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martedì 26 settembre 2017

VOLLEY L'Italia di Mazzanti in controtendenza: la gioventù gioca

Testo in gran parte pubblicato dal Corriere dello Sport il 22 settembre 2017
Quanto è giovane la Nazionale femminile di volley italiana? Tanto. Ma la gioventù di per sè non necessariamente è un pregio nello sport. Lo diventa quando, come in questo caso, la verde età ha già dimostrato di essere condita dalla qualità e da quella spensieratezza che a volte fa vedere rosa anche quando l’orizzonte è coperto da minacciose nubi. Lo sport italiano è tradizionalmente ancorato all’esperienza, quindi ad una certa età. Ma la pallavolo ha dimostrato spesso e volentieri di saper andare controcorrente. 
Senza andare molto indietro nel tempo,   non si può dimenticare   che certe baby le convocò in Nazionale il precedente ct, Marco Bonitta. E non c’è dubbio che il lavoro del Club Italia della Federazione, e prima ancora dei club più sensibili allo svezzamento di talenti (come il Volleyrò a Roma ad esempio) ha reso possibile un ricambio promettente.
In quante Nazionali, o anche semplici squadre di club, succede che il capitano abbia solo 23 anni, come la napoletana Cristina Chirichella nell’Italia di Davide Mazzanti?
La donna di punta della squadra è Paola Egonu, che ha solo 18 anni ma è già l’attaccante che ogni avversaria teme, l’opposto che mette a terra il maggior numero di punti, come ha dimostrato anche nelle tre partite iniziali degli Europei. La stella candidata a diventare una delle più forti giocatrici del mondo, la bandiera di come ogni Paese civile dovrebbe vivere il mondo di oggi, al di là delle origini e del colore della pelle.
E chi avrà le chiavi del gioco e della squadra? Una diciannovenne, Alessia Orro da Oristano, promossa titolare nel momento in cui è uscita di scena per un infortunio Ofelia Malinov (21 anni), tornata a brillare dopo un periodo difficile e purtroppo privata della ribalta continentale che avrebbe meritato, per aver modo di verificare la sua crescita.
Non è stato fortunato il ct Mazzanti, che agli Europei sta schierando la bellezza di sette debuttanti, con le sorelle Bosetti e il libero De Gennaro ad alzare il tasso di esperienza.. 
Lui è bravo a non piangersi addosso, ma la sua squadra ha perso una quasi titolare (o un cambio di qualità) come Miriam Sylla, e la regista titolare, la Malinov appunto. Anche se il gruppo ha lavorato tutta l’estate ci sarà da affinare l’intesa tra le due registe (l’altra è Carlotta Cambi) e il resto della squadra.
Miriam Sylla, una che aveva dimostrato di saper cambiare il corso di un set subentrando, è sospesa per un caso di doping che nel tempo ha assunto contorni più indefiniti, dato che nella stessa occasione, a Nanchino durante la fase finale del Grand Prix, anche la giocatrice serba Ana Antonijevic è risultata positiva per la stessa sostanza, autorizzando così ad ipotizzare anche un caso di contaminazione da cibo. In Cina le sofisticazioni alimentari, il gonfiare gli animali con i farmaci, è pratica talmente diffusa da indurre la stessa Wada, l’agenzia mondiale anti doping, a mettere in guardia sulla possibilità di essere contaminati dalle sostanze usate negli allevamenti.
Sarà un campionato d’Europa importante per l’Italia, che non lo vince dal 2009 (a Lodz, ct era Massimo Barbolini) e che negli ultimi otto anni, nelle ultime tre edizioni, ha sempre collezionato amarezze, non riuscendo più a salire sul podio, ad arricchire quel bottino di sei medaglie (due d’oro, due d’argento e due di bronzo) inaugurato nel 1989 a Stoccarda, quando a guidare la Nazionale c’era il compianto Sergio Guerra.
 Il primo step del girone è stato superato, concludendo al primo posto e guadagnando direttamente l'accesso ai quarti di finale dove dopodomani, giovedì, l'Italia se la vedrà con la vincente di Olanda-Croazia. Giocando come sa e può, un posto tra le quattro che lotteranno per le medaglie può essere suo.


