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sabato 30 agosto 2014

CINEMA Under the skin

UNDER THE SKIN - Regia: Jonathan Glazer. Interprete: Scarlett Johansson. Gran Bretagna.
*visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano (ma considerata la scarsissima sceneggiatura e la quasi totale assenza di dialoghi, consiglio di NON vederlo, anche doppiato)

Under the skin. Sotto la pelle. Sotto la pelle, niente. Verrebbe da commentare parafrasando un vecchio film dei Vanzina. Non date retta a quanto potrete trovare in rete, giochi dialettici, interpretazioni e motivazioni del film che Jonathan Glazer ha tratto dal romanzo di Michel Faber. Under the skin è uno di quei film irritanti, inconsistenti, che vanno contro lo spettatore. Si capisce fin da titoli di testa, dai primi cinque minuti di questa specie di opera cinematografica. Ci si sente in trappola nella sala buia, mai quanto il nero dello schermo disturbato da una luce che non si accenderà.
Un film pretenzioso e presuntuoso, che se ne infischia del pubblico, la cui unica via di fuga sarebbe andarsene dalla sala.
Non c'è mistero, perchè si intuisce in fretta chi o cosa è Scarlett Johansson. Se viene in mente L'uomo che cadde sulla terra  di Nicolas Roeg, interpretato nel 1976 da David Bowie, è solo per rimarcare l'abissale differenza di spessore tra due tematiche aliene.
Non parte, non decolla e non arriva da nessuna parte Under the skin, che nella sua pochezza non risparmia nemmeno lacune narrative, razionali e logiche di una trama sviluppata senza sentimenti, senza raziocinio, cercando l'effetto visivo, ripetitivo e privo di senso, apparente e sostanziale. Un vuoto totale con l'unico pregio, estraneo al film, dei suggestivi paesaggi della Scozia, del dialetto scottish così diverso dalla lingua inglese abitualmente frequentata al cinema. E l'unica traccia di umana tenerezza, riservata all'elephant man che Scarlett carica a bordo, nella scena che indiscutibilmente rivela anche ai più tardi, la gelida, robotica, mancanza di umanità della protagonista.
Non si spiega come, ma ad un certo punto, nella scoperta della sua diversità (toh, l'alieno che si rende conto di non essere umano e scopre frammenti di umanità) fa i conti con la crudeltà umana, peraltro non difforme dalla sua, se non più passionale e coinvolta. Serial killer dell'altro mondo senza uno scopo, vittima della violenza umana.
Se anche c'è messaggio, non vale il film. E ci si chiede perchè mai un pasticcio simile abbia potuto trovare un distributore italiano, quando tante opere faticano ad arrivare sullo schermo. Certo, qui c'è la bella Scarlett (ed è lo specchietto per le allodole) . Peccato manchi il film. Come dicevamo in tempi lontani, Under the skin è un film da non mancare. Nel senso che andrebbe data una mattonata* (come il film) al regista, cercando di non mancarlo, per evitare che ne faccia un altro...


* in senso figurato, ovvio. Sono contrario alla violenza, anche quando legittimata.