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domenica 15 settembre 2013

MUSICA La Maschera di Cera



Nell'ondata di rivalutazione e riscoperta della musica prog(ressive) in generale ed italiana in particolare, il gruppo La Maschera di cera è decisamente la realtà più interessante della nuova ondata. Una voce come quella di Alessandro Corvaglia, che garantisce la qualità e l'interesse che non sempre nei gruppi italiani è facile trovare. Anche negli anni d'oro, spesso proprio le voci erano l'anello meno sfavillante di molti gruppi. La Maschera di cera ha grande talento, personalità, che si esprimono con testi mai banali e musiche accurate e coinvolgenti. Originali ancorchè influenzate dai grandi mostri sacri del Prog. Ma non disturba, anzi, suona come un qualcosa di familiare, ma nuovo. Al Festival romano del prog, targato BTF, al Tendastrisce, si fecero conoscere dagli appassionati con un set all'altezza. Compaiono nel cofanetto dedicato a quelle serate del festival, nel 2010. Li ho scoperti in quella occasione e quando è uscito il loro coraggioso e riuscitissimo album "Le porte del domani" (c'è anche un'edizione inglese con arrangiamenti leggermente diversi) chedopo 40 anni dava un seguito, omaggiandolo, a Felona e Sorora delle Orme, è scoppiato l'amore.





Formazione

Alessandro Corvaglia: voce solista, chitarra acustica
Agostino Macor: tastiere
Andrea Monetti: flauto, sassofono
Fabio Zuffanti: basso
Maurizio di Tollo: batteria, percussioni
 
Discografia

2002: La maschera di cera (Mellow Records)
2003: Il grande labirinto (Mellow Records)
2004: Maschera di Cera in concerto (live)
2004: Gouveia Art Rock 2003 (DVD)
2006: LuxAde (Immaginifica Records)
2010: Petali di Fuoco (Immaginifica Records)
2013: Le Porte del Domani (AMS/BTF Records)
 


Dal blog ufficiale del gruppo

La Maschera Di Cera ha pubblicato il suo primo album esattamente dieci anni fa, nel 2002, un omaggio a certo prog italiano degli Anni Settanta che però ha sempre messo in primo piano l’aspetto compositivo, riuscendo nel difficile tentativo di creare qualcosa che ha radici nel passato ma allo stesso tempo è personale, inventivo e passionale. In questo risiede l’originalità del ‘suono MDC’.

La Maschera Di Cera chiude oggi il cerchio proponendo un album che è l’apoteosi e summa di tutto il discorso legato all’omaggio al progressive italiano: il gruppo ha infatti deciso di continuare la saga dei due pianeti di “Felona e Sorona” (Le Orme, 1973), disco riconosciuto come un capolavoro assoluto e uno dei capisaldi del prog mondiale.

Il gruppo qui si mette completamente in gioco, provando a fare ciò che nessuno ha mai fatto prima, attualizzando un discorso iniziato quarant’anni fa e che ancora offre spunti artistici sui quali riflettere. Il concept originario è infatti una storia universale di diversità e ineguaglianza rimasta – forse volutamente? – irrisolta alla fine del disco, lasciando così lo spazio ad una ispirata continuazione e conclusione, realizzata chiaramente nell’ottica della Maschera Di Cera.

Il concept, una suite di 45′ divisa in nove capitoli, affronta la lotta tra i due pianeti, uno luminoso e l’altro buio. Lotta che si risolverà grazie a due amanti provenienti dai due mondi e all’intervento ultraterreno della divinità che li protegge. La copertina del disco è stata curata personalmente da Lanfranco, il pittore che creò il dipinto originale di “Felona e Sorona” e che ha messo gentilmente a disposizione del gruppo la sua opera del 1968 “Gli amanti del sogno”.