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mercoledì 9 ottobre 2013

VOLLEY I reduci della Legione straniera




Per la Serie A1 e per Trento è una specie di anno zero. In un solo colpo il campionato e la squadra campione di tutto ha perso i suoi cavalieri dell’Apocalisse pallavolistica: Juantorena, Kaziyski, Raphael, Stokr, oltre al tecnico Stoytchev.
        Il tasso di qualità della legione straniera della A1 si è comprensibilmente abbassato, nell’attesa di scoprire che qualche nome ancora non troppo famoso, in realtà dimostrerà il suo valore e crescerà trascinando la sua squadra.
        Qualche certezza tuttavia c’è ancora. Anche ai massimi livelli. Ricordando cosa seppe fare in pochi mesi nella scorsa stagione, il cubano Simon si candida ad essere l’hombre della Liga. Con l’addio di Juantorena che in Turchia schiaccerà sognando il ritorno in nazionale cubana, il campione più famoso dei Caraibi, è diventato in A1 proprio il gigante di Piacenza. Affinando l’intesa con il palleggiatore argentino De Cecco, un altro dei grandi talenti stranieri del campionato, potrà garantire fin dall’inizio al Piacenza quel ruolo all’avanguardia che i pronostici le assegnano. Persi i suoi fuoriclasse più celebrati e vincenti, la Diatec Trento è riuscita almeno a trattenere il suo cocchino allevato in casa: l’opposto bulgaro Sokolov, autore di eccellenti prestazioni agli Europei di Danimarca, per la gioia di Camillo Placì che dall’anno scorso ha rimpiazzato Stoytchev sulla panchina della Bulgaria. Per poter tesserare Sokolov, anni fa il presidente trentino Diego Mosna ingaggiò una battaglia contro il presidente federale Magri e contro una legge riguardante gli under 23 provenienti dall’estero. Ora in qualche modo Sokolov può ricambiare la cortesia e sostenere, insieme con l’azzurro Birarelli e con il regista dello scudetto Sintini (troppo frettolosamente e inopportunamente dimenticato) un Trento impoverito ma pur sempre più che dignitoso per la ribalta italiana.


        All’ombra dell’Itas mondiale, Sokolov è pian piano cresciuto. E l’ottima stagione trascorsa a Cuneo, dove ha perfino sperimentato un ruolo nuovo accrescendo il suo bagaglio tecnico-tattico (è stato schierato al centro, pur rimanendo un opposto) gli ha regalato autostima e certezze. Macerata spera di aver trovato nel polacco Kurek un valido sostituto al capitano azzurro Savani: un giocatore di qualità, Kurek, chiamato ad inserirsi nell’organico a disposizione del tecnico Giuliani.