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sabato 24 giugno 2017

CINEMA Parigi può attendere


PARIGI PUO' ATTENDERE - Regia: Eleanor Coppola. Interpreti: Diane Lane, Arnaud Viard, Alec Baldwin.
*Visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano.

La tenacia nell'evitare di vedere film storpiati dal doppiaggio a volte induce all'errore. Come questo Parigi può attendere. Anche se devo ammettere che Diane Lane, sempre bella e affascinante anche con gli anni che passano, era stata la molla principale per la visione di un film che alla resa dei conti è stato una notevole delusione. A parte, appunto, la possibilità di ammirare a schermo pieno e senza soste, Diane Lane. 
Il film è diretto dalla ultraottantenne moglie di Francis Ford Coppola (che diresse la giovanissima Diane ne I ragazzi della 56ª strada, anno 1982) e tenuto conto dell'età e del fatto che è il suo primo film, ci si poteva aspettare decisamente qualcosa di meno banale. Una serie infinita di luoghi comuni e ovvietà, sulla cucina e non solo. Una storia che si attorciglia in maniera ripetitiva su se stessa, mostrando esattamente ciò che ci si aspetta, frequentando naturalmente ristoranti costosi, cibi particolari, innaffiati continuamente da vini altrettanto dispendiosi. Roba da intenditori, da palati fini e portafogli e conti in banca gonfi. Il cibo come mezzo di seduzione. E' anche vero che solo girando un Paese in macchina lo si può conoscere veramente, ma la storiella di questo ameno corteggiamento on the road, non abbandona i binari dello scontato e del prevedibile. Qualche bella inquadratura c'è, le foto scattate dalla “mogliefotografadilettanteannoiata” sono tra le cose interessanti. Ma a tratti il film risulta perfino noiosetto. 
Dicevo del ripetitivo, ecco, appunto, meno male che c'era Diane Lane...


Filmografia di Diane Lane

venerdì 23 giugno 2017

ALBUM 2/ Claudia Cardinale, il cinema, la Tv (1986)


Una nuova rubrica su Visto dal basso, si chiama Album e ripropone brandelli di vita vissuta e rende omaggio ad un periodo in cui i giornali venivano venduti in centinaia di migliaia di copie, letti da milioni di lettori. Album perchè questi scampoli di bel passato che riemergono, vanno appunto sfogliati come si guarda un album di vecchie foto, capaci ancora di suscitare emozioni. Pur nella consapevolezza che il passato è appunto passato e che andrebbe vissuto sempre e solo l'attimo presente.
Questa è un'intervista con Claudia Cardinale,  pubblicata il 19 dicembre 1986 sul Corriere dello Sport. L'occasione era fornita dal suo ritorno in Tv con un ruolo nel film Naso di Cane, diretto da Pasquale Squitieri.  

1) Nanni Moretti pallanotista
http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/06/album-1-nanni-moretti-e-la-pallanuoto.html

giovedì 22 giugno 2017

ALBUM 1/ Nanni Moretti e la pallanuoto (1986)







Una nuova rubrica su Visto dal basso, si chiama Album e ripropone brandelli di vita vissuta e rende omaggio ad un periodo in cui i giornali venivano venduti in centinaia di migliaia di copie, letti da milioni di lettori. Album perchè questi scampoli di bel passato che riemergono, vanno appunto sfogliati come si guarda un album di vecchie foto, capaci ancora di suscitare emozioni. Pur nella consapevolezza che il passato è appunto passato e che andrebbe vissuto sempre e solo l'attimo presente.
Questo servizio, dedicato a Nanni Moretti e alla sua passione per la pallanuoto che come i cinefili sanno è stata oggetto anche di un suo bel film, Palombella rossa, fu pubblicato sul Corriere dello Sport del 12 aprile 1986.

sabato 17 giugno 2017

VOLLEY Anche Fabris medita la protesta anti Cev: non partecipare alle coppe



Diego Mosna, presidente dell'Itas Trento, aveva rilanciato qualche giorno fa la provocazione: «Non partecipiamo alle coppe europee». Dopo i sorteggi in Cev di mercoledi scorso e dopo la decisione di ignorare il secondo posto conseguito nelle finali della scorsa primavera da Perugia e Conegliano, obbligandole addirittura ai turni preliminari, anche il presidente della Lega Pallavolo Femminile, Mauro Fabris, ha espresso il malumore del movimento che rappresenta. Perchè pure nel 2018 le finali delle coppe andranno a incidere pesantemente sui play off, maschili e femminili.
Ecco quanto dichiarato dal presidente Mauro Fabris: «Come purtroppo è solito capitare negli ultimi anni, i calendari delle Coppe Europee costringono la Lega Pallavolo Serie A Femminile – così come la maschile – ad amare riflessioni. In barba ai confronti avuti anche di recente, presente la FIPAV, con i presidenti di FIVB e CEV, ci troviamo nuovamente alle prese con un calendario internazionale che rischia di contrarre l’attività della nostra Serie A, considerata con poche altre tra le migliori del mondo. Nello specifico, limitando l’analisi alla sola Champions League, obbligare l’Imoco Volley Conegliano, squadra vice-campione d’Europa, nonché organizzatrice dell’ultima Final Four (con notevole esborso economico, pari al ritorno mediatico garantito alla CEV con un evento di straordinaria partecipazione), a disputare due turni preliminari, ovvero quattro partite tra ottobre e novembre, per entrare nella fase a gironi è assolutamente inaccettabile. A favore, peraltro, di squadre che in Champions League non hanno mai giocato o che hanno il solo merito di appartenere a nazioni che inspiegabilmente vantano un ranking migliore a quello italiano».
 «Alla luce di tutto ciò, e su questo ci siamo già confrontati con la Federazione, ci poniamo convintamente a difesa del nostro movimento, dei Club e di chi vi investe: prima dell’inizio della stagione 2017-18, in occasione della prossima Assemblea di Lega, valuteremo a quali condizioni accettare di partecipare alle Coppe Europee a partire dalla stagione 2018-19. Se non cambiano questi atteggiamenti sbagliati di Cev e Fivb, non escludo che ci sia la possibilità per i Club italiani di non partecipare alle Coppe Europee dalla stagione 2018-19».

