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lunedì 30 maggio 2016

SPORT e CULTURA Una petizione per coprire l'affresco "Apoteosi del fascismo" nel Salone d'onore del Coni



Molti di coloro che hanno occasione di frequentare il Salone d'onore del Coni, da tempo s'interrogavano sull'opportunità di esibire in quel luogo in qualche modo "sacro" dello sport italiano, votato alla fratellanza alla pace e all'accoglienza tra sportivi di ogni nazionalità e religione, quell'arazzone così inquietante, rappresentante scene di un periodo nero (in tutti i sensi) della storia d'Italia.
Mugugni e perplessità si sono ora trasformati in una petizione per cercare di neutralizzare la decisione politica di togliere il panno che l'aveva tenuto opportunamente nascosto dal 1944 al 1997. La petizione viaggia verso le 3.000 firme, sotto trovate il testo integrale che ha accompagnato l'iniziativa. Al di là delle idee personali di ciascuno, la petizione non è un semplice capriccio "contro", ma espressione di semplici sentimenti che trascendono le idee politiche e mirano ad affermare una parola che spesso viene usata (e abusata?): respect.


La petizione
Lo scorso 17 febbraio al Palazzo dei Congressi dell’Eur veniva presentato il dossier per la candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024. Di fronte a una platea di mille invitati, il Presidente del Comitato Roma 2024 Luca Cordero di Montezemolo parlava di “arte italiana dell’accoglienza”. In apertura, il Presidente del CONI Giovanni Malagò leggeva il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Per l’Italia è un’occasione per parlare al mondo, per rafforzare quel messaggio di pace e di solidarietà che è espressione della nostra storia”. 
Tra i poli scelti per ospitare i Giochi Olimpici vi è il Foro Italico, sede del CONI, nel cui Salone d’Onore campeggia l’enorme pittura murale (circa 13 metri di lunghezza per 12 di altezza) di Luigi Montanarini intitolata "Apoteosi del fascismo". Il dipinto, realizzato in pieno Ventennio, raffigura un Mussolini statuario che arringa la folla affiancato dal Gran Consiglio.
Coperto da un panno nel 1944 con l’entrata a Roma degli alleati, l’affresco è rimasto tale fino al 1997, quando qualcuno ha pensato che l’Italia avesse ormai fatto i conti con la storia e la Soprintendenza per i Beni Architettonici ha imposto al CONI di scoprire il dipinto e restaurarlo in nome dell'arte.
Febbraio 2017 sarà il termine ultimo per presentare la documentazione relativa alla candidatura ai Giochi Olimpici del 2024. Tra febbraio e giugno 2017 la Commissione di valutazione visiterà le città candidate. A luglio 2017 il Comitato Olimpico Internazionale pubblicherà la relazione della Commissione di valutazione. Infine, a settembre 2017, l’elezione della città prescelta.
Più si va avanti nell’iter di selezione, più è verosimile che l’immagine dell’affresco faccia il giro del mondo: il CONI, emanazione del Comitato Olimpico Internazionale, che “pone lo sport al servizio dello sviluppo armonioso dell’umanità, al fine di promuovere una società pacifica, interessata alla salvaguardia della dignità umana”, rappresentato dall’effigie di chi fece della discriminazione e dell’odio il proprio credo. Curioso per un paese così attento a non ferire la sensibilità di un capo di stato straniero al punto da coprire i nudi dei Musei Capitolini…
Chiediamo al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini e al Soprintendente Belle Arti e Paesaggio del Comune di Roma Roberto Banchini di dare disposizioni affinché l’affresco sia nuovamente coperto, in vista non solo della candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024, ma - ci auguriamo - per sempre, nel pieno rispetto del mandato del CONI e della memoria di quanti hanno sofferto e perso la vita a causa del fascismo. Altrimenti, che si sposti il Salone d’Onore in una sala più degna di rappresentare lo sport italiano nel mondo.