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martedì 29 aprile 2014

VOLLEY Buti di nuovo azzurro: "Quanto sono cresciuto a Perugia..."

La Nazionale irrompe nella finale scudetto e va a gratificare uno dei volti della splendida stagione della Sir Safety Perugia. Nella lista del ct Mauro Berruto ha ritrovato posto Simone Buti, trentenne di Fucecchio, che era uscito dall'ambiente azzurro prima dell'Olimpiade di Londra 2012. Nella World League ci saranno sei finalisti:  oltre ai perugini Giovi e Buti, Zaytsev, Baranowicz, Kovar e Parodi della Lube Macerata. E così l'intensa soddisfazione per una seconda vita azzurra va ad arricchire il bagaglio emozionale che Buti e il suo Perugia stanno vivendo in una finale scudetto che appare apertissima dopo l'1-1 raggiunto domenica al PalaEvangelisti.
        «E' un'emozione indescrivibile, non era minimamente pensabile all'inizio dell'anno. Gradino dopo gradino, piano piano ci siamo costruiti il percorso che ci ha fatto arrivare fin qui»
    E ora anche la Nazionale, frutto della sua grande stagione. In cuor suo Simone ci sperava, ma non avendo dimenticato la grande delusione per l'Olimpiade sfumata, aveva preferito non pensarci troppo. Per non rimanerci scottato un'altra volta.
    «Beh, avevo messo in conto che avrebbe potuto esserci anche la convocazione. Ma non ci speravo più di tanto, pensavo più che altro al campionato. Ma io sono fatto così, vivo i momenti»
    Lei fu bravo a non fare polemiche nel momento dell'esclusione.
    «Fu una bruciatura, è vero. Ma io sono fatto così, fa parte dei ruoli, che rispetto»
    Con la Sir Safety sta fronteggiando i centrali maceratesi della Serbia, Podrascanin e Stankovic.
    «Ques'anno mi è servito molto. Il nostro atteggiamento è stato alla base della crescita. I campioni serbi che abbiamo e la lezione di un grande campione come Vujevic sono stati una grande lezione. Vujevic, un esempio fin dal primo giorno. A 40 anni suonati, con un'Olimpiade vinta, sempre il primo all'allenamento, a saltare come un dannato di mattina, con tanta umiltà. Ma anche giocatori come Atanasijevic, Petric, sono campioni che non fanno pesare le loro qualità e in palestra non... gonfiano il petto»
    Torna in Nazionale in punta di piedi.

   «Ci sono i migliori, mi ripresento sapendo che sono tutti forti, cercherò di dare il mio contributo, a prescindere dalle scelte. Con l'idea e la speranza di arrivare lontano e di far bene con quella maglia  nella mia Firenze, che dà sempre tanto calore alla Nazionale. Sarà bello rivivere certe emozioni, come quattro anni fa ai Mondiali, che purtroppo mi rovinai per una forma di dissenteria che mi mise ai margini»
    Credete nello scudetto? 

«Da domenica sera si, lo posso dire. Era il punto di non ritorno. Avesse vinto la Lube recuperare sarebbe stato impossibile. ma ora dico che è tutto riaperto e noi non molleremo, ce la giocheremo fino alla fine» 
    Partita dopo partita sembrate acquistare sempre maggior consapevolezza.
    «Beh, recuperare così una partita...Quando Jiri Kovar ha fatto quel gran lavoro al servizio, abbiamo accusato il colpo. Però ce l'abbiamo fatta a recuperare, importante non far scappar via la Lube. Abbiamo gara 4 in casa e questo ci dà fiducia. Ogni partita, ogni set, ogni episodio è determinante. Il nostro obiettivo è stare sempre attaccati come ora, se la Lube ci scappa via nel set, è difficile riprenderla. L'unico modo è essere sempre tenaci, star lì e aspettare le occasioni..."


*sul Corriere dello Sport di martedì 29 aprile 2014