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martedì 22 agosto 2017

SOCIETA' Papa Francesco, sì allo Ius Soli: «La nazionalità di tutti i bambini va riconosciuta e certificata»


E' perfino scontato, come avrebbe potuto essere diversamente, che Papa Bergoglio fosse sintonizzato sul riconoscimento dei diritti di chi è nato e/o cresciuto in Italia, anche se da genitori stranieri, regolari cittadini. Era scontato ma una volta tanto fa piacere che qualcuno molto in alto si spenda per una giusta causa. Lo Ius Soli in questo caso.
Dichiarazioni ovvie, che hanno anche avuto il merito, se così si può dire, di far risaltare una volta di più la rozzezza, l'ignoranza e l'imbecillità di molti politici, che non solo non si vergognano dei loro pensieri e delle loro parole, ma ritengono di dover insultare gli altri, fosse anche il Papa. 
Beh, certo, sulla bilancia vuoi mettere lo spessore culturale e umano del Papa con quello dei suoi contestatori...
Per la serie si... SALVIni chi può...
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da La Repubblica: 
Il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebrerà il prossimo 14 gennaio (tema: 'Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati')
 
Al momento della nascita "va riconosciuta e certificata" la nazionalità e a tutti i bambini "va assicurato l'accesso regolare all'istruzione primaria e secondaria".  Prende esplicitamente posizione sullo ius soli e manifesta appoggio anche allo ius culturae in quanto chiede sia riconosciuto il diritto a completare il percorso formativo nel paese d'accoglienza.

Il Pontefice ricorda che la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo "offre una base giuridica universale per la protezione dei minori migranti. A essi occorre evitare ogni forma di detenzione in ragione del loro status migratorio, mentre va assicurato l'accesso regolare all'istruzione primaria e secondaria. Parimenti è necessario garantire la permanenza regolare al compimento della maggiore età e la possibilità di continuare degli studi. Per i minori non accompagnati o separati dalla loro famiglia è importante prevedere programmi di custodia temporanea o affidamento. Nel rispetto del diritto universale a una nazionalità questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita".

Accogliere i migranti significa offrire loro "più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione", per esempio attraverso "corridoi umanitari", e "una prima sistemazione adeguata e decorosa" aggiunge papa Francesco. Occorre dunque anche "un impegno concreto affinché sia incrementata e semplificata la concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare". "Sarebbe opportuno, inoltre, prevedere visti temporanei speciali per le persone che scappano dai conflitti nei paesi confinanti. Non sono una idonea soluzione le espulsioni collettive e arbitrarie di migranti e rifugiati, soprattutto quando esse vengono eseguite verso paesi che non possono garantire il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali".  "Insisto ancora sulla necessità di favorire in ogni modo la cultura dell'incontro, moltiplicando le opportunità di scambio interculturale, documentando e diffondendo le buone pratiche di integrazione e sviluppando programmi tesi a preparare le comunità locali ai processi integrativi".
 "In conformità con la sua tradizione pastorale, la Chiesa è disponibile ad impegnarsi in prima persona per realizzare tutte le iniziative sopra proposte, ma per ottenere i risultati sperati è indispensabile il contributo della comunità politica e della società civile, ciascuno secondo le responsabilità proprie".

"Durante i miei primi anni di pontificato ho ripetutamente espresso speciale preoccupazione per la triste situazione di tanti migranti e rifugiati che fuggono dalle guerre, dalle persecuzioni, dai disastri naturali e dalla povertà. Si tratta indubbiamente di un 'segno dei tempi' che ho cercato di leggere, invocando la luce dello Spirito Santo sin dalla mia visita a Lampedusa l'8 luglio 2013. Nell'istituire il nuovo Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ho voluto che una sezione speciale, posta ad tempus sotto la mia diretta guida, esprimesse la sollecitudine della Chiesa verso i migranti, gli sfollati, i rifugiati e le vittime della tratta".

Questo non vuol dire però abbassare la guardia sulla sicurezza, avverte Bergoglio.  "Il principio della centralità della persona umana, fermamente affermato dal mio amato predecessore Benedetto XVI, ci obbliga ad anteporre sempre la sicurezza personale a quella nazionale. Di conseguenza, è necessario formare adeguatamente il personale preposto ai controlli di frontiera".