lunedì 25 settembre 2017

VOLLEY Vincolo, le picconate di Club Arezzo e Virtus Alessandria

Un'altra picconata al vincolo. Inizia a sgretolarsi uno dei grandi nodi che caratterizzano il rapporto tra gli atleti, specialmente i giovanissimi ma poi anche quelli delle categorie superiori, e le società. Dopo la decisione del Club Arezzo è arrivata la presa di posizione innovativa e coraggiosa della Virtus Alessandria del presidente Fabrizio Priano, diffusa dal sito Alessandria news
(http://www.alessandrianews.it/alessandria/il-club-virtus-alessandria-pallavolo-rinuncia-vincolo-sportivo-sugli-atleti-151114.html ).
Forse è presto per parlare di svolta, ma sicuramente qualcosa si sta muovendo a livello di sensibilità sul tema e di mentalità. Purtroppo conoscendo la realtà dello sport italiano, si prevedono tempi non brevi per mettere ordine e giustizia. Cominciando magari col tutelare i diritti dei più giovani. Quanti sportivi lasciano l'attività dopo una lite con l'allenatore o con la società, dopo aver verificato l'impossibilità di cambiare squadra?


L'iniziativa del presidente Priano merita di essere lodata, sperando che altri seguano il suo esempio.

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"La prima tra tutte le società pallavolistiche italiane ad averlo fatto è stato il Club Arezzo, noi ci troviamo perfettamente d'accordo con loro e per questo abbiamo deciso di fare altrettanto". Queste sono le parole di battaglia del presidente del Club Virtus Alessandria Pallavolo, Fabrizio Priano contro il vincolo sportivo.

Di cosa si tratta? "Con il tesseramento, si obbliga l’atleta a praticare l’attività sportiva nei soli interessi della società o associazione di appartenenza, e si impegna a non praticare il medesimo sport con altro sodalizio, salvo il consenso dell’associato vincolante, per un periodo di tempo che varia da federazione a federazione, ma nella pallavolo è di 10 anni tra i 14 e i 24 anni". Nell’art. 10 dello statuto della Federazione Italiana Pallavolo si legge: “il vincolo ha durata annuale per gli atleti di età inferiore ad anni quattordici e per gli atleti di età superiore ad anni trentaquattro, nonché per gli atleti del settore amatoriale.”
Instaurare questo tipo di relazione obbligata, "non solo si contraddicono i contenuti della Carta Olimpica che sostiene il diritto di ogni individuo a praticare uno sport secondo le proprie necessità, ma molto spesso si mettono i giovani atleti di fronte al cosiddetto 'riscatto del cartellino'”.

"Nella nostra società - spiega il presidente Priano - abbiamo approvato un regolamento sul tesseramento che prevede che  tutti gli atleti  tesserati alla Virtus Alessandria Pallavolo saranno sempre liberi di scegliere il proprio futuro sportivo, basterà comunicare al termine della stagione la volontà di andare a giocare altrove e sarà immediatamente concesso il nulla osta, perché per noi è fondamentale che ogni atleta abbia la libertà  di scegliere in quale società andare a giocare di anno in anno a seconda delle proprie esigenze. Alla Virtus  abbiamo piacere di sapere che i nostri tesserati scelgono di stare con noi e non siano mai obbligati, questo ci stimola anche a fare sempre meglio e lavorare in grande armonia con gli atleti e con le loro famiglie".


