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domenica 27 luglio 2014

CALCIO Mangiando banane mi dichiaro NO-TAV(ecchio)

http://dartortorromeo.com/2014/07/26/tre-casi-tavecchio-il-calcio-i-giornali/


Utilizzo il bel post di Dario Torromeo per saltare i preamboli e la penosa ricostruzione della colossale figuraccia fatta da Tavecchio (quando si dice il nome...) e da tutti coloro che l'hanno difeso. E' vergognoso e imbarazzante che una persona di questo livello debba guidare il calcio in uno dei momenti più complicati della sua storia. La storia delle banane qualifica chi ha pronunciato quelle parole e quel concetto, imbarazza gli sportivi e chiunque sia scevro da condizionamenti politici.
Non è accettabile che il presidente della più importante federazione dello sport italiano si esprima in quel modo, dunque l'ultima cosa che dovrebbe accadere è che Tavecchio diventi il numero 1 della FIGC, espressione della vecchia e deleteria logica del potere, delle sparitzioni, dei compromessi. Può essere vicepresidente federale il presidente di club che ha avuto probabilmente il maggior numero di contenziosi con i suoi giocatori? Una persona che quando un giocatore non accetta le sue regole lo mette fuori squadra compromettendone la carriera. 
Non vale nemmeno il discorso delle scuse, cavalcato da politici della stessa risma, che non a caso minimizzano. Del resto non è stata la strategia dell'ultimo ventennio sparare cazzate e chiedere scusa il giorno dopo ("Era solo una battuta", si purtroppo non una battuta di caccia per eliminare chi le pronuncia certe frasi senza cervello, o meglio figlie di cervelli bacati e irrimediabilmente corrotti intellettualmente).
Per una volta mi trovo d'accordo con Andrea Agnelli, presidente della Juventus, e con la sua provocazione di far votare i milioni di appassionati che con la loro fede e la loro passione (quando non sconfina o diventa delinquenza pura e ingiustificabile) alimentano quello che una volta era il gioco più bello del mondo. Anche senza le tv.
Quindi anche io mi dichiaro NO-TAV, consapevole della sconfitta.