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martedì 7 gennaio 2014

VOLLEY Magri, Caprara ct e i danni collaterali

 Il Corriere dello Sport ha squarciato la tela, annunciando l'imminente ascesa alla panchina azzurra di Gianni Caprara. Tecnico campione del Mondo con la Russia nel 2006, tecnico campione d'Italia con la Rebecchi Piacenza, squadra con cui sta dominando anche questa stagione. Curriculum ricchissimo che incluse scudetti, coppe e Champions League.
Dopo l'articolo di Pasquale Di Santillo sul Corriere dello Sport, pian piano l'ambiente pallavolistico ha realizzato che nel volley un titolo ed un articolo quasi sempre corrispondono a totale realtà e non ad un osso dato da spolpare per poche ore ad un lettore ingenuo e sognatore. Ora quindi, la famiglia Cerciello che è alla guida della Rebecchi Piacenza, ha realizzato che dovrà ricominciare da capo, scippata dell'allenatore su cui pensava di aver investito per costruire un futuro duraturo. Nella società di Piacenza ha un ruolo importante Giorgio Varacca, che ai tempi della Maxicono Parma presieduta da Carlo Magri, ne era il medico sociale.
Comprensibile l'amarezza, l'arrabbiatura dei Cerciello.  Del resto, dopo aver combattuto il doppio incarico che Barbolini da anni chiedeva, fino a farlo andar via, Magri non può nemmeno lontanamente valutare di consentire a Caprara di allenare anche il Piacenza. Anche se lasciare che termini la stagione di club, sarebbe da considerare un dovere. Il minimo gesto di risarcimento nei confronti di Piacenza.
Sicuramente il presidente Magri, viaggiando verso il Mondiale femminile organizzato in casa, non si è posto il problema dei danni collaterali, se così possiamo chiamarli. Spero che almeno a quattr'occhi sia stato chiaro e sincero con Marco Mencarelli, il mago delle giovani che fino a nuovo annuncio resta il ct della Nazionale. L'allenatore umbro avrebbe meritato un trattamento pubblico in linea con la sua serietà e con l'attaccamento alla Federazione dimostrato in tanti anni di lavoro. Ma il presidente Magri ha cambiato varie volte idea (basta andarsi a rileggere quanto dichiarò alla Gazzetta dello Sport: carta canta), era indeciso sul da farsi. E si è concesso tutto il tempo che ha reputato necessario: come il giocatore rimasto con una sola fiche accanto al tavolo verde della roulette, cercando di intuire su quale numero giocarsela. Ed ora Caprara attende l'investitura, non senza polemiche nella sua Piacenza, c'è da ipotizzare, senza stupirsene.
Non resta che attendere la strategia di comunicazione della Fipav, che da tempo è saldamente nelle mani dello stesso presidente federale, che ha assunto il comando supremo e totale. E non dite che i risultati si vedono, perchè a lui non l'esonera nessuno...


Le foto sono di Fiorenzo Galbiati