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lunedì 3 febbraio 2014

COSTUME Città di Castello, 2 anni di Daspo per i genitori ciclisti


Ringrazio Adelio Pistelli ed il nostro comune amico che ci ha consentito di apprendere questa notizia decisamente particolare. Da tener presente che le due persone di cui si parla nel comunicato del Commissariato di Polizia di Città di Castello sono genitori di ragazze che giocavano un torneo giovanile. Sono arrivati in bicicletta sciroppandosi decine e decine di chilometri e comprensibilmente non volevano correre il rischio di farsele rubare lasciandole incustodite fuori dal palasport. Ricordate? Siamo in Italia.



Prima del commento, la fredda cronaca, il comunicato

L’Ufficio Prevenzione Generale del Commissariato ha segnalato per la successiva applicazione del provvedimento del D.A.S.P.O. ( acronimo di Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) due soggetti, A.A. di anni 43 originario di Arezzo ed una donna Z.M. di anni 43 originaria di Cesena, in quanto in occasione del Torneo Nazionale di Pallavolo Femminile dedicato a Francesca Fabbri under 14-16, svoltosi a Città di Castello tra il 27 ed il 30 dicembre u.s., perveniva richiesta alla Sala Operativa 113 del Commissariato da parte di un custode del palazzetto dello Sport, circa il comportamento e gli atteggiamenti tenuti dai soggetti sopra menzionati.
L’equipaggio della Volante, giunto sul posto, appurava la presenza di una bicicletta sulle gradinate, la cui posizione metteva a repentaglio la sicurezza di altri spettatori. Preso atto che la proprietà era riconducibile ad A.A., gli operatori chiedevano di spostare immediatamente la bicicletta. L’atteggiamento ricevuto era palesemente oltraggioso e debordante, sostenuto anche dall’intervento di Z.M.; malgrado i ripetuti inviti alla calma ed alla ottemperanza di quanto richiesto, i due soggetti insistevano, tanto che si rendeva necessario il loro accompagnamento presso gli uffici del Commissariato, per i rilievi foto dattiloscopici e la loro compiuta identità.
Nei giorni successivi veniva redatto dettagliata comunicazione al Questore di Perugia, che emetteva per i due in questione, il provvedimento interdittivo del D.A.S.P.O. per anni  2.


 Senza entrare nel merito, perché probabilmente i due ciclisti si saranno comprensibilmente innervositi, penso che una grande resposabilità l'abbia il custode del palazzetto umbro. Come non capire la paura dei due di essere derubati della loro bicicletta? Non era più semplice offrigli un parcheggio al riparo, in un corridoio, in uno stanzino, piuttosto che creare un caso e chiamare la Polizia. 
Inevitabile accostare l'accaduto alla vicenda del motorino portato fin sugli spalti dello Stadio San Siro, durante una partita di calcio (Inter-Atalanta), e poi bruciato e lanciato follemente oltre la balaustra. Ma c'è una bella differenza tra il lancio del motorino e il parcheggio temporeneo ed abusivo di due povere biciclette. Peccato, è imbarazzante che i due anni di squalifica dagli impianti, mortificano la passione sportiva e civile dei due genitori.