PALLAVOLO Il volley calabrese piange Pino Bosurgi





Un caro amico della pallavolo mi ha dato la triste notizia. E' morto Giuseppe "Pino" Bosurgi, 72 anni gran parte dei quali spesi con tanta passione nel mondo del volley. Pino è stato dirigente di club, poi di Comitato, spesso semplice tifoso al seguito della Nazionale (a proprie spese). Non c'era evento che si organizzasse nella sua Calabria che non lo vedesse nei Palasport. 
Nella vita era un professore, insegnava francese alle scuole medie, stimato e benvoluto per il suo garbo e la sua umanità. 
Dal 1980 al 1990 è stato presidente del Comitato Regionale Fipav della calabria. Quindi fece parte anche della Commissione Nazionale Fipav Benemerenze e Onorificenze sportive. 
I funerali si sono svolti stamane a Reggio Calabria. 
Ai familiari di Pino affettuose condoglianze.

sabato 19 agosto 2017

ROMA Lavori nel buio e automobilisti "impazziti", in via Sangemini si rischia




Il cantiere aperto improvvisamente in via Trionfale nel cuore di agosto si sta rivelando assai rischioso. Stamane qualcuno ci stava lavorando, dopo un venerdì in cui è rimasto vuoto. Si è letto di lavori Acea per le perdite d'acqua, ci sono anche i cartelli dell'Italgas e i consueti avvisi inattendibili che avvisavano di lavoria partire dall'11 agosto. Come sempre in questi casi, in quella data non si è visto nessuno, per cui tutti hanno continuato a sostare.
Le foto danno l'idea della grandezza del cantiere, tenete conto che di notte la via è al buio (fino al Forte Trionfale, quanti mesi al buio in questo quartiere...). Sorvolando sui cartelli scritti a pennarello, che si vedono poco e male di giorno e per niente di sera e notte, è allucinante quanto verificatosi nei primi due giorni di cantiere, con il blocco del traffico in direzione via Igea, all'altezza di via Fani obbligo di svolta a sinistra per chi viene da Monte Mario.
Non sono sicuro che non si potesse decidere per un'opzione diversa: mettere un divieto di sosta provvisorio e consentire il traffico su entrambe le direzioni nella porzione di carreggiata non occupata dal cantiere.
Si è invece optato per una scelta diversa (compare, credo per errore, anche un cartello di divieto di circolazione che non ha ragione di esistere, dato che in un senso di marcia il transito è consentito). Beh, chi è fuori città faticherà a crederci ma è stato un continuo viavai con le macchine che imboccavano contro mano via Sangemini, all'altezza dell'edicola del signor Giulio e di suo figlio Sandro.
Invece di proseguire fino alla fine di via Fani e dopo il monumento ai caduti della scorta in occasione del rapimento di Aldo Moro, svoltare in salita a destra per tornare in zona Igea, passando per la Camilluccia, molti automobilisti (in certi momenti una fila indiana senza soluzione di continuità) sprezzanti del cartello di divieto di transito, percorrevano anche a velocità sostenuta via Sangemini ma contromano, rischiando l'impatto con pedoni, motorini e macchine che secondo la corretta circolazione, provengono ignari dal senso contrario. Anzi, dall'unico senso giusto. Per non parlare poi di chi se ne infischia anche del primo divieto. Arriva, si ferma, cogita. Poi ingrana la marcia e parte a razzo verso la Farmacia Igea, contromano.
Una triste conferma di come il marcio dell'inciviltà si annidi in ognuno di noi, indisciplinati e ripiegati sul proprio ombelico, incuranti di appartenere ad un mondo che anche con il nostro piccolo contributo, potrebbe essere migliore. Banalmente, anche solo rispettando un cartello stradale.


http://leandrodesanctis.blogspot.com/2017/08/roma-filippini-le-suore-materassaie-non.html?spref=fb 

venerdì 18 agosto 2017

CALCIO Serie A story: solo 16 scudettate, 29 in Bundesliga, 24 in Premier League



Premier League e Ligue One sono già partite, Bundesliga, Liga e Serie A si mettono in moto nel week end. All'inizio della nuova stagione vediamo quali sono stati i campionati che hanno visto vincere il titolo al maggior numero, o al minor numero di squadre.
Si va dai 29 club campioni nella storia della Bundesliga tedesca, ai 9 della Spagna, tra i tornei maggiori d'Europa. Includendo anche Paesi nati politicamente in tempi relativamente recenti, Portogallo, Turchia e Repubblica Ceca hanno visto aggiudicarsi lo scudetto soltanto cinque diverse società. Accanto alla "democratica" Germania, a quota 29, troviamo anche Olanda e Finlandia.