Tommasi (Associazione Calciatori)
 Il Presidente della Associazione Italiana Calciatori (AIC) Damiano Tommasisi è espresso sull'argomento.
"Su questo tema non facciamo sconti - conferma Damiano Tommasi, ha portato il tema in Parlamento, senza però ottenere grossi risultati - peccato che il mondo del calcio non si renda conto che così ci si gioca il proprio futuro, quantomeno a livello dilettanti. Ed è un tema che non riguarda solo il calcio, ma anche altri sport".
Tommasi invita a "denunciare il fatto, non è legale chiedere soldi per svincolare un calciatore. Alcuni faticano a capire che non si può continuare così. Eppure esistono delle società virtuose che hanno eliminato volontariamente il vincolo sportivo, che hanno capito che spesso la volontà di cambiare squadra non è un capriccio, ma sancisce il desiderio di continuare a giocare a calcio".

Si apre il dibattito
Proprio per la ancora poca informazione che circola su questo tema, la società alessandrina Virtus Alessandria Pallavolo ha deciso di aprire un dibattito sul tema del vincolo sportivo, "perché crediamo che sia necessario un cambio di rotta anche a livello culturale su questi temi per avvicinarci sempre più ai valori dello sport". Per questo motivo "organizzeremo - ha concluso il presidente Priano- incontri pubblici con esperti della materia e dirigenti sportivi ed ho personalmente interpellato amici Consiglieri Comunali, Regionali, Parlamentari Nazionali ed Europei per portare la discussione anche all'interno delle istituzioni".

domenica 24 settembre 2017

VOLLEY Europei donne nel deserto di Tbilisi: perchè la Cev li ha dati alla Georgia?

Foto ricordo nel Palasport di Tbilisi, in Georgia che ospita gli Europei di volley femminile. Foto scattata alla vigilia della manifestazione? No. Foto scattata poco prima di Italia-Croazia, terza giornata della prima fase. Come si può notare, alle spalle di arbitri e dirigenti non c'è nessuno. Seggiolini vuoti, spettatori assenti. La domanda è perfino ovvia: ma se nemmeno le partite della Georgia hanno attirato più di 500 spettattori (si è andati da un minino di 200 ad un massimo di 400 in media: e spesso la Cev i dati del pubblico li gonfia..), per quale motivo la Georgia ha chiesto di ospitare parte degli Europei? E soprattutto, perchè la Cev glieli ha dati? Spettacolo televisivo deprimente, ma anche per le atlete non deve essere stato piacevole esibirsi nel palasport vuoto.

sabato 23 settembre 2017

VOLLEY Roma torna al Palazzetto dopo cinque anni e gioca a... Scarabeo (e ringrazia il Comune)

Dopo cinque anni una squadra di club riporta il volley a Roma, al Palazzetto dello Sport che dopo la scomparsa della M Roma ha ospitato soltanto il Club Italia. L’unica certezza è che alle ore 18 di oggi domenica 24 settembre la Scarabeo Gcf Roma inizierà a giocare la sua partita contro l’Alessano, Serie A2 di pallavolo. La cosa curiosa, per non definirla in altro modo, è che il Palazzetto è stato chiuso fino a pochi giorni fa, abbandonato al degrado che risultava evidente agli occhi chi transitava nella zona dell’Auditorium e che non offriva immagine migliore al suo interno. Senza che nessuno a livello istituzionale se ne preoccupasse attivamente.
Non è stata ancora firmata infatti la convenzione tra il Coni e il Comune di Roma e c'è voluta alla fine la buona volontà dello stesso Comune di Roma per consentire l'apertura dei cancelli allo scopo di ripulire tutto, scaricare e poi montare il campo in flex, approntare le strutture dell’impianto per l’esordio. Insomma, magari tardi, ma il Comune di Roma proprio in extremis ha dimostrato di capire la gravità e l'imbarazzo della situazione (che figura sarebbe stata per lo sport romano non avere il Palazzetto per la prima giornata di campionato?). 
E così mentre da altre parti istituzionali sportive, sotto traccia, si pietivano alla Lega Pallavolo soluzioni impraticabili che avrebbero determinato una ulteriore brutta figura al Comune di Roma, la società è invece riuscita ad essere pronta per il via. Un piccolo grande miracolo che ha fatto tirare un sospiro di sollievo alla Scarabeo Gfc Roma e al direttore generale Vittorio Sacripanti, che non ha nemmeno dovuto dirottare sul campo alternativo (naturalmente già previsto) la partita con l'Alessano.
Del resto la società di Civita Castellana è abituata a saltare gli ostacoli, è una squadra senza fissa dimora, che ha saputo crescere affrontando tante difficoltà e dovendo cercare ogni anno una casa per giocare, non avendo un palazzetto omologabile per il volley di alto livello. E così si è trasferita da Civita Castellana a Monterotondo, poi a Montefiascone, infine a Roma, per provare a mantenersi in alta classifica cercando di conquistare una platea diversa. 
L’ascesa del club, presieduto dalla signora Maria Luisa Agostinelli, è stata costante, dalla B1 alla A2, centrando l’obiettivo dei play off nelle ultime stagioni. Traguardo che sarebbe punto d’arrivo anche in questo primo campionato romano per la squadra affidata ancora ad Alessandro Spanakis, un mix tra giovani ambiziosi e veterani d’esperienza.
Se romanisti e laziali s’interrogano sul colore delle maglie per cui si andrà a fare il tifo al Palazzetto, va detto che possono stare tranquilli: la Scarabeo Gcf Roma giocherà con maglie rossoblu, nessun conflitto emotivo col giallorosso o il biancoceleste.
La foto è di Marika Torcivia