Due considerazioni a latere. 1) Se l'Italia non partecipa alle coppe, agli altri Paesi importa poco, avranno più possibilità di vittoria e di posti in final four. Come accadeva alle nostre squadre negli anni olimpici, quando gli squadroni dell'Urss disertavano le coppe europee e i club italiani provavano a rosicchiare un po' di gloria.
2) E' sconfortante verificare come l'Italia, nonostante il suo indiscutibile valore globale come movimento e come vittorie negli ultimi 30 anni, non sia riuscita a sviluppare alleanze tali da detronizzare lo strapotere dei singoli dirigenti, in Cev e Fivb, che pensano ai loro interessi più che a quelli del volley. 
3) Valutare l'ipotesi di un'azione di forza, di una rinuncia a scopo offensivo, è un'idea che personalmente prospettai fin dallo scorso decennio. Senza la certezza di raggiungere un risultato concreto. Ma segnale di identità e ribellione che avrebbe potuto condurre a risultati a medio termine.
Sono gli stessi club, quelli almeno che hanno sponsor a visibilità internazionale, che non vogliono rinunciare alla platea europea (anche se minima, eccezion fatta per semifinali e finali) e che preferiscono chinare il capo, o turarsi il naso, per non entrare in conflitto diretto con gli organismi che stanno depauperando e sfasciando questo sport.

venerdì 16 giugno 2017

VOLLEY L'Italvolley-Cenerentola, scomparsa dalle dirette di RaiSport

Due differite a mezzanotte in questo week end di World League, la bella vittoria con la Francia non è stata vissuta con le emozioni di chi non sa come finisce una partita. E domani con il Belgio sarà la stessa cosa. La pallavolo che torna ai tempi di una volta, intorno a mezzanotte, in orario che un tempo si definiva a luci rosse. 
Perchè oggi si è dimenticato, ma c'erano anni in cui le partite, anche finali scudetto, venivano mandate in onda incomplete, in estrema sintesi e in orari incerti, magari dopo mezzanotte per mostrare l'ennesima replica di un film western.
Intorno a mezzanotte, Cenerentola tornava a casa perdendo la scarpetta, la Nazionale si affaccia in Tv portando il telecomando.
E si narra, nel web, che l'altra settimana una partita della Nazionale sia stata mozzata per trasmettere un vecchio incontro di calcio. Non so se è realtà o leggenda, la notte non guardo la tv. E nemmeno di giorno.
Oggi la realtà è diversa. E' vero che non c'è più un Carlo Magri che staziona in Rai un giorno si e l'altro pure per spingere la sua pallavolo, ma è anche vero che il grosso problema che ha portato al ridimensionamento della pallavolo in questo frangente è l'immotivato taglio di uno dei due canali sportivi della Rai. Perchè se c'è da alzare scandalosamente la voce per far mantenere guadagni iperbolici a personaggi che hanno usato la Rai per scopi personali, i vertici Rai l'hanno alzata. Quando c'era da battersi per non sopprimere RaiSport2, bandiera bianca. 
Con un solo RaiSport, ogni concomitanza diventa fonte di rinunce e malumori. E siamo solo all'inizio. Scherma, nuoto, atletica, finnastica e tanti altri sport vanno in onda quando il volley gioca (perchè va anche detto che il volley... gioca sempre). Insomma, altre amarezze verranno...

BEACH VOLLEY Londra 2012 è un lontano ricordo, le azzurre sono sparite dalla spiaggia


Il freddo rilevamento dei risultati e la coincidenza. Nel giorno in cui è stato presentato il campionato italiano di beach volley in Fipav (tra parentesi: giorno infelice*, orario infelicissimo**) la coppia italiana di beach volley Menegatti-Perry veniva sconfitta per 2-0 (21-9, 21-9!) della canadesi Pavan-Humana/Paredes.
All’Olimpiade di Londra 2012 la coppia azzurra Menegatti-Cicolari è arrivata fino ai quarti di finale, così come Lupo Nicolai. Quattro anni dopo a Rio 2016, Nicolai e Lupo hanno giocato la finale e vinto l’argento. La coppia femminile è stata devastata e annientata dal caso di doping che ha riguardato la Orsi Toth.
Nel 2017 il beach volley femminile azzurro è questo? Un doppio 9-21 che non so da quanto una coppia azzurra non subiva e che, tra parentesi, è il più pesante scarto registrato nelle partite del tabellone principale del Dela Beach Open. Forse c'è da rivedere qualcosa. O no?


* giovedi era vigilia di Italia-Francia di World League

** ore 18.30 di pomeriggio, un pessimo orario per sperare di avere la massima attenzione e la presenza di addetti ai lavori del media