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lunedì 7 aprile 2014

VOLLEY Modena, Piacenza e gli "esauriti" dei play off. Tra PalaPanini e Pala(s)Banca

C'è esaurito ed "esaurito", soprattutto nella pallavolo, povero sport in balia degli aspetti più deteriori della provincia, incapace di affrancarsi dalle bizze di personaggi incapaci di giocare di squadra, sempre pronti ad anteporre polemiche e interessi personali a strategie a più ampio raggio.
Mercoledì sera per la seconda partita di semifinale tra Casa Modena e Lube Macerata c'è il tutto esaurito al PalaPanini di Modena. Nessun biglietto in vendita perchè non ce ne sono più. Ma anche a Piacenza non ci saranno biglietti in vendita.

Sabato non ci potrà essere il tutto esaurito al PalaBanca di Piacenza perchè ieri il presidente della Copra Guido Molinaroli ha annunciato (non con un comunicato, perchè la sua società non è attrezzata per un flusso di informazioni normale nei riguardi della stampa) che non metterà in vendita i biglietti.
Il motivo? La Lega non e l'è filato quando ha chiesto di giocare sabato sera alle 20.30 e non alle 17.30, gara due contro la Sir Perugia, che andrà in diretta Tv su RaiSport1. 
Il volley femminile non ha accettato un cambio per non rinunciare al suo abituale spazio del sabato sera e dunque non è stato possibile accontentare Piacenza.
Molinaroli non è nuovo a polemiche e gesti di protesta, contro la Fivb a suo tempo per la vicenda dei cubani e poi di Simon, contro la Lega, con cui non c'è mai stato gran feeling, nonostante il dirigente abbia anche ricoperto ruoli in certi periodi.
Molinaroli in varie occasioni ha avuto modo di distinguersi per sortite non propriamente eleganti ed anche in questa occasione, ha ritenuto più opportuno mostrare i muscoli che scegliere strade diverse nell'ambito degli interessi collettivi del movimento.
Proprio le caratteristiche di certi proprietari, in passato come ora, costituiscono inevitabilmente un freno e una zavorra per una Lega che vorrebbe essere credibile. 
A torto o a ragione, Molinaroli alla fine usa la semifinale come un padre padrone che se ne infischia di tutti: dei tifosi della sua squadra in primis, della Sir Safety Perugia intesa come società e tifoseria, e dello stesso movimento pallavolistico. 
Se capiterà di giocare in casa una finale il sabato alle 17,30, la disputerà a porte chiuse? Altro che SuperLega, qui di super c'è solo altro... Se ritiene, il presidente Molinaroli, che la Lega avanzi soldi per i diritti televisivi o che le regole vadano cambiate, ci sono i tempi e le sedi opportune per fare la battaglie che ritiene opportune. Senza esporre la pallavolo italiana a figure imbarazzanti e senza penalizzare le tifoserie.

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Rilasciate a SportPiacenza.it e riprese dai vari siti che si occupano di pallavolo italiana, ecco le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Copra Piacenza, Guido Molinaroli.

Molinaroli: «Con Perugia non mettiamo in vendita i biglietti, gara3 di semifinale scudetto si giocherà a porte chiuse. Pensano che stia bluffando? Non resta che mettermi alla prova e aspettare sabato, per capire se faccio sul serio o no. Sono il primo presidente che rinuncia all’incasso volontariamente, io volevo che questo fosse un evento per la città, come è possibile giocare alle 17.30 di sabato in una giornata calda e con le famiglie che hanno altro a cui pensare?»
Molinaroli: «Innanzitutto sarebbe una buona cosa essere consultati, non compete a me giudicare perché Modena debba giocare di domenica e noi di sabato, ma a metà pomeriggio non ha senso. Quando ce lo hanno comunicato abbiamo subito contattato la Lega per chiedere almeno lo spostamento alle 20.30 e ci hanno risposto che l’unica soluzione sarebbe stata invertire le partite per le esigenze Rai: le donne al pomeriggio e noi di sera. Poi ci hanno detto che non si poteva fare, anche se a tutt’oggi sul sito della Lega femminile ancora non si sa quale partita trasmetteranno in diretta. Oltretutto loro sono ancora ai quarti di finale, noi siamo già alle semifinali».

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(Per amor di verità, la Lega Volley Femminile ha diffuso un comunicato - capisco che l'esistenza di questo mezzo possa essere sfiggita a Molinaroli, considerato l'orario spesso notturno in cui vengono diffusi quelli della Copra - in cui è scritto che sabato sera RaiSport trasmetterà Unendo Yamamay Busto Arsizio-Foppapedretti Bergamo. Molinaroli ha mai sentito parlari di contratti? Che c'entra che le donne sono ai quarti e gli uomini alle semifinali?)
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«Si parla tanto di Superlega, poi si avvantaggia la televisione penalizzando chi ha la possibilità di riempire l’impianto. Oggi sarebbero dovute partire le prevendite e le abbiamo bloccate, rimarrà così fino a sabato, quando non apriremo nemmeno le biglietterie. La diretta Rai andrà in onda con gli spalti vuoti. In questo modo danneggiamo i nostri tifosi? Non penso, li facciamo risparmiare. Visto che in Lega vogliono la par condicio allora saranno tutti davanti alla televisione».
«Pensate che sia una “sparata” per aprire le trattative? Di trattative ne abbiamo già fatte all’epoca della Supercoppa e la Lega prese degli impegni in cambio della nostra rinuncia ad azioni legali. Nessuno di questi impegni è stato rispettato, invece di ravvivare il volley il consorzio della Lega lo sta distruggendo».
«Questa decisione viene letta come una guerra aperta alla Lega attuale? 

(macchè, è un ramoscello d'ulivo affidato alla colomba della pace)

No, significa che nessuno ascolta le esigenze della società e dei tifosi. Ma come si fa a giocare una partita alle 17.30 del sabato con temperature estive, i negozi aperti e le famiglie in giro per la città? Qui si parla tanto di diritti televisivi, ma parliamoci chiaro: io economicamente da questi diritti non prendo niente. Ho molto più interesse ad avere il palasport pieno».
«Abbiamo cercato tutte le soluzioni possibili. Ho perfino detto: rinuncio alla diretta televisiva, magari creando problemi ai miei sponsor, per giocare la sera e realizzare un evento per la città, visibile da tutti. Cosa mi hanno risposto? Che avrei dovuto contattare io la Lega femminile per chiedere il cambio di orario. Sono giorni che i miei dirigenti ricevono pesci in faccia, adesso sono stanco».