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martedì 22 ottobre 2013

VOLLEY Lube tra Grbic e Loderus


La Champions League potrebbe essere una gran bella vetrina per il volley europeo, ma purtroppo la manifestazione risente dell’incapacità sportiva e manageriale di chi dovrebbe renderla attraente.
    Corretto il perverso e antisportivo meccanismo del golden set, è rimasto l’assurdo criterio con cui sono state definite le fasce del sorteggio. Un mostro che ha prodotto un girone come quello in cui si è trovata prigioniera la Lube Macerata, che con Cuneo e Trento rappresenta quest’anno il volley italiano nella Champions League.
    Naturalmente l’ingiustizia coinvolge anche la Russia, che ha nello stesso girone, quello appunto di Macerata, le ultime due vincitrici della Champions League: lo Zenit Kazan (semifinalista) e la Lokomotiv Novosibirsk regina di Champions, che nell’ultima edizione sconfisse Cuneo in finale. Una di queste tre squadre, per qualità addirittura possibili se non probabili semifinaliste.
     La responsabilità della cev è aver considerato apolidi le squadre che hanno avuto le wild card per meriti sportivi. Così è capitato che squadre dello stesso Paese siano state messe nel medesimo girone eliminatorio. Due russe nella Champions uomini (Kazan e Novosibirsk), due italiane nella Champions donne (Conegliano e Busto Arsizio). La Cev si giustificò dicendo che le squadre beneficiate da wild card non possono lamentarsi, potendo partecipare. Loro no, ma le altre che se le sono ritrovate tra i piedi che male hanno fatto? Va inoltre ricordato che una squadra può comprarsi la final four organizzandola e che se in semifinale ci saranno squadre dello stesso Paese, dovranno per forza eliminarsi a vicenda.
    Non servirebbe, ma va precisato che soltanto il volley prevede meccanismi così palesemente antisportivi. La Cev non può andarne fiera ma chi si lamenta non riesce a cambiare le cose e gli sponsor tacciono.
    Non bastasse tutto ciò, per Macerata i problemi si sono moltiplicati. Oltre agli acciacchi che affliggono Parodi e l’intesa con il nuovo palleggiatore Baranowicz da affinare, stasera si troveranno sul seggiolone l’arbitro olandese Loderus (nella foto tratta da Facebook è quello al centro), lo spauracchio del volley italiano che già fece danni proprio alla Lube in Champions e che contribuì in modo determinante, a Vienna nel 2011, a trasformare in argento il possibile oro azzurro agli Europei.