CINEMA L'inganno (The Beguiled)

L'INGANNO (The Beguiled)
Regia: Sofia Coppola. Interpreti: Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst e Elle Fanning. Adattamento cinematografico del romanzo A Painted Devil scritto da Thomas P. 
* visto in edizione originale inglese con sottotitoli in italiano

To Beguile, in inglese significa raggirare, ma anche sedurre, deludere, abbindolare. Ecco, nel film L'inganno c'è un po' di tutto questo e la parola originale aiuta a comprendere meglio le sfumature dell'ultima opera di Sofia Coppola.
Sicuramente stavolta in Italia esce con un titolo più aderente rispetto a quando, nel 1971, arrivò il film di Don Siegel, La notte brava del soldato Jonathan, interpretato da Clint Eastwood. 
Il remake di Sofia Coppola induce a chiedersi come mai la figlia di Francis Ford Coppola abbia scelto di rifare quel film, dato che non ne ha dato una sua interpretazione particolarmente innovativa o diversa. Tutt'altro. Tante scene sono riprese pari pari dall'opera di Don Siegel (una per tutte la scena chiave della scala...), quasi a voler rimanere fedele a quella visione. C'è chi ha parlato di film femminista, ma si può leggere anche all'inverso, perchè basta l'arrivo di un uomo di un gruppo di ragazze e donne in un interno, per scatenare istinti ed emozioni represse, femminilità sena scrupoli, ricerca della seduzione. Una trappola in cui il maschio cade a piedi pari, quasi senza rendersene conto e con colpevole superficialità.
Se dico che il film mi è parso calligrafico intendo che la cura dei particolari, della luce (esagerando un po' si potrebbe dire quasi alla David Hamilton) che entra dalle finestre nelle stanze buie, degli abiti, del rumore delle scarpe dell'epoca sul pavimento in legno della grande casa (un elemento caratterizzante e protagonista) negli anni della guerra civile americana, la guerra di Secessione con nordisti (yankee come li chiamano i confederati) contro sudisti.
Ma nel film della Coppola non c'è una mamy di colore, nemmeno i confederati di passaggio meritano più di un'inquadratura.
A me è parso un film compitino, con Sofia Coppola impegnata a mostrare quanto gira bene, come sa scegliere le inquadrature, maneggiando una vicenda che non esce dalla casa. Ma non si cura di interpretare in modo più comprensibile, ad esempio, la scelta dubbia del caporale, nell'episodio che rappresenta una svolta nel dramma. E commette un imperdonabile errore facendogli compiere un gesto insensibile nei confronti della tartarughina della sua piccola salvatrice, che nemmeno quella situazione in cui si era venuto a creare giustifica. Amy era stata l'unica innocente, la ragazzina sensibile che l'aveva raccolto e portato in casa.
Insomma, L'inganno è un film che raggiunge la sufficienza, ma non tocca le corde dell'emozione. Ma forse era questo l'intento di questo viaggio nel tempo, tra le pieghe dei lunghi vestiti, il fuoco dei sentimenti repressi e il ghiaccio della vendetta, accesa dalla gelosia femminile. Forse...


