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lunedì 18 aprile 2016

VOLLEY Se fossi tifoso di Trento, sarei orgoglioso della mia squadra

Mi rendo conto che in Italia lo sport si segue solo per i risultati, ma nella finale di Champions League, a Cracovia, la Diatec Trentino ha dimostrato come si possa giocare alla pari con uno squadrone molto più ricco (di soldi e di campioni) e sicuramente strafavorito. Padroni della partita per due set, mai domati nonostante l'evidente emergenza per le assenze, gli infortuni, i recuperi non ultimati, i giocatori di Trento hanno lottato fino alla fine mettendo in imbarazzo e difficoltà lo Zenit Kazan. Sono convinto che sarebbe bastato avere Nelli, per poter rimpiazzare Djuric che aveva dato tutto, per soffiare il trofeo ai russi. Detto questo, un grande applauso ai campioni d'Italia per come hanno saputo onorare la Champions League, non piangendo sui problemi, ma pensando solo a giocare.

P.S.: ho già scritto molte volte su questo blog che talvolta il problema non è il video check (che può diventare un mostruoso video-Shrek...) o il Challenge, ma come lo si guarda e giudica, specie se manca l'uniformità. Lo stesso tipo di pallone è stato battezzato una prima volta in campo (a favore dei russi), la seconda volta, nel tie-break, fuori campo (a favore dei russi, propiziando la fine del tie-break). Se Trento giocasse a calcio e indossasse la maglia della Roma o del Napoli, se ne parlerebbe per mesi...