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mercoledì 9 ottobre 2013

VOLLEY Macerata e Piacenza, il duello




E’ un campionato atipico per il volley quello che scatterà domenica 20 ottobre. L’estate azzurra è stata lunga, faticosa ma alla fine ricca di successi. Il seminatore di medaglie Mauro Berruto (con il suo staff comprendente i tecnici Brogioni e Giani), ha avuto un buon raccolto con la Nazionale: il bronzo alla World League, l’oro ai Mediterranei e l’argento agli Europei. Terza stagione sulla panchina dell’Italia, terza stagione senza mancare l’appuntamento con le medaglie.
        I campioni azzurri sono destinati a fare la differenza anche in campionato, forse è per questo che dopo il “terremoto” di mercato e l’autoridimensionamento di Trento (ma almeno la squadra è rimasta e di questi tempi non è poco), la finale che forse le agenzie di betting rifiuteranno di quotare si preannuncia quella tra Lube Macerata e Copra Piacenza.
        Un po’ meno vivo l’azzurro di Macerata (a proposito, nella prossima stagione andrà a giocare a Civitanova Marche per avere finalmente un palasport adeguato) dopo la partenza del regista Travica e dello schiacciatore Savani. Ma Zaytsev, Parodi e Kovar sono i tre schiacciatori della Nazionale e in un campionato livellato verso il basso come il prossimo, è probabile che abbiano un peso determinante.
        L’antagonista sarà con ogni probabilità la Copra Piacenza che vanta il gioiello Vettori, finalmente titolare dopo aver meritato il premio come miglior schiacciatore degli Europei di Danimarca. Con gli ex azzurri Papi (40 anni, il “nonno” della A1), Zlatanov, Fei e Tencati e la coppia di stranieri forse di maggior valore (De Cecco-Simon) cerca la finale bis dopo quella perduta allo spareggio con Trento la scorsa primavera. Alle spalle delle regine potrebbero emergere dal gruppone Modena, Cuneo, Trento, Latina. Chi per qualità di organico, chi per la bravura del tecnico. Ma sono solo impressioni, perchè in assenza dello spauracchio retrocessione, ognuna delle sei squadre dal valore ancora da scoprire, può ambire e sperare di sorprendere.


testo apparso sul Corriere dello Sport di martedì 8 ottobre 2013