Google+ Badge

giovedì 20 giugno 2013

BASKET, La Gazzetta, il caldo e la memoria perduta

Se l'indimenticabile direttore della Gazzetta dello Sport, Candido Cannavò, fosse ancora tra noi, sarebbe inorridito sfogliando il suo giornale rosa. Nella pagina del basket che celebrava stamane lo scudetto di Siena c'era scritto che impianti come il PalaTiziano (sbraaatt, conato, pardon...) devono essere banditi almeno dai play off. L'autore dell'articolo non sa che il suo auspicio si è già avverato. Il PalaTiziano (sbraartt, conato, pardon...),  non esiste, deve essere ancora costruito. Ma temo che non lo sarà mai e soprattutto che non porterà mai quel nome, sorto dall'ignoranza. Chissà se chiederà indietro i soldi del biglietto chi ha pensato di andare a commentare la finale Virtus Roma Acea-Mps Siena al PalaTiziano (sbraatt, scghough, conato, pardon) e si è trovato a sua insaputa al Palazzetto dello Sport, costruito per l'Olimpiade di Roma 1960, come ben sapeva il Direttore Cannavò, appassionato dell'Olimpiade. Ma forse è stata tutta colpa del caldo, che, si sa, offusca la mente e la memoria. A meno che non si stia svolgendo una competizione di ignoranza, inaugurata da qualche giornalista che seguiva la pallavolo anni fa, e che ora i giornalisti approssimativi che seguono la pallacanestro, come si chiamava una volta cercano di eguagliare.
Forse non ho imparato ancora a leggere bene i giornali, ma non ho capito perchè si scrive che il Palazzetto dello Sport di Roma non può ospitare i play off del basket (è omologato ed ha la capienza necessaria), dopo aver accolto anche tante partite, play off, eventi di volley, match di boxe, ginnastica, arti marziali, perfino Messner.

 Da lettore qualunque mi pongo delle domande.

Leggo che l'impianto deve essere addirittura bandito, per le condizioni climatiche, tecniche, per il condizionamento degli arbitri. Leggo che la gara non è stata regolare perchè a fine partita sono stati lanciati oggetti sulla premiazione (ma se la partita era finita che c'entra questo brutto episodio con la regolarità della gara?), perchè il presidente Toti è andato a dirgliene quattro a Minucci di Siena, sempre citando la rosea (idem come sopra: che c'entra questo con la regolarità della partita?). 
Poi la chiusura: bisogna mettere l'aria condizionata nei palasport o finire la stagione a maggio.
Quelo-Guzzanti direbbe: la seconda che hai scritto. 
Non mi pare che il momento economico che l'Italia sta vivendo sia terreno fertile per spendere e spandere nei palasport. Ci fosse ancora Cannavò, ricorderebbe che il Palazzetto dello Sport è sottoposto a precisi vincoli dei Beni Culturali e dunque non può essere dotato ex novo di un impianto di aria condizionata, come emerse qualche anno fa, quando fu sottoposto ai lavori possibili di mantenimento (e la tribuna per la stampa, dimenticata, fu approntata dopo la segnalazione degli addetti ai lavori che seguivano il volley, durante una visita guidata mattutina).

Indubbiamente non è piacevole giocare in un palasport sprovvisto di aria condizionata. A Napoli, durante il torneo di qualificazione per i Mondiali 2006 di pallavolo, l'aria ribolliva, l'allora ct azzurro Montali si lamentò non poco. E una signora napoletana, uscendo, sentenziò: "Cchiù caldo e qui, solo all'Inferno!" (mi scuso per l'approssimativa scrittura della lingua napoletana).

Dire che non si può giocare in un impianto che è stato olimpico perchè gli spettatori sono troppo vicini al campo significa che il basket deve mettere 50 metri tra parquet e pubblico? Non mi pare che altri impianti siano immuni. Mi par di ricordare che gli oggetti in campo sono stati tirati anche a Varese e altrove. Sono regolari i campi con le trombette appese ai canestri? Forse retaggi dimenticati di sagre paesane o feste per bambini. 
Ma come, si celebrano le celebri bolge greche e spagnole (quante volte abbiamo letto titoli enfatici sulla bolgia di Salonicco?) e va bandito il Palazzetto? Sarà che il problema è Roma? La Virtus Roma. Lo dico da lettore di Roma, da sportivo, non da tifoso accecato dalla passione per la propria squadra. Visto dal basso insomma.

In ogni caso non vedo l'ora di leggere, sempre sullo stesso giornale ovviamente, una bella campagna per far finire il campionato di basket a maggio, o per dotare tutti i palazzetti di aria condizionata. 
Così, almeno, la Virtus imparerà ad andare a giocare per lo scudetto. Se lo vorrà fare dovrà trasferirsi al PalaEur (o devo cominciare a dire al PalaFungo? Beh tanto di questo passo ci si arriverà...).
Tutto ciò senza sminuire di un grammo lo squallore di chi va a vedere lo sport senza educazione né cultura, che non ha imparato ad applaudire la sua squadra anche se non riesce a vincere. E gli avversari che meritano. Ma non mi pare sia stato un problema soltanto romano in questa stagione.