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giovedì 3 marzo 2016

CALCIO Il tweet di Marchisio, la Rai e le reazioni esagerate

 http://www.corrieredellosport.it/news/calcio/coppa-italia/2016/03/03-9104065/paris_risponde_a_marchisio_che_scivolone_vogliamo_rispetto/

Al link allegato potete trovare le scuse di Marchisio e le reazioni, in alcuni casi esagerate alle parole twittate a caldo dal tifoso Claudio Marchisio, giocatore juventino costretto a vedere in tv la gara di ritorno di Coppa Italia tra Inter e Juventus.
 Claudio si era espresso in merito all'azione di Zaza punita con cartellino giallo: Ammonizione Zaza. Dicono che ha scalciato. Telecronaca fatta da un non vedente.
Perchè si è detto di una scalciata inesistente, ma apparsa tale all'arbitro dal campo e da lontano. In tv invece, il replay aveva mostrato un'altra realtà.
Non vi dico le reazioni, tutti offesi. Tutti a chiedere punizioni esemplari. Ma da quale pulpito... E soprattutto, perchè i non vedenti avrebbero dovuto offendersi? Ok, al posto di Marchisio, io non avrei twittato. Ma perfino in Rai potrebbero stare al gioco, guardando a ciò che avviene nel calcio e nel cortile di casa. Via, un po' di senso dell'umorismo...

 Le scuse di Marchisio

 «Sono sorpreso che un mio commento a un'azione di gioco sia stato definito come una delegittimazione del lavoro altrui. Infelice e sbagliato è stato invece il mio scivolone, ancorché scherzoso, riguardante i non vedenti. Per questo mi scuso».  «Ognuno di noi ha il diritto di esprimere il proprio giudizio su una partita. Come calciatore sono abituato ad accettare commenti e opinioni di ogni genere, sia da parte dei tifosi sia da parte dei giornalisti o dei commentatori. La concitazione del momento ha preso il sopravvento su di me e questo non dovrebbe mai accadere».

Nel calcio, specie in quello parlato in tv o scritto sui social e su qualche giornale, ormai ci sta di tutto. Il calcio perfino in tv non è scienza esatta ma opinabile. Le ragioni del tifo e del cuore, a volte non sentono ragioni.
Viene voglia di tenersi alla larga quando si è costretti a leggere una seie infinita di parolacce, di aggettivi impubblicabili su testate giornalistiche. Ammetto che se è un calciatore, per di più un nazionale, a parlare, fa notizia. Ma siamo nell'era dei social media e del contatto diretto tra giocatori e tifosi. In quel momento Claudio Marchisio ha liberato il suo io tifoso, interpretando ciò che milioni di tifosi juventini hanno pensato. Inevitabilmente politicamente scorretto, se così vogliamo dire. Ma da qui a farne un caso ce ne corre. Offese per i ciechi? Ma perchè? Se io sono un non vedente sono offeso se qualcuno, riferendosi ad altro con tono chiaramente esagerato e scherzoso, devo offendermi?
Non credo che i non vedenti si siano offesi, ma c'è sempre chi è pronto a strumentalizzare, ad offendersi al posto loro. E ha ragione Marchisio quando ricorda come calciatori e tecnici siano abituati a incassare di tutto dai salotti televisivi, talvolta (o spesso) popolati da ameni personaggi dalle discutibili qualità opinionistiche. 
Proprio la Rai non si può dire che abbia il miglior casting, stando alle uscite spericolate che spesso si ascoltano. 
Di recente, solo per citare un esempio, è capitato di sentire  questa dotta opinione: Gente come Totti e Di Natale, alla loro età, possono giocare solo nella nostra povera serie A. Tanto per dirne una. 
Beh io non credo che Totti e Di Natale siano dei rottami buoni solo per il campionato italiano. Per non parlare di quando ospiti di estrazione calcistica si sono avventurati in commenti su altri sport o sul doping.
A Marchisio do un suggerimento, quando non è possibile ascoltare le telecronache di Zuliani, il telecronista tifoso più competente ed equilibrato (pur nel tifo) che sia possibile ascoltare, guardi la partita o togliendo l'audio o solo con i rumori d'ambiente, che sono ancora affascinanti e suggestivi. 
Non uso twittare durante le partite. Ma ieri mi sono chiesto in almeno tre occasioni perchè non venissero sottolineati aspetti evidenti di gioco. E mi sono chiesto perchè la Rai non abbia subito mostrato l'immagine della gol tecnology che faceva vedere se era gol o meno il rigore di Palacio finito sulla traversa e poi in campo, senza oltrepassare la linea della rete. Inquadrati gli interisti ad altezza campo, nessun dubbio chiarito, nessuna immagine computerizzata (come era avvenuto poco prima per una bella parata di Carrizo). Non era gol, si era intuito, ma per la conferma abbiamo dovuto attendere il pallino rosso comparso sulla grafica del risultato.