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lunedì 28 novembre 2016

CALCIO Genoa-Juventus 3-1

Proprio all'inizio di un ciclo fondamentale, la Juventus è incappata in una delle peggiori suoi partite. Una di quelle giornate di luna storta dove niente è in ordine e tutto quello che può andar male, va di male in peggio.
Reso omaggio alla gagliarda prestazione del Genoa, non si possono tacere i demeriti juventini. Penso che Allegri in cuor suo temesse moltissimo questa trasferta post passaggio del turno in Champions, conspevole che i suoi monellacci non hanno perso il vizio di scendere in campo, in certe occasioni, con la testa sfarfallosa e le gambe lenti e molli, come se fossero vere le sciocchezze che si leggono un po'ovunque sulla storia del campionato facile, dello scudetto inevitabile. Dimenticando cosa fu capace di rimontare la stessa Juventus nella scorsa stagione, come la Juve di Conte soffiò al Milan uno scudetto che pareva già tinto di rossonero. Ed è sconcertante che proprio chi dovrebbe saperne di più, ne scrive mostrando di saperne di meno e di avere la memoria corta, pessimo difetto per chi ha la pretesa di essere autorevole.
La realtà, e Genova lo ha confermato, dice che lo scudetto è ancora lontanissimo per tutti, anche per la Juve. Fortunatamente per la bellezza di un campionato che sta rimettendo a lucido le ambizioni del Milan e della Roma, ma anche premiando il calcio redditizio offerto dalla Lazio e dall'Atalanta, oltre al Napoli a cui manca solo un centravanti per essere il Napoli agguerrito degli ultimi anni.
Come spesso capita poi, quando non si merita in campo, la malasorte infierisce: un netto rigore su Mandzukic non è stato fischiato nel primo tempo, Khedira si è divorato una colossale occasione solo davanti a Perin. Forse non sarebbe cambiato nulla, ma la recentissima rimonta in Champions del Besiktas sul Benfica (da 0-3 a 3-3) insegna che 45 minuti possono bastare anche per recuperare 3 gol.
Ma gli infortuni possono pesare ancor di più, a cominciare da quello occorso a Bonucci, che terrà fuori il leader bianconero per tre settimane, proprio nel momento cruciale (Atalanta, Dinamo Zagabria, Torino, e poi la Roma). E poi il perone fratturato di Danis Alves, che ha preso la botta fatale da Ocampos e si è perfino visto fischiare il fallo contro, incomprensibilmente, scandalosamente. Uscito in barella (ma perchè la car di soccorso non è in tutti i campi?) ha lasciato in dieci la Juve, perchè Allegri aveva esaurito i campi cercando di trovare la mossa giusta. Per Dani Alves si parla di un'assenza tra i due e i tre mesi, come minimo, ma solo dopo l'intervento chirurgico se ne saprà di più.
In effetti appena entrato Higuain ha subito confezionato un'azione da gol, poi Sturaro ha calciato altissimo un invitante pallone (come troppo spesso gli capita, ma in allenamento non provano quei tiri?). Mettendo nel conto l'inutile gioiello su punizione di Pjanic, perfino questa brutta Juve ha avuto le sue occasioni per segnare, e con una buona dose di fortuna magari anche pareggiare, nonostante il primo tempo da favola del Genoa. 

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/11/calcio-siviglia-juventus-1-3.html 

 http://leandrodesanctis.blogspot.it/2016/11/calcio-juventus-olympique-lione-1-1.html

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