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domenica 7 giugno 2015

CALCIO Champions League, le finali Juve (8) 2015: Barcellona-Juventus 3-1

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BARCELLONA-JUVENTUS 3-1 (1-0).
Marcatori: Rakitic al 4', Morata al 54', Luis Suarez al 68', Neymar al 96' 

 E' andata come tutti i tifosi non juventini speravano che andasse, ma non nel modo previsto. Il Barcellona ha vinto con merito la sua quinta Champions, ma la Juventus è uscita con onore e perfino rimpianti da una finale che ha avuto il coraggio di giocarsi, senza paura. Otto finali disputate: sei sconfitte e due sole vittorie per la Juventus, che ha concluso tra le lacrime una stagione memorabile.

Non cambia nulla, ma il 3-1 finale estende ingiustamente la punizione, che il 2-1 avrebbe fotografato meglio, perchè durante il quarto d'ora nevralgico del secondo tempo, che ha portato al pareggio di Morata ed al momento migliore dei bianconeri, il Barca si è innervosito e ha capito che anche questa Juve orfana di Chiellini e con qualche uomo chiave sotto tono, avrebbe potuto farle male. Ancora una volta la Juventus incassa un gol in finale entro i primi 10 minuti: dopo Rep e Magath, dopo Ajax 1973 e Amburgo 1983, ecco Rakitic 2015: dopo appena 3 minuti e mezzo di gioco la finale si mette in salita e agevola il compito dei catalani. Senza quel gol fulmineo, forse il Barca avrebbe trovato difficoltà col passare dei minuti. Anche perchè Buffon era in serata e qualche paratona delle sue l'ha fatta anche stavolta a Berlino. La Juve ha sprecato un tempo ma avuto il carattere di non sciogliersi, di riprendersi dal gol a freddo, di evitare la goleada che molti a quel punto ipotizzavano. Poi il pareggio di Morata al termine di una splendida azione, con tanta classe: il tacco di Marchisio, il cross di Lichsteiner, la girata di Tevez nella cosa migliore della sua opaca partita, la puntualità di Morata nel ribadire in rete la respinta del portiere catalano. E l'episodio che il popolo bianconero invocava alla vigilia come agente a sorpresa che talvolta decide le finali, c'è effettivamente stato, al minuto 68, ma ha premiato la squadra più forte, mortificando la sfidante.
Dani Alves commette fallo da rigore su Pogba, trascinandolo giù in piena area. Non solo l'arbitro turco Cakir non condere il rigore. Il Barcellona riparte in contropiede con Messi, il tiro della "pulce" non è trattenuto da Buffon e stavolta è lesto Suarez (con Evra che non si muove per tempo) a firmare il gol partita. In un amen, dal possibile rigore del pareggio al gol della sconfitta. 
Neymar segna con un tocco della mano e l'arbitro addizionale fa annullare. Suarez fa concorrenza a Cristiano Ronaldo con le sceneggiate per i falli (spesso insesistenti) subiti: cronometrato, ha impiegato un minuto intero per uscire dal campo. Alla fine sono 5 i minuti di recupero e la beffa di un esagerato 3-1 arriva all'ultimo soffio di gioco, oltre il 96', dopo l'ultima possibile occasione pasticciata dagli avanti bianconeri. Peccato che la Juventus si sia presentata alla finale con qualche suo big non al massimo della forma. All'assenza di Chiellini si è aggiunto il nervosismo di Vidal (non è stato il Vidal del Bernabeu, tanto per capirci). E la distrazione fatale in occasione del gol lampo di Rakitic Lo stesso Tevez, fondamentale per arrivare in finale, ha confermato l'appannamento dell'ultimo periodo in zona gol: ha avuto almeno due volte la palla buona ma nella prima occasione ha sparato alto, nella seconda tra le braccia del portiere palloni che tante volte nell'anno aveva messo in rete. L'uomo più pericoloso alla fine è stato Marchisio, autore almeno di due tiri insidiosissimi: nel primo tempo di poco alto, parato all'angolino nel secondo tempo. E così è finita con le lacrime di molti bianconeri: da Morata a Pirlo, da Barzagli a Marchisio.
Ma questa finale ha confermato le qualità tattiche del tecnico Allegri, che ha schierato una squadra che tutto sommato ha contenuto l'attacco atomico del Barcellona meglio di molte altre big e che ha avuto le chances di giocarsi alla pari una finale proibitiva. Una Juventus che andrà rinforzata in difesa e nelle seconde linee, per progettare un'altra stagione da protagonista in Champions League, un palcoscenico che ha dimostrato di meritare, a patto di non perdere la sua umiltà e la sua voglia di non arrendersi. 
Sempre che le voci insistenti di mercato e di addii, non comportino cambiamenti troppo profondi e ricchi di incognite).
Postilla su Buffon: Gigi ha detto che intende giocare altri tre anni e sono convinto che farà tre stagioni ancora al massimo. Perchè creare turbative prendendo Neto che non vuole, giustamente fare il secondo?