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lunedì 21 ottobre 2013

CALCIO Juve tricolore sparita in un quarto d'ora

Quanto si impiega a scucirsi lo scudetto dalle maglie? Appena quindici minuti (dal 21' al 36' del secondo tempo di Fiorentina Juventus 4-2). 
Hai voglia a dire che siamo solo all'ottava giornata e che cinque punti di svantaggio dalla Roma non possono essere considerati decisivi. Sarà anche vero ma la choccante sconfitta incassata dalla Juventus (Fiorentina-Juventus 4-2, gol di Tevez, Pogba, 3 Rossi, Joaquin) a mio avviso ha invece il sapore di una disfatta che va oltre i tre punti lasciati al Franchi. Non ricordo una squadra vincitrice di scudetto che abbia subito dieci gol nelle prime otto partite. Una difesa che incassa più di un gol a partita (aggiungiamoci i tre di Champions League) non può riuscire a vincere un campionato e certi segnali non possono più essere ignorati. L'ottava giornata si rivelerà il turno spartiacque di questo campionato: battendo il Napoli la Roma imbattuta e con un solo gol al passivo (ecco una difesa da scudetto) è volata a +5 sia sul Napoli che sulla Juventus, impegnate (non si sa se solo fino a dicembre) nella super stressante Champions League. 
Ma non sono solo i numeri, pur rilevanti, a far orientare i favori del pronostico sulla sponda giallorossa. Il Napoli si è dimostrato troppo legato alla vena di Higuain e non tutta la rosa ha lo stesso peso specifico qualitativo. La Juventus, nonostante solo ieri abbia perso una partita (che fino al 70' conduceva per 2-0 senza aver corso rischi), finora non aveva quasi mai convinto al cento per cento. Ammetto che la veemente reazione con il Milan mi aveva un po' illuso. Eppure a Firenze per settanta minuti non c'era stata partita, con i viola incapaci di rendersi pericolosi e la Juve abbastanza tranquillamente padrona del campo e della partita. Ma in questa fase, ancora una volta, la Juve è stata molto presuntuosa, incapace di mettere a segno il terzo gol, il gol che avrebbe chiuso la gara. Una Juventus quasi irritante nel suo rimirarsi, nel tocchettare cercando il fumo piuttosto che l'arrosto, nell'incaponirsi in dribbling rischiosissimi nella propria metà campo, nel reiterare quei passaggi indietro che sanno di conservazione e non di conquista. Perchè arrivati al limite dell'area, i bianconeri non tirano in porta? Perchè invece di tirare (tra l'altro il portiere Neto si è costruito una fama di portiere non proprio insuperabile) fanno passaggi improbabili e presuntuosi, dimenticando di giocare palla a terra e cercando ogni volta di entrare in porta col pallone neanche fossero il Barcellona?
 Torniamo ai discorsi pre Milan. Questa Juve appare sazia e sgonfiata, presuntuosa e irritante nelle sue vanità, individuali e collettive. Senza pressing alto si fatica, non è possibile concedere tanto spazio a rivali che sanno come trovare la porta (ma li si lascia accomodarsi e tirare). E poi c'è anche l'handicap di non avere più tra i pali il Buffon che da solo vinceva le partite, evitava gol e sconfitte concedendosi una papera ogni morte di papa. Anche al Franchi Buffon ha incassato gol che non sono da lui. E' vero, la squadra non lo aiuta perché concede troppi metri e spesso, a turno, i difensori si fanno trovare fuori posizione, come è accaduto anche ieri. In quindici minuti temo che sullo scudetto della Juve sia calata se non una pietra tombale, sicuramente una cappa di piombo che non sarà facile scoperchiare. 

Una Juve così (continua a ripetere gli stessi errori, altro che lezioni salutari) finirà per trovarsi a dover mettere le firma su un secondo posto che la mantenga in Champions League, sgomitando fino alla fine con il Napoli.
E' ancora presto ma proviamo ad anticipare uno scenario possibile (un incubo per i tifosi bianconeri): 11 maggio 2014, penultima giornata di campionato all'Olimpico di Roma, Roma-Juventus può assegnare ai giallorossi lo scudetto, in una specie di teatrale passaggio di consegne. A meno che, ipotesi ancor peggiore, la Juve non arrivi a quel punto con più di sei punti di distacco e dunque ormai con il tricolore scucito dalle maglie. Pensieri pessimistici dopo una domenica choccante? Forse. Lo spero. Ma temo invece trattarsi solo di amaro realismo.