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mercoledì 23 aprile 2014

VOLLEY La "guerra" legale di Molinaroli e l'anno zero dei club

Non mi stupisce. Me l'aspettavo. Il signor Guido Mlinaroli ha annunciato ai media piacentini che non intende arrendersi alla sentenza motivata del Giudice Unico della Fipav. Nel pomeriggio, poco prima che ad Osimo si giochi la finale scudetto tra Macerata e Perugia, parlerà. Del futuro della società di pallavolo? Si, perchè altrimenti non avrebbe avuto senso convocare la stampa, di solito snobbata o dribblata se non locale. Del ricorso per la semifinale? Forse. Anche se quel che doveva dire l'ha già detto ed era stato ampiamente previsto: andrà avanti in ogni grado di giudizio, col supporto dei legali di fiducia. Quindi i vari tribunali sportivi. Poi i tribunali. 
Come ai tempi di altri personaggi ed altre società, nel frattempo spariti. Non riesumo i nomi per non fare pubblicità e perchè non ce n'è motivo. Forse non è un caso. O forse no.
Stanca anche il dover spiegare la peculiarità di questo caso e il perchè, a mio modesto avviso, il Giudice ha firmato un atto di giustizia e non di ingiustizia, come ritiene Molinaroli. Come pensano molti tifosi piacentini. 
Ma ognuno è libero di avere le sue opinioni, di intendere lo sport come meglio crede. Il tifoso va rispettato. Dal dirigente magari ci si attende anche altro.
In ogni caso, temo che dopo questo doppio ciclone innescato dal signor Molinaroli, i club di pallavolo di vertice e di conseguenza la Lega che li dovrebbe rappresentare, dovrebbero riunirsi e guardarsi in faccia. In queste condizioni di belligeranza, con questi protagonisti, il futuro immediato del nostro volley non può essere quello che è stato ipotizzato nelle scorse settimane. Purtroppo.

P.S. Ah, dimenticavo. Smettiamola con la retorica che il volley è uno sport diverso. Sottintendendo migliore. In alcune componenti forse. Ma non in tutte. Smettiamo di raccontarci una storia sbagliata, prendiamo atto della realtà e alimentiamo le isole felici e realmente diverse che ancora impreziosiscono il movimento. Con la speranza che non cambino.