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martedì 22 novembre 2016

CALCIO Siviglia-Juventus 1-3


Non era cominciata bene la trasferta di Siviglia. A casa Higuain, una sola punta (Mandzukic), una formazione inedita con Cuadrado e Alex Sandro a far teorica compagnia al croato là davanti. Quando dopo nemmeno dieci minuti Pareja ha portato in vantaggio gli spagnoli la situazione avrebbe potuto deteriorarsi irrimediabilmente. Anche se quello era il primo tiro in porta del Siviglia, che in tutta la partita non ha mai impegnato seriamente Buffon.
Il merito della Juve è stato quello di mantenere nervi saldi, anche se il gioco non è mai sbocciato nel modo predicato da Allegri. Pochissime aperture sulle fasce, un giro palla troppo lento e improduttivo, tanti errori banali che finivano per riconsegnare puntualmente la palla agli andalusi, nessuna iniziativa personale per saltare l'uomo nell'uno contro uno, la specialità di Cuadrado e Alex Sandro.
Non una serata spettacolare, almeno non in modo tradizionale anche se alla fine, anora una volta, si è rivelata vincente la solidità bianconera. Non c'è dubbio che i due cartellini gialli rimediati in pochi minuti da Vazquez (di conseguenza espulso, prima della fine del tempo) abbiano definitivamente indirizzato tatticamente la sfida, con il Siviglia a proteggere il vantaggio e la Juve padrona del campo, anche se a lungo incapace di bucare la difesa biancorossa. Fortunatamente prima del riposo è arrivato il rigore fischiato da Clattenburg (che non aveva mai portato bene alla Juve prima di stasera) per una trattenuta su Bonucci, identica a quella che era costata alla Juve il rigore contro a Lione (fallo su Bonucci, poi la parata di Buffon, ma allora Leonardo fu anche ammonito).
C'era tutto un tempo per piazzare il colpo vincente. Nessun rischio ma nemmeno lampi. Fino al bel tiro di Bonucci, a 6 minuti dal termine, bravo a tener bassa la palla velenosa che portava la Juve sul 2-1. Era appena entrato il 16enne Kean, che non ha ancora potuto far vedere il suo valore ma come minimo, porta bene. Inutili e colpevoli patemi negli ultimi cinque minuti, con la Juve incapace di tenere il Siviglia lontano dall'area,  corner evitabili e pericolosi, poi all'ultimo respiro Mandzukic timbrava il cartellino di centravanti con un gran bel tiro che andava chirurgicamente ad insaccarsi, per il 3-1 finale. Il Siviglia non aveva subito gol finora in casa, nessuna squadra italiana aveva vinto su questo campo. Paradossalmente la Juventus ha segnato tre gol in una sola volta, in Champions, nel momento in cui aveva solo un attaccante di ruolo disponibile (oltre al 16enne Kean, primo ragazzo nato negli anni 2000 a giocare in Champions League)
Tirando le somme, bisognerà abituarsi a valutare diversamente questa Juve che non diverte troppo con il suo gioco, che deve crescere molto per avvicinarsi a ciò che potrebbe essere il suo standard, ma che risulta assai indigesta agli avversari. Ormai è diventata una costante: carattere, solidità, lampi decisivi. Scorbutica per quasi tutti, questa Juve nonostante le assenze pesanti, le imprecisioni e le lacune, sa essere sempre scomoda e quasi sempre vincente. Per ora, alla luce dei risultati, deve bastare. In primavera, servirà di più. Ma c'è tempo per crescere. Certi che se Pjanic e Dani Alves si decidessero a migliorare... sarebbe cosa buona e gradita.