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giovedì 16 giugno 2016

ROMA Caro Giachetti, per il Giubileo non ci si candida: lo decide il Vaticano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/15/elezioni-roma-la-sfida-tv-tra-roberto-giachetti-pd-e-virginia-raggi-m5s-su-rifiuti-debito-e-olimpiadi/2833863/

Non mi interessa scendere nei dettagli della trasmissione televisiva che Sky ha allestito con i due candidati sindaci per la città di Roma. Ognuno ha le sue idee al riguardo e mi accontento di aver capito cosa è giusto fare e come votare.
E' doveroso però porre la lente d'ingrandimento su un paio di affermazioni sconcertanti riguardanti la candidatura eventuale di Roma all'Olimpiade del 2024. Nessuno dei due candidati (e nemmeno il conduttore) ha dimostrato di aver letto, memorizzato o capito la dichiarazione del presidente del Coni, Malagò. Il quale ha affermato a chiare note come, secondo il comitato promotore, sia ormai tardi pensare a un referendum. Un aspetto che andava fatto notare nel dibattito. Nel caso si dovesse decidere e fare, avrebbe luogo solo nel primo semestre del 2017, rendendo di fatto debolissima la candidatura ed equivalendo a una condanna, a prescindere perfino dall'eventuale risultato favorevole.
Trovo assurdo dunque che i due candidati sindaci parlino come se niente fosse di un referendum risolutivo che avrebbe dovuto svolgersi almeno un anno fa, a dire poco. Per qualche giorno, fino alle dichiarazioni di cui sopra, ho pensato che paradossalmente il referendum fosse diventato l'ultima spiaggia di chi l'aveva finora avversato. Perchè non si è fatto prima? Perchè finora non si è agito secondo certe regole, che prevedessero la consultazione dei romani, ma seguendo altri percorsi, come dire, obbligati. Non a caso è proprio a Roma che è forte l'avversione all'ipotesi olimpica. Perchè i romani certe cose della loro città le conoscono bene. Da fuori non si capisce allo stesso modo.

Chi si è sorbito le quotidiane esternazioni e le veline comunicate, ha avuto modo di farsi un'idea molto chiara sulle ragioni per cui è stata sempre rifiutata l'ipotesi di un pericoloso referendum, scegliendo altre strade, più comode e addomesticabili, che consentivano di parlare di fischi in presenza di fiaschi, nella conveniente vaghezza generale.

Il candidato Virginia Raggi ha sbagliato a non ribadire subito e chiaramente, anche di fronte ai diretti interessati, cosa realmente pensa della candidatura olimpica di Roma. Pur sapendo di avere un grande movimento di opinione alle sue spalle, forse la maggioranza. Sentendola parlare ieri, ascoltandola usare il termine reso tormentone dal ct della Nazionale, Antonio Conte ("Dire che se la candidatura olimpica di Roma non sarà accolta la città sarà immobile è agghiacciante") di dubbi su come la pensi su Roma 2024 non ce ne dovrebbero proprio essere. Ci si chiede dunque come possano essere stati i colloqui diretti e perchè ci sia ancora spazio per ogni ipotesi.

Ma il massimo dell'incongruenza si è raggiunto quando il candidato Giachetti ha paragonato l'Olimpiade al Giubileo, come dire che rifiutare oggi l'ipotesi Giochi per paura e per la situazione economica cittadina è come non voler fare il Giubileo del 2025. Fino a prova contraria il Giubileo è un evento deciso dalla Chiesa, dal Vaticano. Non serve una candidatura, che ha un suo costo, non leggero (quando si sono chiusi i conti della candidatura 2020 fatta abortire da Monti? Quanto costò la candidatura Roma 2004?) anche se poi non si viene scelti dal Cio. 
Assistendo al duello televisivo ogni fazione precostituita ha chiuso convinta di aver prevalso sull'avversario. Ma chi ha ascoltato senza preconcetti, ha avuto la possibilità di acquisire altri elementi per scegliere. Ma chissà se se n'è accorto, se è riuscito a cogliere le sfumature significative nelle pieghe delle parole e dei richiami agli atti passati, a cominciare dal voto alla legge Fornero che ha portato allo scoperto il modo di intendere la politica del candidato Giachetti.

Ps: il capitolo delle ciclabili merita un approfondimento a parte, non di parte, perchè mi pare che entrambi i candidati abbiano idee popolari ma confutabili e tutte da verificare con la realtà di questa città.