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giovedì 21 aprile 2016

SOCIETA' Lo Yogurt Barikama arriva in bicicletta, l'Africa incontra gli italiani

http://barikama.altervista.org/

Progetto di micro reddito gestito da ragazzi africani: dallo sfruttamento nelle campagne, all'autogestione del lavoro e l'inserimento sociale.




Suleman, Aboubakar, Cheikh, Sidiki, Modibo, Mauro, Ismael, Moussa, Saydou, Daouda, Saidou, Youssouf.
Vengono dall'Africa: Mali, Guinea, Costa d'Avorio, Gambia, Benin, Senegal.
E sono stati aiutati da alcuni ragazzi italiani che li hanno conosciuti e hanno deciso di aiutarli a far crescere il loro progetto. Questi ragazzi africani erano schiavizzati a Rosarno, dove lavoraravno tutto il giorno per pochi soldi, alla mercè di sfruttatori italiani senza scrupoli. La loro è una storia bella, di speranza e di integrazione, alla faccia di certe teste... malpensanti.
Ma è anche una storia buona, perchè chi ama lo yogurt bianco trova buonissimo lo yogurt che loro producono nel segno della tradizione africana. Ma non è tutto. La consegna avviene in bicicletta e chi conosce il Lago di Martignano, nei pressi di Roma, prima del Lago di Bracciano, sa quanta fatica si maccia e cosa significhi avventurarsi in bicicletta nella giungla d'asfalto cittadina.
Non bastasse la bontà, c'è anche il prezzo, che dire contenuto è poco in relazione anche e soprattutto alla qualità. Insomma, aiutare questi ragazzi africani, spendendo poco e gustando yogurt sano è un'opportunità da non lasciarsi sfuggire.
Date un 'occhiata al loro sito, scoprirete storie e umanità, ragazzi che hanno voglia di lavorare e stare in pace con il mondo dopo aver tanto sofferto.
Una voce per tutti, Sidiki racconta: «Vengo dal Mali sono venuto in Italia nel 2009. La mia famiglia sono pescatori ed agricoltori. Sono stato a lavorare nelle campagne di Foggia (350 kg di pomodoro a 3 euro), Rosarno (25 euro al giorno) e Nardò (350 kg di pomodoro a 3.50 euro) in piu’ devi pagare 5 euro di trasporto al giorno. Poi ho conosciuto il progetto Barikamà, mi hanno dato una mano e adesso sono contento di questo lavoro perché’ ci organizziamo da soli senza sfruttamento, ci crediamo e vogliamo mandare avanti il progetto ed abbiamo la possibilità’ di aiutare anche gli altri. Grazie a questo progetto ho trovato un lavoro, parlo meglio l’Italiano e ho conosciuto tante persone. Ringrazio tutte le persone che aiutano Barikamà!».
Chi vuole farsi dire un altro grazie, si faccia avanti. Assaggi, gusti...