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sabato 3 gennaio 2015

ROMA Parcometri, veline e un "articolo" fin troppo...Gentile

Devo ammettere che ultimamente sempre più spesso mi accade di comprendere le ragioni di chi si è staccato dalla lettura dei quotidiani d'informazione. Da lettore mi arrabbio per le lacune e le omissioni, mi indigno per certe interviste "appecoronate" e per l'accettazione passiva (oppure ordinata dall'alto) delle veline che il potente di turno vuole imporre (quasi sempre riuscendoci) come verità. Spesso mistificandola.
Ma un lettore appena appena smaliziato o attento alle dinamiche dell'informazione, riesce a non cadere in trappola, se evita di subire passivamente.
Un pessimo esempio di giornalismo l'ho a malincuore dovuto registrare lo scorso 19 dicembre.

Il titolo recitava: 
Strisce blu più care
la sosta si accorcia
Incassi su del 25%. 

Si snocciolano cifre sostenendo che l'aumento da 1 euro l'ora a 1,50 l'ora, osteggiato e criticato dalla cittadinanza, imposto dal Comune di Roma e dall'assessore Improta ha consentito invece di raggiungere l'obiettivo che Improta si era prefisso. Su da che parte stia la redattrice dell'articolo non possono esserci dubbi. Non certo dalla parte del pubblico lettore. Non contano le opinioni dei romani, conta ciò che vuole fare l'assessore. 
Le cifre date e riportate: -24,8% tempo di sosta pro auto, sceso dal 116 minuti del 2013 agli 87 del 2014. Aumentate le operazioni ai parcometri con un +25,74% di incassi.
Ovviamente si deve parlar male per partito preso del sindaco precedente, Alemanno, denunciando il fatto che fu lui a reintrodurre la corretta percentuale di posti gratuiti accanto a quelli a pagamento, i 4 euro di abbonamento che davano diritto a 8 ore di parcheggio, venendo incontro a impiegati e lavoratori da 8 ore d'ufficio. Una nefandezza secondo il giornale.
E qui la signora Cecilia Gentile si supera affermando che l'obiettivo del Campidoglio è stato raggiunto eliminando le agevolazioni introdotte dal sindaco Alemanno cosi che i romani hanno smesso di lasciare occupate le strisce blu per l'intera giornata, liberando spazio per altri automobilisti alla ricerca del parcheggio. Prima che le nuove regole rivoluzionassero la sosta, era possibile lasciare la macchina posteggiata per otto ore, pagando SOLO quattro euro, oppure trasformare le strisce blu in una specie di parking privato (frase questa che è stata sempre usata dai politicanti per sostenere le loro imposizioni) pagando un abbonamento mensile di 70 euro. L'assessore alla Mobilità Guido Improta ha fatto piazza pulita di tutto questo, scatenando le ire di consumatori, commercianti e sindacati, ma ha ottenuto quello che voleva: ha movimentato la sosta scoraggiando l'uso prolungato delle strisce blu.
Non si ricorda però, o si omette, che il sindaco Alemanno fu costretto a ripristinare la legalità (e a mio avviso la sua gestione dei parcometri è stata la cosa più saggia e illuminata del suo mandato, la penso all'opposto della signora Gentile) disattesa dai sindaci Rutelli e Veltroni: se non erro circa il 30% di strisce bianche obbligatorie (a rotazione, tre ore di durata) ogni 70% a pagamento.
Nel commentare trionfalmente le cifre date dal Comune, non si è minimamente ipotizzata un diverso comportamento degli automobilisti vessati, spolpati e tartassati. L'incasso è aumentato perchè le tariffe sono cresciute addirittura del 50% ben oltre l'indice di inflazione. La durata diminuita è dovuta anche ad un altro fattore, che nè la ricerca nè la giornalista hanno considerato: chi pagava prima fino a totale copertura dell'orario, ha iniziato a pagare per un numero ridotto di ore o frazioni, soprattutto in orari o giornate in cui è noto che non c'è o si riduce il controllo. 
Una forma civile di protesta contro la politica vessatoria del Comune, che finge di non sapere che razza di città è Roma e continua a prendere in giro i cittadini, dicendo di voler scoraggiare l'uso delle auto ma senza fornire un'adeguata copertura di mezzi pubblici.
Ma certe considerazioni, viste dal basso, sui quotidiani politici non le trovate. Si sa come vanno le cose...

A proposito. Spulciando sul web ho scoperto una cosa che non sapevo: la signora Cecilia Gentile ha scritto libri, uno dei quali (Buongiorno Senegal, in bicicletta da Dakar a Podol) ha avuto la prefazione scritta, indovinate da chi?, dall'ex sindaco di Roma Walter Veltroni, targato Pd, come l'assessore Improta e l'attuale sindaco di Roma.

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