La filmografia di Sofia Coppola

Regista



 
 

mercoledì 20 settembre 2017

CALCIO I colori della vittoria nei grandi campionati d'Europa: domina il biancorosso


Quali sono i colori della vittoria nei maggiori campionati di calcio d'Europa? Italia, Inghilterra, Germania, Spagna, Olanda e Francia: ogni Paese ha la sua tradizione anche riguardo i colori sociali e le maglie di gioco. Ma a quanto pare, Italia a parte, c'è una certezza: il rosso è colore vincente, specialmente quando è abbinato al bianco. La ricerca ha prodotto i risultati che trovate sotto. E' un calcio a colori insomma, e in Olanda il biancorosso è vincente addirittura da 53 anni (http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/07/calcio-eredivisie-da-53-anni-lo.html) eccezion fatta per l'Italia, dove trionfa il bianconero...


ITALIA - SERIE A

16 club diversi (BIANCONERO)

33 Bianconero (33 Juventus* + 2 revocati))
18 Rossonero (Milan)
18 Neroazzurro (Inter)
17 Rossoblu (9 Genoa, 7 Bologna, 1 Cagliari)
7  Granata (Torino** + 1 revocato)
7 Bianco (Pro Vercelli)
6 Azzurro (include il celeste) (2 Napoli, Sampdoria, Lazio, 1 Novese)
3 Giallorosso (Roma)
2 Viola (Fiorentina)
1 Gialloblu (Verona)
1 Nero (Casale)

INGHILTERRA - PREMIER LEAGUE

24 club diversi (ROSSO)
38 Rosso (20 Manchester United, 18 Liverpool)
36 Blu-bianco-azzurro (9 Everton, 6 Chelsea, 4 Sheffield W., Manchester City, 3 Huddersfield, Blackburn, 2 Tottenham, Preston, Portsmouth, 1 Leicester, Ipswich, West Bromwich Albion)
20 Biancorosso (13 Arsenal, 6 Sunderland, 1 Nottingham Forest)
9 Azzurro-Bordeaux (7 Aston Villa, 2 Burnley)
6 Bianconero (4 Newcastle, 2 Derby County)
3 Neroarancio (3 Wolverhampton)
3 Bianco-Blu-Giallo (3 Leeds United)



GERMANIA - BUNDESLIGA

29 club diversi (BIANCOROSSO)

50 Biancorosso 27 Bayern Monaco, 9 Norimberga, 5 Stoccarda, 4 Kaiserslautern, , 3 Colonia, 1 Fortuna Dusseldorf, Rot Weiss Essen)
17 Blu(azzurro)bianco 7 Shalke 04, 6 Amburgo, 2 Hertha Berlino, 1 Berliner, Karlsruhe)
9 BiancoVerdeNero (5 Borussia Moenchengladbach, 3 Greuther Furth, 1 Wolfsburg)
8 GialloNero (Borussia Dortmund)
4 BiancoVerdeArancio (WerderBrema)
4 Rossonero (2 Dresdner, 1 Karlsruhe FV, Friburgo)
4 GialloBlu (3 Lipsia, 1 Eintracht Braunschweig)
3  Celeste-Bianco (2Viktoria Berlino, 1 Monaco 1860)
2 NeroBiancoVerde (Hannover ’96)
1 BluNero (Waldhof Mannheim)
1 AzzurroBiancoRosso (Holstein Kieler)



FRANCIA - LIGUE ONE

19 club diversi (BIANCOROSSO)

