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lunedì 6 aprile 2015

VOLLEY & SOCIETA' Anche le donne iraniane ammesse nei palasport

 http://www.corrieredellosport.it/volley/2015/04/06-403578/L%27Iran+d%C3%A0+via+libera+alle+donne+nei+palasport




Una bella notizia stavolta arriva dall'Iran, che negli ultimi mesi era stato protagonista negativamente per vicende che avevano scosso l’opinione pubblica e spinto alla mobilitazione l’ambiente pallavolistico itaiano e mondiale. Dopo la liberazione della giovane Ghoncheh Ghavami, l’avvocatessa angloiraniana che era stata arrestata nel giugno del 2014 mentre manifestava per poter vedere proprio la Nazionale italiana di volley che giocava con l’Iran in World League, un ulteriore ed importante passo avanti.
    L’agenzia di stampa dell’Iran ha annunciato l’attesa svolta: cade il divieto per le donne iraniane, che saranno ammesse nei palasport che ospiteranno le partite di pallavolo maschile. Shahindokht Molaverdi, la vice Presidente con delega per le donne e la famiglia del governo iraniano, ha infatti dichiarato: «La presenza delle donne negli impianti dove si gioca la pallavolo ha avuto il via libera definitivo. La decisione è stata presa in una sessione congiunta presso il Ministero dell’Interno, tra i  rappresentanti del Ministero dello Sport e della Gioventù, il Dipartimento delle donne e la famiglia, e il ministero dell’Interno». 

Tante volte, spesso a proposito, si attribuiscono allo sport dei poteri che in realtà restano confinati nella retorica improduttiva. Come quando il Cio assegnò l'Olimpiade a Pechino, per il 2008. Da allora la Cina non ha certo mitigato le sue misure di repressione, alla fine l'Olimpiade è stato solo e principalmente un'occasione per spacciare al mondo l'immagine di una Cina più democratica e diversa. I sette anni trascorsi da allora, hanno dimostrato invece quale continua ad essere la filosofia di un Paese che non ammette opinioni contrarie. 
Ma in questo caso non è esagerato pensare che la pallavolo abbia svolto un ruolo fondamentale per la caduta di questo tabù. Il movimento di opinione che si è creato a sostegno di Ghoncheh, la mobilitazione internazionale, ma anche il boom della stessa nazionale iraniana, giunta sesta ai Mondiali in Polonia, lo scorso settembre. Un ennesimo segnale di distensione del governo persiano nei confronti dell’occidente nelle giornate in cui si è virtualmente chiuso un importante accordo anti-nucleare.
E per una volta, il volley può vantarsi di aver avuto un ruolo importante, se non fondamentale, per far cambiare le cose anche laddove pareva non dovessero mai mutare.