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sabato 22 ottobre 2016

CALCIO Milan-Juventus 1-0





Quest’anno va così. Due partite a San Siro, due sconfitte, di misura e con diversi argomenti di recriminazione. Non è un dramma ma è giusto anche riflettere su qualche punto focale della rivoluzionata Juventus 2016-17 e analizzare con lucidità dove e come si possa e debba migliorare.
Stavolta non sono completamente d’accordo con l’analisi di Allegri, vista in Tv mi è parsa una Juve con lucidità limitata, soprattutto dalla metà campo in avanti. Spesso troppo lenta e prolissa in fase di ripartenza dopo azioni difensive di successo, in realtà la Juve ha confermato le sue difficoltà offensive in certe situazioni di gioco. Stavolta non c’è stato il guizzo del campione a risolvere, magari mascherando i lati meno brillanti di una prestazione.
Personalmente non ho ancora apprezzato il talento di Pjanic, trovo irritanti certe prolissità di Dani Alves che continua a rischiare troppo di perdere la palla, anche quando è pericolosamente vicino alla porta bianconera. Sbaglierò. Ma pare sempre che la Juve cerchi eccessivamente di arrivare in porta con il pallone, insistendo con scambi che quando riescono sono indubbiamente spettacolari, ma spesso diventano solo occasioni mancate per tirare. O non si tira o si tira da troppo lontano: a San Siro lo hanno fatto, male, Hernanes e Cuadrado, aveva azzeccato tutto Khedira al 96’, ma lì è stato formidabile Donnarumma.
Il fatto che in realtà la Juve avesse concluso in vantaggio per 1-0 il primo tempo con il gol clamorosamente valido di Pjanic su punizione (regolare la posizione di Bonucci, singolare che a decidere sia stato l’arbitro di porta, che peraltro se ha segnalato un tocco di Bonucci, ha visto molto male), avrebbe determinato tutta un’altra partita, col Milan costretto ad attaccare scoprendosi, e il contropiede della Juve con ampi spazi a disposizione.
Preoccupa che il gioco bianconero stia evidenziando la difficoltà a mandare al tiro Higuain, che si sbatte molto ma è poco e mal servito dai compagni. E nel terzo mese di attività non ci sono stati ancora progressi evidenti. Un problema a cui va posto rimedio, studiando alternative. L’anno scorso quando entrava Morata, c’erano delle aspettative, perché il gioco si apriva a soluzioni imprevedibili. E qualche volta c’era Zaza che inventava. Non è la stessa cosa ora che a subentrare è Mandzukic, per il quale la squadra non sviluppa un approccio di gioco diverso. Non a caso ieri, quando si è fatto male Dybala (ah, se invece di tirare avesse visto che c’era Khedira libero sulla destra, nemmeno si sarebbe infortunato) è entrato Cuadrado, che non è attaccante puro. E nel momento in cui è venuto a mancare l’estro di Dybala, la Juve ha perso molto negli ultimi venti metri e non solo. 
E vogliamo parlare del gol di Locatelli? Splendido nell'esecuzione, ci mancherebbe altro non riconoscere le qualità del baby rossonero, ma perchè si è trovato assolutamente solo in area, dimenticato da tutti e senza opposizione? Un errore che non è da difesa juventina.
Ci sono serate che vanno come vogliono andare, e quando è stato annullato il gol di Pjanic, il presagio che potesse finire male ha preso corpo. Ma una Juve ambiziosa, più cattiva, lucida, concreta e determinata, non avrebbe dovuto perderla questa partita con il Milan. Era successo con l’Inter (gol avversari su palle perse con superficialità), è accaduto con il Milan. La Juve deve far tesoro e tornare a giocare da squadra, con compattezza, se vuole inseguire il sesto scudetto di fila.