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giovedì 11 luglio 2013

VOLLEY, Magri martello di piume




Il presidente della Fipav, Carlo Magri, ha voluto replicare seccamente ed esprimere il suo personalissimo punto di vista, nonché farsi portavoce risoluto della durissima posizione federale susseguente (di un paio di giorni...) le esternazioni giunte dall'ambiente della Lube Macerata dopo le convocazioni del ct azzurro Mauro Berruto per la World League.

 "Nelle ultime ore abbiamo letto lo sfogo di un atleta escluso per scelta tecnica e le considerazioni di alcuni dirigenti di società. La Lube Banca Marche Macerata è stato, ed è, un club molto importante nel panorama della pallavolo italiana e approfitto per ringraziare personalmente il presidente Giulianelli per la passione e per gli impegni economici profusi in questi anni. Molti dei suoi giocatori hanno fatto parte o integrano attualmente la Nazionale regalandoci grosse soddisfazioni". Parole dure che non hanno lasciato insensibile il patron della Lube, turbato da una presa di posizione frontale e netta.

Poi Magri è andato giù ancor più duramente: "Quello che però è giusto ribadire anche se è un concetto estremamente ovvio, è che le scelte tecniche spettano solo ed esclusivamente al CT Mauro Berruto che ha sempre lavorato per il bene della Nazionale, obiettivo che continuerà ad inseguire lasciando aperte le porte per tutti gli atleti, come lui stesso mi ha confermato. Comprendiamo l’amarezza degli atleti, ma è giusto che ognuno rispetti il proprio ruolo, condizione essenziale per realizzare un proficuo lavoro. Chiudiamo così quella che non vogliamo considerare neanche una piccola querelle perché il bene della Nazionale è nell’interesse e al di sopra di tutto”. 

Insomma, chi si aspettava una presa di posizione a scoppio ritardato, con toni cerchiobottistici (una volta si sarebbe scomodata un'allusione ad un certo partito politico che ora, almeno di nome, non esiste più) per non scontentare nessuno, nè il suo ct arrabbiato nè il club che è stato il massimo fornitore di azzurri olimpici di bronzo, è stato pubblicamente e tempestivamente smentito dai fatti. 
O no?