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martedì 16 settembre 2014

ROMA La Giunta Marino e la persecuzione senza fine dei romani (non ricchi)

Per chi ha la disgrazia di dover vivere e lavorare a Roma il cattivo giorno si vede dal mattino, sfogliando pagine di giornale leggere come veline, senza commenti, senza giudizi. Riportano semplicemente le angherie e le persecuzioni del Comune di Roma, che a quanto pare non finiscono mai. 
La Capitale non è e non sarà più una città per gente normale, mediamente povera, se come sembra la giunta di questo sindaco (che ha già iniziato a lavorare per favorire il futuro antagonista alle prossime elezioni comunali, purtroppo ancora lontane) approverà l'ennesima gabella a spese dei cittadini che si recano a lavoro all'interno di quello che è stato definito l'anello ferroviario. 
Dopo l'aumento del 50% delle tariffe del parcheggio (al Comune non sanno che il Paese è in piena deflazione: loro aumentano, aumentano: chissà se c'è ancora da pagare qualche conto del Fiorito di turno?) sta per essere approvato un vessatorio piano che obbligherà i cittadini a pagare un salato ticket giornaliero per potersi muovere in città. La scusa è la solita, come la faccia tosta di chi ha ideato questo prelievo forzoso: parte dei soldi che incassiamo li dedicheremo al potenziamento del trasporto pubblico. L'ennesima presa in giro, anzi no, proprio una presa per il culo, come recepisce chi sa bene lo stato in cui versa il trasporto pubblico a Roma, gli orari risicati della metropolitana, la frequenza con cui transitano gli autobus. 

Facile per chi comanda, con prepotenza e arriganza, decidere aumenti senza prima assicurare quei servizi che vengono sbandierati e che mai, scommetiamo?, saranno come dicono. Anche perchè nel frattempo, aspettando non Godot ma le promesse puntualmente disattese, intanto incassano soldi, e chissenefrega se i cittadini romani devono pagare di più per avere pessimi servizi.
Certo, per il sindaco Marino Roma è soltanto la zona intorno al Colosseo, che ne sanno lui e la sua cricca dello stato in cui versa la città vera, i cittadini normali che popolano sfortunatamente questa presunta metropoli tartassata ma anche lasciata allo sbando, in centro e soprattutto nei vari quartieri, chiassosi, bui, insicuri. 
Alzi la mano chi, tra coloro che hanno messo la croce sul nome di Marino alle elezioni comunali, pensava che lui e la sua giunta avrebbero fatto così tanti danni alla cittadinanza? Aridatece er puzzone, sarebbe il caso di dire. Ma in Italia, a Roma funziona così: finchè ci sono gli automobilisti da tartassare, finchè non arrivano a raschiare il barile, infischiandosene dell'indecenza del loro agire. 
Se il sindaco e la sua cricca fossero costretti ad alzarsi all'alba o prima per recarsi al lavoro, se facessero lavori fino a tarda notte, forse la smetterebbero di sparare cazzate sulla mobilità e sul trasporto, rimpiendosi la bocca di banalità e di menzogne. La maggioranza degli italiani è ridotta economicamente come è ridotta, e a Roma l'unica cosa che danno fare è tartassare, aumentare i prezzi di tutti. Definimmo giustamente un folle quel ministro che voleva far pagare la sosta sotto casa. Piano piano, di politico in politico, ci siamo stiamo arrivando. 
Spero che il sindaco Marino non veda mai il film fatto da Baldoni giusto 20 anni fa, Strane storie: si moriva se non si pagava la bolletta dell'aria da respirare... (Ivano Marescotti interpretava l'utente moroso). Dovesse venirgli anche questa idea? Beati gli uccellini che si poggiano sull'erba: loro, per ora, non sono tassati dal Comune di Roma

PS: Sento tante persone, tra quelli che lo votarono, dire: non vedo l'ora che arrivino le elezioni, stavolta cor... c... che lo rivotamo
E sicuramente Marino non sarà rieletto. Ma purtroppo ormai è tardi. E il vero problema è che non c'è nessuno su cui poter fare affidamento. Nè per Roma, nè per il Paese.