che davvero riescono giornalmente a strappare sorrisi sulla bocca di chi soffre davvero” dice Laura Duchi, presidente del Gruppo Sportivo Bancari Romani che organizza  la RomaOstia e numerose altre gare. 
E aggiunge “ Sono davvero soddisfatta del risultato: le foto, scattate da Carlo Mogiani, sono molto belle e le ragazze hanno tirato fuori ciascuna un fascino ed una forza tutta personale. Sono convinta che le donne insieme possano essere una potenza sorprendente. Purtroppo anche nel nostro mondo ancora sono una minoranza: all'estero nelle classifiche delle maratone o delle altre gare le quote rosa sfiorano il 50%. In Italia se arrivano al 20% è già tanto. Anche le società podistiche e le organizzazioni delle manifestazioni più importanti sono ancora di fatto gestite da uomini. Sono convinta che invertire questa tendenza non possa che essere positivo e mi auguro che in futuro accada”.
 
CHI SONO LE RAGAZZE DEL CALENDARIO
 
Michela Ciprietti (Podistica Solidarietà) ; Camille Chenaux (LBM Sport); Alessandra Reali (Gs Bancari Romani) ; Laura Casasanta (Cat Sport); Gabriella Brai (Amatori Villa Pamphili); Marianna Lori (Romatletica Footworks); Pamela Gabrielli (Calcaterra Sport) ; Arianna Pantano (Runners For Emergency); Agnese Rossi (Liberatletica); Peppa Randazzo (Purosangue Team) ; Allegra Della Giovanna (Due Ponti) ; Lisa Magnago (Maratona di Roma) ; Laura Duchi (Roma Ostia)
 
Per informazioni sull’acquisto del calendario si puó scrivere a info@bancariromani.it