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martedì 3 dicembre 2013

CINEMA L'ultima ruota del carro


Un film di Giovanni Veronesi. Con Elio Germano, Ricky Memphis, Alessandra Mastronardi, Virginia Raffaele, Ubaldo Pantani Massimo Wertmüller., Maurizio Battista, Francesca Antonelli, Francesca D’Aloja, Matilda Anna Ingrid Lutz, Elena Di Cioccio, Dalida Di Lazzaro, Alessandro Haber, Sergio Rubini, Luis Molteni
 

Il trailer       http://www.youtube.com/watch?v=2AQwgzvXslc&hd=1

Certi appunti sminuenti che mi erano arrivati di sponda, non mi hanno scoraggiato dalla visione. E ho fatto bene. Pur concordando con chi ha visto scorrere un po' troppo sommariamente gli eventi storici che accompagnano sullo sfondo la vita dei protagonisti, denotando scarso approfondimento ed anche una certa superficialità nel proporli, quasi troppo di fretta per doversi togliere il dente.

"L'ultima ruota del carro" è una commedia italiana come ormai se ne fanno poche, sorretta dall'interpretazione degli attori, protagonisti e comprimari, tra i quali spicca come sempre Elio Germano. Qui più che altrove le sue smorfie, le sue parole, i suoi discorsi accennati e poi non finiti, faranno ricordare il grande Nino Manfredi. Ora non dico che Germano imiti Manfredi, ma sicuramente ne apprezza lo stile e non ha timori nel ricordarlo.
Oltre gli snobismi, è una commedia che diverte e strappa risate. Senza volgarità, con la forza e la comicità che a volte o spesso la vita vera sa regalare meglio di un copione pensato e scritto a tavolino. Non c'è il sole, non ci sono le catinelle, ma c'è il cinema. Onesto, semplice e diretto, per tutti i palati. 
Assai divertente il personaggio di Ricky Memphis, osservando il quale anche chi ha chiuso gli occhi per decenni, può specchiarsi e capire come e perchè l'Italia sia sprofondata. A Memphis viene concesso un rigore facile facile: il monologo su Berlusconi che si sta facendo largo, sul suo partito pieno di donne, è un capolavoro di comico realismo che strappa risate ed applausi in sala. Insuperabile! Amaramente insuperabile.
Non guardo la tv, quindi non conoscevo Alessandra Mastronardi. Mi è piaciuta la spontaneità e la freschezza del suo stare nella storia.