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domenica 17 maggio 2015

VOLLEY Lo scudetto del 17 maggio 2000: 15 anni fa Roma Caput Volley




Il fatto che la vita scorre via troppo in fretta è confermato ogni volta che c'è una ricorrenza felice. un bel momento intrappolato per sempre nella mente e spesso nel cuore. 17 maggio 2000: una di quelle date che non bisogna consultare per timore di sbagliare, quando si parla dello storico scudetto vinto dalla Roma nella pallavolo. Un trionfo che andò oltre lo sport, perchè intanto fissò il record imbattuto ed imbattibile di spettatori per una partita di pallavolo e per un evento sportivo al chiuso disputato in Italia. Si è favoleggiato spesso sul numero reale di persone che quella sera erano pigiate una accanto all'altra al PalaEur. Diciamo 15.000 per comodità. E oggi nessun impianto esistente, in Italia, ha quella capienza.
Fu una specie di Volley day anticipato, perchè Roma e Modena arrivarono a giocarsi lo scudetto allo spareggio, il cui svolgimento sarebbe piaciuto a quei registi che narrano lo sport raccontando partenze disastrose e rimonte ai confini dell'incredibile. PalaEur stracolmo, ogni spettatore aveva a disposizione una bandierina di plastica verdeblu, i colori della Piaggio Roma, che però, in omaggio al Giubileo, aveva adottato i colori papalini, il bianco e il giallo del Vaticano. Modena avanti due set a zero, il sogno tricolore che sembra ormai sfumare per i romani, che invece iniziano a giocare e rimontano. Vincono il terzo set, poi il quarto, quindi il tie-break. Gian Paolo Montali era il tecnico della Roma, Franco Bertoli guidava Modena. Quella favolosa Piaggio Roma aveva Tofoli in regia, Osvaldo Hernandez opposto, Ihosvany Hernandez e Gardini centrali, Bracci e Vladi Grbic schiacciatori di banda, Klok libero, il cui rendimento mi rese particolarmente e pudicamente orgoglioso. Ormai sono passati 15 anni, il patron Francesco Becchetti ne parlò pubblicamente nella cena commemorativa del decennale e Pasquale Di Santillo lo scrisse nel libro dedicato al volley del Lazio. Klok arrivò a Roma su mia segnalazione. La società aveva puntato su Mirko Corsano, che aveva già giocato come schiacciatore nella Roma, ma che scelse di andare alla Lube Macerata. Scelta che ovviamente spiazzò il club romano. Ma bastò una telefonata, qualche minuto di riflessione, e venne in mente Klok, che avevo visto giocare nella World League. E la Roma decise di virare con decisione sull'olandese, che aveva giocato schiacciatore prima dell'introduzione del ruolo di libero (e che alla Roma avrebbe perfino fatto l'opposto nel suo ultimo anno di permanenza, con l'organico ridimensionato). 
L'ingaggio di Klok e la decisione di puntare sui cubani: quante soddisfazioni in quella stagione. E' un blog personale e mi concedo un'altro aneddoto piccino ma per me gratificante. Di ritorno dagli Europei di Vienna, aspettando i bagagli a Fiumicino, Gian Paolo Montali mi disse: «Quest'anno non potrai criticare la squadra, l'hai fatta tu!». 
Naturalmente non ho avuto questo merito, esclusiva della società, dell'allenatore e di tutti i giocatori, però quella squadra ha vinto lo scudetto...
L'amministratore delegato Francesco Becchetti, il presidente Chicco Testa, il direttore sportivo Vittorio Sacripanti: la triade tricolore (che vinse anche la Coppa Cev, a Firenze).
In panchina c'erano Massimiliano Decio, Gianluca Saraceni, Adriano Paolucci, Francesco Fortunato, Fabio Leone, Gennaro Barozzino. Montali aveva Massimo Dagioni come vice allenatore, Ermanno Piacentini allenava il settore giovanile. Gian Paolo Chittolini era il preparatore atletico, Sergio Lupo il medico, Gianluca Balducci il massaggiatore. E poi il team manager Gianfranco Sacripanti, Angiolino Magionami responsabile della Junior League.
E l'addetto stampa, Roberto Stracca, indimenticato amico e collega che poi avrebbe scritto per il Corriere della Sera ed al quale oggi è intitolato il premio giornalistico della Lega Pallavolo di Serie A maschile. Nel concedermi la dolcezza del ricordo, da condividere con tutti coloro che vissero quell'avventura, rammento anche che la grande festa del PalaEur non fu vissuta bene da tutto l'ambiente del volley, come invece avrebbe dovuto perchè quella vetta non è stata più raggiunta. Molti disertarono, la maggior parte di chi avrebbe dovuto esserci, non ci fu. Lo scudetto di Roma risultò indigesto per molti. A distanza di 15 anni, oggi come ieri, si potrebbe parafrasare lo slogan di una celebre pubblicità: Rosicate gente, rosicate...