16 BiancoRosso (8 Monaco, 6 Stade Reims, 1 Olimpique Lillois, Lille)
14 BiancoBluRosso (7 Olimpique Lione, 6 Paris St.Germain, 1 Strasburgo)
11 Biancoceleste (9 Olimpique Marsiglia, 1 RC Parigi, Auxerre)
10 Verde (St.Etienne)
8 BerdeGiallo (Nantes)
6 BluBianco (Bordeaux)
4 Rossonero (Nizza)
2 GialloBlu (Sochaux)
2 BiancoVerde (Sete)
1 BiancoNero (Roubaix Tourcoins)
1 GialloRosso (Lens)
1 ArancioBlu (Montpellier)



OLANDA - EREDIVISIE



29 club diversi (BIANCOROSSO)

83 BiancoRosso (33 Ajax Amsterdam, 23 Psv Eindhoven, 15 Feyenoord, 6 Sparta Amsterdam, 3 HBS, 2 Az Alkmar, 1 Twente Enschede)
12 GialloNero (10 Huu L’Aja, 1 Roda, Dos Utrecht)
6 BiancoBluAzzurro (3 HFC, 1 Eindhoven, Den Bosch, Quick Den Haag)
5 RossoNero (Rap Amsterdam)
4 GialloRosso (4 Go Ahead Eagles, 1 Bequick 1887)
3 BiancoRossoBlu (Willem II)
3 NeroAzzurro (2 Rch, 1 Dws)
2 Blu (1 Limburgia, Concordia)
2 BiancoNero (Heracles Almelo, Enschede)
1 BiancoRossoVerde (Svv)
1 RossoBlu (Haarlem)





 





 



martedì 19 settembre 2017

CALCIO “Matti per il Calcio" a Montecatini

Segnalo una bella iniziativa dell'UISP, che l'ha presentata in questo modo...


"Matti per il Calcio” da dopodomani, giovedi 21 settembre) a Montecatini: le storie non comuni di 200 calciatori fuori di pallone
 

“Matti per il calcio”, non basta dirlo: per vedere l’effetto che fa bisogna unirsi alle persone con disagio mentale, ai medici, agli infermieri e agli operatori di tutta Italia che scenderanno in campo da giovedi a domenica nello stadio comunale di Montecatini Terme (Pt).  Il calcio d’inizio verrà dato giovedì 21 settembre alle 16.30 e inizieranno a giocare le prime otto squadre sui quattro campi disegnati nello stadio “Daniele Mariotti”. Da quel momento si susseguiranno partite no-stop di quaranta minuti, venti minuti per tempo. Sabato 24 settembre si terrà la giornata conclusiva, con tutte le squadre impegnate e alle 10.30 si disputeranno le finali. 

L’obiettivo dell’XI Rassegna nazionale dei Cantri di salute mentale organizzata dall’Uisp è quello di mettere in fuorigioco discriminazione e pregiudizio.  E il calcio, ancora una volta,  può dimostrare di essere valore sociale e integrazione.

Lo confermano le storie e le testimonianze dei molti protagonisti che scenderanno in campo. “Pignatta” è il soprannome di Max Elio, per via del suo cognome Calderon, che in genovese si dice appunto pignatta: ha 40 anni, il suo idolo è Farfan attaccante peruviano, ha una disabilità fisica che non gli permette di giocare a lungo ma lui fa finta di niente. Bernardo, anche lui di Genova, 50 anni, ha frequentato l’Università poi in seguito a un problema psichiatrico sorto da ragazzo ha subìto un forte isolamento sociale. Il calcio è stata la prima attività riabilitativa che ha scelto, all’inizio era un po’ aggressivo, poi si è integrato ed ora è il capitano della squadra e cura l’orto all’interno del centro Basaglia.

