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martedì 6 gennaio 2015

VOLLEY La pallavolo sa essere diversa, in campo e sulle tribune

http://www.corrieredellosport.it/volley/a1_maschile/2015/01/06-390646/SuperLega%2C+da+Perugia+a+Verona+quando+il+volley+%C3%A8+diverso

Nell’ambiente lo dicono da tanto tempo. Se lo dicono da soli perchè all’esterno i valori del volley faticano a catturare attenzione, surclassati dalla cronaca dura che sconfina nello sport: storie di droga e di violenza, vite che trovano riscatto nello sport dopo aver rischiato seriamente di deragliare nel quotidiano. La pallavolo è diversa, perchè i pallavolisti sono gente tranquilla, spesso con un livello di istruzione e sensibilità ragguardevoli. 
Così finisce che, di riflesso, anche il pubblico che segue questo sport, nella maggior parte dei casi finisca per specchiarsi in un modo diverso di partecipare e di vivere le vicende della squadra del cuore. Sabato scorso sono accaduti due episodi che ce lo hanno ricordato. Al PalaEvangelisti di Perugia si è sentito male uno spettatore mentre si stava giocando il primo set. In campo è sceso il silenzio mentre chi doveva agire per salvare una vita, lo ha fatto con rapidità e competenza, utilizzando proprio quel defibrillatore che dopo la tragica morte di Vigor Bovolenta, è diventato parte integrante di ogni palasport.  
Lo spettacolo deve andare avanti, ci viene sempre detto quando la logica dello show televisivo accompagnata da una buona dose di cinismo, prevale sui sentimenti, sull’emotività. Non a Perugia sabato. I giocatori si sono fermati, la partita è stata sospesa il tempo necessario. E quando è giunta notizia, dall’ospedale, che l’uomo era stato operato e salvato, hanno vinto tutti. Come al PalaOlimpia di Verona: Giulio Sabbi, opposto della Lube, cade sul pallone e si rovina la caviglia. Lo portano fuori a braccia mentre i tifosi veronesi lo incitano scandendo il suo nome. I fans della Lube rispondono gridando: Verona, Verona. La pallavolo è anche questo.