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giovedì 4 luglio 2013

CINEMA Tulpa, tiromancino... allo spettatore



GENERE: Horror. REGIA: Federico Zampaglione. SCENEGGIATURA: Dardano Sacchetti, Giacomo Gensini, Federico Zampaglione
ATTORI: Claudia Gerini, Michele Placido, Michela Cescon, Ivan Franek, Nuot Arquint, Crisula Stafida, Giulia Bertinelli
FOTOGRAFIA: Giuseppe Maio MUSICHE: Federico Zampaglione, Francesco Zampaglione
PRODUZIONE: Italian Dreams Factory DISTRIBUZIONE: Bolero Film
PAESE: Italia 2013 DURATA: 84'

Bisogna riconoscere che molti sono prevenuti giudicando il cineasta Federico Zampaglione, 45enne, romano, compagno di Claudia Gerini. Zampaglione nasce come musicista, motore del gruppo Tiromancino, con cui ha raggiunto il successo grazie ad una serie di album interessanti ed originali. 
Qualche anno fa il musicista ha deciso di tradurre in film la sua passione per il cinema e non c'è dubbio che il suo status sia stato una chiave d'accesso privilegiata. Quindi tutti lo attendevano pronti a criticare questo intruso ("Ma se fa er cantante, cantasse, che è 'sta mania de fa' firm...? dicono alcuni a Roma) perchè spesso dà fastidio che una persona che si è fatta un nome in un ambiente, in un ambito, sconfini in altri territori.
Dato che in questo periodo se n'è parlato molto, sono andato a studiare prima di scriverne. Il suo debutto, "Nero bifamiliare", lo avevo visto in dvd e non mi era piaciuto. Pur avendo qualche sprazzo divertente, avevo trovato assai discutibile e inverosimile la sceneggiatura, caricata d'eccessi la storia. Insomma, un debutto poco convincente.

Poi Zampaglione è uscito allo scoperto con la sua passione per l'horror, genere che non mi entusiasma, salvo rare eccezioni. E prima di andare a vedere "Tulpa", ho deciso di sciropparmi "Shadow", film premiato ed apprezzato in vari festival.
In effetti l'ho trovato molto ben girato, anche se per stomaci forti e per amanti del sadismo. Un film che trova nel finale a sorpresa il senso del suo essere e la carta decisiva per la sua promozione. Insomma una sufficienza piena.

Con "Tulpa" Federico Zampaglione ha inseguito la sua medaglia d'Argento nel cine horror, ma la sensazione è che per il pubblico, per lo spettatore, si sia trattato più che altro di un...tiromancino.
La passione, venerazione, per il cinema di Dario Argento, è evidente. Non è vero che le scene siano girate male, tutt'altro, sono anzi insieme alla musica (e non poteva essere altrimenti) il punto di forza del film, che presenta qualche passaggio che soddisferà il sadismo degli amanti del genere assassino che supplizia con fantasia le sue povere vittime. L'ambientazione in zona Eur, lo stile con cui vengono commessi i truculenti omicidi, la soggettiva che come nel cult "Profondo Rosso" mostrava il punto di vista dell'assassino.

Purtroppo però, verrebbe da dire che la caratteristica in comune col maestro Argento (specie nei film degli ultimi 20 anni) è la deprecabile abilità di tirar fuori il peggio dagli attori. Mai vista una Claudia Gerini così poco attrice, così stonata e a disagio, porgere battute come una dilettante qualsiasi. Perfino Michele Placido zoppica. E poi la storia: non convince, lamenta dei buchi che fanno crollare l'impalcatura. E' stato spacciato come un horror sexy ma di sexy ha ben poco: le foto che vedete qui riprodotte sono il massimo concesso allo spettatore attratto dalla potenziale valenza erotica e trasgressiva del film. Personaggi tratteggiati con la matita, senza spessore, senza motivazioni. I più smaliziati indovineranno l'assassino, ma per intuito, non per ragionamento e credibilità del racconto. Peccato, un'occasione persa, rimasta impigliata come la vittima del filo spinato, una "chicca" che troverà posto nelle scene horror-cult.

ps: il film è disseminato di citazioni, sarei curioso di sapere se il rimando a "L'australiano", un film del 1978 di Jerzy Skolimowski è reale e voluto, oppure solo una connessione ripescata dalla mia memoria cinefila. E' in una scena risolutiva, ma non svelo oltre.




Cosa è il Tulpa?

Tulpa è un termine della lingua tibetana usato in ambito buddhista e, soprattutto, meditativo.
Il significato della parola definisce un'entità incorporea creata attraverso particolari metodi meditativi sviluppati dai monaci, soprattutto i grandi lama tantrici. Secondo tali credenze l'essere, che vive nel piano astrale, può essere visualizzato sotto molteplici aspetti, soprattutto quello animale, da altri monaci raccolti in meditazione.
Esistono narrazioni di combattimenti effettuati attraverso tali creature come rappresentazione morfologica della volontà del loro creatore.

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