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mercoledì 12 marzo 2014

VOLLEY Graça "accorcerà" le partite


Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, potrebbe ingaggiarlo come testimonial turistico della città. Da un anno e mezzo il 71enne brasiliano Ary Graça* è il presidente mondiale della Fivb, la Federazione Internazionale di volley. Da presidente della federvolley brasiliana ha vinto Olimpiadi e Mondiali. Il cuore resta nella Selecao, ma ora che è il numero uno della pallavolo intende rappresentare tutto il movimento. E vuole battersi per far diventare il volley una realtà sempre più importante, consolidata, appetibile per sponsor e tv.
Il sorteggio dei Mondiali femminili che l’Italia ospiterà dal 23 settembre al 12 ottobre lo ha portato a Parma, dove il presidente della Fipav, nonchè suo grande amico, Carlo Magri, gli ha fatto scoprire la città, innescando idee di marketing.
«Devo ammettere che non conoscevo Parma che sono rimasto conquistato dalla bellezza di questa città. Volley e turismo possono andare insieme: il Mondiale femminile offre grandi possibilità turistiche, bisognerebbe pensarci»Bebeto, ex ct di Brasile e Italia, diceva che italiani e brasiliani sono farina dello stesso sacco. Ary Graça lo conferma quando parla del volley come il primo sport per praticanti nei due Paesi: «Si, perché il calcio, qui come in Brasile, non è uno sport: è una religione»
Il 2014 è l’anno appunto dell’attesissimo Mondiale di calcio in terra brasiliana.
«Le date degli altri sport sono problema. Ma non mi spaventa la concomitanza con i Mondiali di basket. Noi siamo pronti a combattere con le nostre potenzialità, con lo spettacolo che offriamo. Siamo abbastanza distanti dai Mondiali di calcio. Il vero punto di riferimento con cui dobbiamo raffrontarci è la Formula 1. Vorremmo adeguarci ma ha tempi troppo lunghi per aspettare che la bozza di calendario diventi ufficiale»
Il Mondiale femminile italiano esalterà le donne del volley, punto di forza ed elemento trainante del movimento.
«In Brasile hanno fatto ricerche di mercato: il 76% delle donne decide cosa comprare. E nel volley le donne sono aumentate del 23%. Bisogna lavorare per far capire il valore commerciale del nostro sport»
Quando venne eletto fece sottolineare che si era trattato delle prime elezioni realmente democratiche della Fivb.
«Dobbiamo crescere dimostrando di essere credibili. La vita è lotta, non dobbiamo aver timore di lottare per i nostri obiettivi. Non vogliamo rivoluzionare ma è indispensabile modernizzare. Però ogni volta non sapete quante resistenze mi trovo ad affrontare. Le critiche, le opinioni diverse? Ben vengano se servono a far migliorare il volley: io sono pronto ad ascoltare e... leggere tutto»
Capitolo nuove regole. Si parla ancora di cambiamenti, non le pare che sia il caso di fermarsi?
«Sì, basta cambiamenti. Anzi, per i tocchi a rete torniamo al passato: quando si tocca la rete è invasione. E’ vero, non bisogna confondere il pubblico. Porto ad esempio me stesso: sono andato a vedere una partita di football a New York. La prima volta non ho capito nulla, mi sembrava uno sport violento e basta. Sono tornato una seconda volta, avevo con me una persona che mi ha spiegato il gioco, la sua filosofia, la tattica. E l’ho trovato uno sport meraviglioso»

Il cambio palla fu abolito perchè le partite duravano anche due ore e mezza o più. Troppo. Dopo 16 anni di Rally Point System si ripropone lo stesso problema. Al riguardo è interessante l’anticipazione che regala Luiz Fernando Lima Da Silva, presidente della Commissione new media della Fivb con una lunga esperienza ai vertici di Rede Globo. La Fivb di Graça vuole partite più brevi ma non si taglieranno i set da 25 a 21.
«Ci siamo resi conto che si perde troppo tempo tra un’azione a l’altra - spiega Lima Da Silva - almeno 25 secondi. Se riduciamo a 15 secondi il tempo massimo, possiamo guadagnare circa 5 o 6 minuti per set. In una partita che va al tie-break avremo un risparmio di almeno 25 minuti»
Graça ha confermato di ritenere fondamentale la tecnologia: «Avremo il Challenge in tutti e due i Mondiali. Devo far capire anche agli arbitri che non se ne può più fare a meno. Due volte a set mi sembra vada bene, il Video Check italiano è ottimo»
Piacerà meno alle nostre Leghe ciò che dice il presidente Graça sull’equilibrio instabile tra attività delle Nazionali e campionati di club. Anche se la World Cup verrà anticipata ad ottobre.
«La realtà dice che il volley s’impone solo con le Nazionali. Soltanto Italia, Brasile e pochi altri hanno campionati di alto livello Mi chiedo come sia possibile che negli Usa non esistano i grandi club».
Graça non ebbe timori nel collocare le partite di volley nei palinsesti televisivi del mattino, occupando spazi vuoti, catturando audience, sponsor e creando abitudine.
Ai Mondiali 2014, in Polonia e in Italia, per salire sul podio serviranno 13 partite. Non sono troppe?
«Questione di marketing, giochiamo in tante città, allarghiamo la partecipazione e diamo spazio agli sponsor»

sul Corriere dello Sport di mercoledì 12 marzo 2014

 Così nel tennis
I troppi rimbalzi prima di effettuare finalmente il servizio, magari dopo i rituali, o tic, di sempre (Nadal), ma anche l’uso sempre più frequente di asciugarsi il sudore alla fine di un punto. Ecco così
che nel tennis da un po’ l’Itf ha inserito la regola dei 20”, per gli Slam, ma non per la Coppa Davis, e l’Atp dei 25” (disparità di durata poco logica, ma tant’é...). Ogni infrazione “costa” un servizio, primo o secondo che sia, a chi è alla battuta, e direttamente il punto a chi invece la commetta nel turno di risposta.


Ringrazio Mario Viggiani per il contributo relativo al tennis