Germania  29 squadre 
Olanda        29 squadre 
Finlandia    29 squadre
Inghilterra 24 squadre
Danimarca 20 squadre
Svizzera     20 squadre
Francia      19 squadre
Svezia       18 squadre
ITALIA    16 squadre
Bulgaria    16 squadre
Belgio       16 squadre 
Norvegia   16 squadre
Austria      15 squadre
Scozia       11 squadre
Spagna       9 squadre 
Slovacchia  7 squadre
Grecia         6 squadre
Russia         6 squadre
Portogallo   5 squadre
Turchia       5 squadre
Rep.Ceca    5 squadre
 

ROMA Filippini, le suore materassaie non AMAno il prossimo


Nei gialli in cui ci si scervella per capire chi è il colpevole, spesso l'assassino risulta essere poi la persona più insospettabile. Tra i casi di inciviltà che affliggono il quartiere di Roma che va da via dei Giornalisti a via Stresa-Piazza Monte Gaudio, attorno alla via Trionfale, nelle ultime settimane si è fatta notare la sprezzante maleducazione di chi ha abbandonato materassi e reti di letti accanto a cassonetti.
Eppure basta una telefonata all'AMA che fissa un giorno e un'ora, e viene a ritirare gratuitamente gli oggetti ingombranti di cui occorre disfarsi. Basta poco insomma, per non unirsi alla folla incivile che svilisce e insulta questo quartiere, questa città. Folla composta per lo più da italianissimi cittadini (mi spiace, ma non troppo, deludere chi dà la colpa di tutto solo agli stranieri, tra l'altro invocando a sproposito la non approvazione di leggi sacrosante di cui probabilmente non conosce nemmeno il significato).
Ma andiamo ai materassi (e stavolta non è una citazione cinematografica: Il Padrino, C'è posta per te): come avete letto nel titolo, le colpevoli sono le suore, molto chiassose e fastidiose, assai poco pie, dell'Istituto Filippini, immortalate in foto da un'abilissima fotografa che ha postato le immagini sul gruppo Facebook del quartiere.
Altro che extracomunitari... Astute, comunque, anche le suorine materassaie: invece di depositare i materassi accanto ai cassonetti dell'ingresso di via Mario Fani, a pochi metri dal loro cancello degli appartamenti, se lo sono trascinato (come da foto)
nel punto più distante, in via Stresa.
Complimenti, altro episodio di carità cristiana e di comprensione per il prossimo. Come la rumorosissima macchina raccogli foglie e aghini di pino che ora tutti i venerdi mattina di buon'ora dà la sveglia ai palazzi limitrofi (hanno fatto la grazia, prima era il sabato mattina, http://leandrodesanctis.blogspot.it/2015/08/roma-maestre-pie-filippini-e-il.html), come le discussioni ad alta voce nell'area giardinaggio alle 7.30 del mattino, come la luce abbagliante della croce che la notte da qualche anno ha messo ...in croce il palazzo di via Sangemini che fronteggia l'istituto.
Insomma, le suore vivono nella loro bolla e del quartiere poco gli importa, la telefonata all'AMA non l'hanno fatta. Quindi una cosa è certa: le suore dell'Istituto Filippini, non AMAno il prossimo.



SOCIETA' L'omicida macellaio del Flaminio come le 4 casalinghe di Tokyo

Ha ricordato un' opera letteraria giapponese l'orribile omicidio del "macellaio" del Flaminio, Maurizio Diotallevi. Il quale ha ucciso la sorella e poi l'ha tagliata a pezzi in casa, per poi mettere i resti nei bustoni della spazzatura, scaricandoli in diversi cassonetti della zona (uno in via Guido Reni, non distante dal Maxxi e dall'Arena Cinema Tiziano).
Nel romanzo di Natsuo Kirino, pubblicato nel 1997 e successivamente anche in Italia, Le quattro casalinghe di Tokyo, accade un episodio simile: una moglie strangola il marito, poi con la complicità di amiche il cadavere viene fatto a pezzi, tagliato a fatica e poi messo in sacchi da distribuire in vari luoghi cittadini. 
E' il punto di partenza per una storia articolata, cruda, che fotografa le frustrazioni non solo di donne e operai nipponici ma di una parte del proletariato nipponico, femminile e non. Un affacciarsi con la nostra mentalità europea, su una realtà diversa, spesso sfuggente ed enigmatica.