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lunedì 12 ottobre 2015

TEATRO Il metodo

IL METODO  di Jordi Galceran. Regia: Lorenzo Lavia. Interpreti: Giorgio Pasotti, Fiorella Rubino, Antonello Fassari, Gigio Alberti. Titolo originale: "Il Metodo Gronholm"
Quattro persone in una stanza, anzi in una sorta di non luogo, asettico, freddo come le barre al neon che l'illuminano. E con la posta pneumatica (chi ricorda come funzionavano le "cucine" dei giornali qualche decennio fa può immaginare facilmente di cosa si tratta) che incombe, indirizza, determina, accompagna protagonisti e spettatori nel labirinto di verità e bugie che si accavallano, per comporre un puzzle di punti interrogativi che rimanda il gioco cinico fino alla platea. Chi inganna chi? Prego signori, giocate ad indovinare, sul palcoscenico come in platea.
Un surreale colloquio di lavoro di una multinazionale che nella versione originale è smaccatamente identificata (la multinazionale che assume è svedese...) è in realtà occasione per un viaggio nella mentalità distorta, crudele e incurante degli aspetti umani che ispira ogni attività commerciale ai nostri tempi. Ogni cosa che dici può essere usata contro di te: passioni, gusti, debolezze, familiari. Tutto può essere filtrato nell'ottica perversa dei tagliatori di teste che spillano soldi alle aziende guadagnando nel procurare disgrazie altrui.
Frecce scagliate che colpiscono il bersaglio, ma fanno male solo a chi già è condannato a subire. Altro che diritti sindacali. E' anche questo tipo di mentalità che conduce poi al fornerismo ed al renzismo. Azzerate conquiste di lunghe e durissime lotte, per fare gli interessi delle aziende ma facendo finta di agevolare il reperimento di posti di lavoro che in realtà si dissolveranno nel giro di due o tre anni. 
Il metodo è un testo serio ma non pesante. Sa divertire, grazie all'alchimia che si genera tra i quattro attori. Da Fassari a Pasotti, da Alberti alla Rubino. Ognuno trova la sua cifra espressiva, la sua fisicità nel portare in scena con convinzione questo spietato teatrino di disumanità, alimentando il mito del posto di lavoro con retribuzione da favola che risolve ogni esistenza. E chissene importa se costa la vita stessa.