Giuseppe di Ragusa ha 30 anni e gioca a calcio con l’Uisp da circa sei: è un paziente psichiatrico che è partito da terapie farmacologiche importanti e ora, anche grazie allo sport e al calcio, ha abbassato i dosaggi delle medicine, è riuscito ad aprirsi e a tornare a casa, dove vive con la madre, lasciando finalmente l’ospedale.
Massimo gioca a calcio da nove anni e da due non prende più medicinali. Ha ripreso a lavorare e fa parte della protezione civile di Fabriano: lo scorso anno non ha potuto partecipare alla rassegna nazionale perché era ad Amatrice nei giorni successivi al terremoto.
Ci spostiamo in Sardegna per raccontare la storia di Christian: quando è arrivato al Centro di Salute Mentale di Oristano si relazionava solo con un pallone, non parlava né giocava con nessuno. Progressivamente si è inserito nella squadra sarda e l’anno scorso è stato invitato da Totti a fare una sfida di palleggi. Vuole diventare il goleador di questa edizione di Matti per il calcio.

Alessandro, 50 anni, è l’ariete della squadra romana "Real…Mente": spinge gli altri a venire agli allenamenti ed ha ripreso fiducia dopo un lungo periodo di depressione. Questa estate, insieme alla sua squadra, ha partecipato ai Campionati nazionali Uisp di calcio a Rimini, riservati a squadre amatoriali. Le partite sono finite tutte con delle sonore sconfitte per la sua squadra ma Alessandro è riuscito comunque a segnare due gol.
Leonardo, 38 anni, ha perso in poco tempo i genitori e successivamente il fratello in un incidente stradale. Ha incominciato a fare avanti e indietro tra casa e ospedale, con trattamenti sanitari obbligatori e costanti. Poi ha incontrato la squadra di Parma “ Va' Pensiero” ed è affiorata una passione per il calcio. Si è messo a dieta, ha incominciato ad aprirsi e ad uscire di casa con alcuni compagni di squadra. Oggi, a distanza di sette anni dalle vicissitudini che lo hanno colpito, Leonardo è un’altra persona, è il regista della sua squadra e sarà uno dei protagonisti di Matti per il Calcio edizione 2017.
 



LE PARTECIPANTI - Ecco le squadre che parteciperanno all'edizione 2017 di Matti per il calcio: Fuori di pallone, Torino; Va' Pensiero, Parma; Global Sport Lario Como, Como; A.s.d. Una ragione in più, Oristano; Il tulipano, Verona; Araba felice, Rovigo; Uisp Iblei Cafeo, Ragusa; Percorsi, Pescara; Centro Serapide, Zona flegrea; Insieme per sport, Genova; A.s.d. Fuori di testa, Fabriano (An); Girasole calcio, Bergamo; Strada facendo, Crotone; Delfini dello Jonio, Taranto; Bullocks in Fuorigioco, Perugia; Real…Mente, Roma.

lunedì 18 settembre 2017

SPORT Giomi a Radio Radio: Milano capitale dello sport? Sarebbe bello se avesse impianti...



Nella scorsa settimana, a Lima il CIO ha assegnato le Olimpiadi del 2014 a Parigi e del 2028 a Los Angeles. E' emerso il proposito di chiedere l'edizione 2026 dei Giochi olimpici invernali da parte di Milano. L'ex canoista Antonio Rossi ha detto che Milano si appresta a diventare la capitale dello sport italiano.
Tuttavia, l'embrione di candidatura al momento pare preveda:  lo sci alpino in Valtellina, alcuni sport del ghiaccio a Milano, la cerimonia d'apertura allo stadio Meazza-San Siro (quello dove giocano Inter e Milan). Ma si pensa anche a Torino, che ospitò i Giochi 2006 per sfruttare qualche impianto rimasto (trampolino a Pragelato e pattinaggio velocità all'Ovale). Per il bob si è ipotizzato St. Moritz.  Non si sa ancora dove collocare i villaggi satelliti per gli atleti e per i media ed è stato ammesso un problema mobilità: per arrivare sulle piste di Bormio si impiegano tre ore. Insomma i Giochi di Milano sarebbero anche, per ora, quelli di Torino, Valtellina e St.Moritz.
Ricordando che Milano non ha un palasport per ospitare il volley (l'anno scorso la Revivre Milano (SuperLega di pallavolo) ha trovato ospitalità al PalaYamamay di Busto Arsizio), ad esempio, ed è mancante di impianti come e forse peggio di Roma, è interessante proporre l'intervento del presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Alfio Giomi, intervenuto ieri ai microfoni di Radio Radio-Radio Radio Tv.
 


