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lunedì 26 ottobre 2015

VOLLEY Juantorena: «SuperLega senza una favorita, in cinque per lo scudetto»


  Dal Corriere dello Sport 
http://leandrodesanctis.blogspot.com/2015/10/volley-juantorena-superlega-senza-una.html?spref=fb

La SuperLega dà il bentornato a Osmany Juantorena, che nel frattempo, dopo l’esperienza in Turchia, è diventato ancora più italiano entrando a far parte della Nazionale italiana. Il suo sogno di giocare un’Olimpiade con la maglia cubana non si è realizzato e lui è stato bravo ad inseguirne un altro, realizzabile e centrato alla prima occasione, azzurro tra gli azzurri, con le sue qualità umane oltre che tecniche. Poi il destino ha voluto che il suo primo ct fosse Blengini, che è anche il suo allenatore a Civitanova Marche, in quella Lube che ogni anno parte con l’etichetta di squadra da battere. E tanto per cambiare si è presentato con una scintillante prestazione a Forlì: 33 punti che hanno salvato la Lube, portandola dallo 0-2 al 3-2 contro la Romagna.

«L’esperienza con la Nazionale è stata bellissima - dice Osmany - molto positiva. Anche se rimane un po’ d’amarezza perchè avremmo voluto salire sul gradino più alto del podio. Ma siamo un gruppo nuovo, abbiamo iniziato a lavorare ad agosto con un obiettivo ed aver centrato subito la qualificazione all’Olimpiade è motivo d’orgoglio. Non era facile perchè la Coppa del Mondo è lunga e difficile. E stavolta qualificava solo due squadre per i Giochi e non tre: una vera ingiustizia. A noi è andata bene ma i posti olimpici avrebbero dovuto essere tre, non è giusto promuovere solo le prime due»
    Il suo trasferimento dalla Turchia a Civitanova è stato il colpo ell’estate, anche per una questione emotiva. Lei, il campione con cui Trento ha vinto tutto, con la maglia della Lube, una delle rivali storiche dei trentini.
  

  «La Lube mi ha voluto e sono contento di essere qui. Ora sono un giocatore della ube ed ho un nuovo obiettivo. Non faccio miracoli, voglio divertirmi e proverò a portare la mia esperienza mettendola al servizio della squadra per darle quello che le serve. E’ importante per me divertirmi, cercare il bel gioco, ognuno di noi può fare la differenza. Alla fine è sempre il gruppo che conta»
    La sua Lube è la favorita per lo scudetto?
«Secondo me non c’è nessuna favorita. Il campionato è salito molto di livello e penso ci siano cinque squadre alla pari, non solo noi e Modena. Anche Trento, Perugia, Verona. Non ci si puà rilassare mai perchè si può sempre rischiare di perdere»
    Una SuperLega ben diversa dal campionato turco che l’ha vista protagonista nelle ultime stagioni?
«Sì, c’è molta differenza di cultura e di livello pallavolistico. Lì il volley non è molto seguito, ci sono tre squadre forti e non si inserisce nessun altro. Il livello del campionato è diverso»
    La SuperLega invece appare qualitativamente in crescita a giudicare dai giocatori che ne fanno parte. E molti giovani hanno forse rinunciato a qualcosa a livello economico per giocare in Italia e diventare più forti.
«Rispetto a come era una volta è calato un pochino ma è sempre il campionato più difficile. Un torneo molto più tecnico, ogni domenica bisogna andare in campo con la giusta mentalità perchè altrimeni si può perdere con chiunque»
    Francia campione d’Europa dopo l’oro nella World League. Un francese ce l’ha in squadra, il libero Grebennikov, un altro, Ngapeth sarà rivale temibile quando giocherete contro Modena.
«E’ stata l’estate della Francia, nessuno può obiettare nulla. Sì, Grebennikov è fortissimo. Ngapeth è il cuore di quella squadra, è cresciuto tantissimo»
    Lei con Trento sa bene come si vince in Europa e nel mondo, la Champions League non ha segreti. Per la Lube invece l’Europa è stata spesso fonte di amarezze e delusioni.
«Dico che bisogna dimenicare il passato. Va dimenticdato tutto quello che è successo. Noi dobbiamo pensare al presente e al futuro. E a giocare bene»
    A palleggiare la Lube avrà il regista della Nazionale statunitense, Christenson, al debutto nel campionato italiano.
«Dobbiamo lasciargli il tempo di inserirsi, di conoscere la squadra. Per costruire la squadra e il gioco ci vuole un po’ di tempo»