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venerdì 10 aprile 2015

VOLLEY Di Pinto, a Molfetta l'ennesima magìa del "mago" di Turi

http://www.corrieredellosport.it/volley/2015/04/10-404104/SuperLega%2C+Di+Pinto+mago+del+riciclo+a+Molfetta 


L’Exprivia Molfetta è stata grande protagonista della prima SuperLega, con la sua dose di concretezza e passione ha tenuto alta la bandiera del Sud. Vincenzo Di Pinto, il “mago” di Turi, spiega come il club pugliese sia riuscito a brillare così. Basta pensare che mercoledì, nella gara dei quarti contro Trento, saranno ben 10 i debuttanti nei play off della squadra pugliese.
«Aver centrato i play off in questo modo è stata una cosa bellissima. Non era facile mantenere una squadra del Centro Sud a questi livelli. La società è stata molto brava a fare le cose seriamente in un momento di generali difficoltà economiche, in maniera oculata, cercando di fare ogni cosa nel miglior modo possibile» 


Addirittura capolista dopo le prime due giornate, capace di rimontare 5 punti e soffiare l’ottavo posto a Piacenza nel girone di ritorno.
«Siamo partiti bene, quelle vittorie ci hanno subito dato serenità. A piccoli passi siamo cresciuto bene, abbiamo avuto dei microcicli di crescita come li chiamo io»


Eppure non sono mancati i problemi...
«Ci siamo trovati nella settimana iniziale a perdere il palleggiatore Zhukovski ma è stato bravissimo Luca Spirito. Fin dal primo giorno ho sempre lavorato su tutti e dodici i giocatori. Era l’unica medicina per noi. Non ci siamo mai persi d’animo» 


Poi, anche dopo la partenza di Kooistra, siete stati bravi a trovare sostituti adeguati, ad assorbire gli infortuni di Piscopo e Noda Blanco.
«Sì, la società ha operato con tempismo e decisione ed abbiamo cercato il salto di qualità: sono arrivati il cubano Hierrezuelo e poi a Natale anche Torres e Despaigne. Ma Piscopo è stato fuori tre mesi e mezzo, Noda per due. La filosofia deve essere sempre quella di vincere, ma bisogna anche saper perdere senza abbattersi. In questo i ragazzi sono stati molto bravi» 


E’ arrivata la consapevolezza delle vostre possibilità.
«Abbiamo progressivamente alzato l’asticella dei nostri obiettivi. Torres è stato utile fin dalla prima partita, con la Lube. E’ cambiato il modo di affrontare le avversarie, la nostra mentalità. Da Ravenna in poi, ci siamo detti che potevamo iniziare a sfidare le grandi, non con presunzione ma con l’abitudine di provare a vincere, pensando in modo diverso. E ce la siamo giocata con tutti»


Un ruolino stupefacente: 12 vittorie in 24 partite, una più di Ravenna settima, solo una meno di Latina sesta. Di Pinto e il suo staff sono stati abilissimi ad assemblare una squadra competitiva riciclando con profitto giocatori che non rientravano più nei piani di altri club.
«Questo risultato è qualcosa di clamoroso, in relazione all’esperienza, alla tradizione, al budget a disposizione. La società, la squadra, tutte le persone che hanno lavorato con me: sono stati bravissimi. Sono stato aiutato tanto»   


Un’altra magìa del Mago di Turi...? 
«Loro mi cercavano, a me piaceva cercare un obiettivo vicino casa, sono contento di stare a Molfetta, mi sto trovando bene, i nostri risultati hanno dato  lustro a tutti gli sponsor»


Quando ha capito che sarebbe stata una bella e gratificante stagione?
«Dopo il primo mese di lavoro, ad una media di sei, sette ore al giorno di allenamento. Curando tantissimo la tecnica del sapere stare in campo e le tecniche dinamiche di insieme, soprattutto con il gioco veloce. Avevo visto il salto di qualità, come se dopo un mese avessimo preso altri giocatori. Vedevo che crescevamo a vista d’occhio, ci siamo trovati difficoltà, ma i nostri equilibri hanno retto, funzionavano»


Ascoltandola si direbbe che tra lei e la società ci sia grande feeling.
«C’è stato sempre, c’era la pressione intelligente che fa bene al lavoro, senza pressione non si diventa forti. Il lavoro in palestra è determinante e a me piace lavorare per far crescere i giovani, i giocatori in genere»


Chi è stato il leader del suo Molfetta?
«Ognuno nel suo ruolo ha fatto e fatto fare alla squadra un salto di qualità. Avevamo obiettivo di migliorare individualmente e per poi far crescere la squadra. Hierrezuelo è stato il palleggiatore perfetto per noi. Candellaro è stato molto continuo, penso che avrebbe meritato la Nazionale» 


Nei quarti vi attende Trento?
«Mi aspetto di continuare con la mentalità che abbiamo avuto finora, sapercela giocare. Trento è favorita, è più forte, ha mentalità e tantissima esperienza in più. Sarebbe grandissima cosa riuscire a vincere davanti ai nostri tifosi»