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giovedì 16 gennaio 2014

VOLLEY Nneka fa la cosa giusta, tra...struzzi e Don Abbondio

Non so se Nneka Arinze immaginava tutto quello che è seguito alla sua denuncia, doverosa e coraggiosa. Perché purtroppo in Italia, spesso ti fanno pentire di aver fatto la cosa giusta al momento giusto. Si è più garantisti con chi pecca, spesso ledendo i diritti di chi denuncia. E' per questo che in molti casi si finisce per rinunciare alla denuncia, a pensare che sia meglio stare zitti e cercare di rimuovere, perché tanto in Italia va così...
 E la rabbia di non essere creduti, quando si è vittima di una violenza, di un'ingiustizia, è davvero incontenibile. Le donne specialmente, storicamente, sono state spesso offese più volte in questo senso.
Leggendo ciò che è stato scritto sul web in questi giorni, le dichiarazioni contrastanti, contraddittorie e talvolta sconcertanti provenienti dalla società Vis Severiana Montescaglioso non sono riuscito a trattenere stupore ed amarezza. Mi chiedo se certe persone si rendano conto di ciò che dicono o scrivono. 
Riassumendo, stando alla denuncia di Nneka e del Mesagne, abbiamo un gruppo di ragazzi che insulta le giocatrici del Mesagne con parole equivalenti alla definizione popolaresca di prostitute, illustrando le parole con gesti sessualmente allusivi (che classe... ma i tifosi del volley non erano diversi?).  
Gli stessi ragazzi insultano il capitano Nneka Arinze apostrofandola per il colore della sua pelle. Perfino il Giudice Unico Federale ha scritto nel suo rapporto che gli arbitri, le due donne arbitro, "sorprendentemente" non hanno scritto nulla nel loro referto. Non è stata rinvenuta traccia dell'accaduto. Incapacità? Omertà? Paura di finire in un caso più grande di loro? Entrambe le cose? Sicuramente le due donne arbitro hanno dimostrato di essere inadeguate nella circostanza. Anche il settore arbitrale dovrà richiamare all'ordine i suoi fischietti, ad ogni livello: dalla tolleranza con le squadre che si presentano in campo con le maglie dello stesso colore, a ciò che avviene dentro e attorno al campo.

Capitolo Montescaglioso. A parte il fatto che denunciare il comportamento di quel gruppetto di giovanissimi ignoranti non significa accusare di razzismo il paese di Montescaglioso (10000 abitanti, regione Basilicata), bisognerebbe spiegare al dirigente il significato della parola contraddizione. Nega l'accaduto ma si scusa più volte con il Mesagne (regione Puglia) e con Nneka. Se non è successo nulla e Nneka si è inventata tutto, come è stato arditamente sostenuto da qualche sfacciato mentecatto, perchè scusarsi?
Devo dire che non mi è piaciuto quell'eventualmente contenuto nel comunicato con cui la Fipav ha reso nota la sua posizione anti razzismo (e ci mancherebbe altro...). Ovvio che occorre una relazione. Ma si poteva specificare in altro modo. 
Non mi è piaciuto, ed è un brutto segnale, quel muro eretto dinanzi all'idea inizialmente promossa ed appoggiata all'interno del Comitato dei Mondiali di Italia 2014, di gratificare Nneka del ruolo di testimonial morale della posizione anti razzismo sbandierata dalla stessa Fipav. La 30enne schiacciatrice è romana e gioca in Puglia. E pallavolisticamente è nata con Volley Scuola, che vinse nel 2002. Insomma è un...prodotto Fipav. Roma e la Puglia saranno le prime due sedi dell'Italia ai Mondiali. Sembrava fatto apposta per creare positività e simpatia attorno alla federazione e al Mondiale. Una presenza simbolica ma significativa, magari una foto e due parole accanto alla Diouf, simbolo in Nazionale della nuova Italia. Ci sarà tempo per cambiare idea, dopo la conclusione dell'indagine disposta. La Fipav non sottovaluti il fatto che come nella vita pubblica, anche nello sport ci si è stancati dei comportamenti "politici".
Se poi allarghiamo il discorso ai social network, è comparso un messaggio, che non riporto per non dare visibilità a certe anime nere, che se facessi il poliziotto avrei ravvisato meritevole di una convocazione in Questura con richiesta di chiarimenti, in quanto la promessa di mostrare cosa è il vero razzismo, è da considerare una minaccia reale. Per giunta scritta e firmata con nome e cognome.

Insomma, Nneka ha scoperto che anche nel volley ci sono gli struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia per non vedere, e i Don Abbondio che per opportunismo ed ignavia, non fanno la cosa giusta, come invece ha avuto il coraggio di fare Nneka.

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 I post precedenti sull'argomento

 http://leandrodesanctis.blogspot.it/2014/01/volley-la-romana-nneka-piu-forte-del.html

 http://leandrodesanctis.blogspot.it/2014/01/volley-neka-e-il-razzismo-ragazzi-e.html