Presidente Giomi, qualche giorno fa ha dato fa una tiratina di orecchie all’amministrazione capitolina per la mancata candidatura Olimpica, nonostante stiate organizzando insieme delle grandi manifestazioni come la Via Pacis


Guardiamo avanti, non solo abbiamo organizzato assieme ma continueremo ad organizzare insieme tutto quello che possibile fare. Inutile ritornare su certi argomenti. C’è un momento in cui si dice tutto quello che si deve dire poi punto. Si guarda avanti. Noi guardiamo avanti e ci sembra che sia stato aperto un dialogo estremamente significativo e importante che dal mio punto di vista può portare solo benefici a tutti. Dopo la Via Pacis ci sarà il Fly Europe a piazza del Popolo. Se questo è stato possibile farlo solo perchè l’amministrazione comunale ha dato il suo grande supporto a tutto questo. Io credo che sia opportuno guardare avanti perché esistono tutte le condizioni perché Roma sia capitale del mondo anche nello sport a 360 gradi. Non solo non c’è nessun accenno polemico anzi è vero il contrario: grazie a queste collaborazioni io ho riscontrato la volontà del Comune di superare momenti che hanno diviso.
 

A proposito di capitale dello Sport anche Milano si candida fortemente per questo ruolo

E' bello che ci sia questa sorta di competizione, questa sorta di possibilità di confronto. Roma ha un vantaggio su qualsiasi altra città al mondo tanto che è la Capitale, c’è il Vaticano e lasciatemelo dire c’è il Foro Italico. Roma parte da un vantaggio immenso avere nello stesso complesso uno stadio di atletica, uno stadio del nuoto e una situazione complessiva che ospitare altri sport. Roma ha questo punto di partenza straordinario. Che poi Milano si candidi, è solo bello. Sarebbe bellissimo avere un giorno l’opportunità di fare anche a Milano quello che purtroppo oggi a Milano non si può fare. Io come presidente dell’atletica devo dire portatemi a Milano, sì ma dove ? Non c’è un impianto che possa essere realizzata per qualsiasi tipo di manifestazione. L’arena storica è ancora ferma siamo ancora al punto che dobbiamo ancora rifare la pista. Ben venga Milano, ha un amministrazione sicuramente di valore e di spessore che darà allo sport l’importanza che merita ma bisogna far seguire alle parole i fatti.

SPORT & TECNOLOGIA Data Project con Genius Sports, Emilio Spirito oltre i confini del volley

Ricevo e pubblico, avendo conosciuto Emilio Spirito all'alba dei suoi sogni e del suo progetto applicato alla pallavolo.


Genius Sports, leader mondiale nella fornitura di innovativi servizi tecnologici per lo sport tra cui la raccolta, distribuzione e commercializzazione dei dati sportivi, annuncia oggi l’acquisizione di Data Project, azienda italiana leader nella fornitura di software per la rilevazione statistica e l’analisi video nella pallavolo.

Genius Sports collabora con più di 200 leghe e federazioni sportive in tutto il mondo, incluse alcune delle maggiori organizzazioni di calcio e di pallacanestro tra cui FIBA, Serie B e Premier League Inglese. Data Project, con i suoi software e servizi è presente su oltre l’80% dei campi di pallavolo delle maggiori confederazioni e leghe professionistiche in tutto il mondo, tra cui oltre alla FIVB (Federazione Internazionale) e la CEV (Confederazione Europea), l’Italia, la Francia, il Brasile.
 


Emilio Spirito, CEO e fondatore di Data Project, ha dichiarato:

"Ho investito la mia vita in un progetto ambizioso: utilizzare la tecnologia per far evolvere il mio sport, la pallavolo, e diffondere a tutti i livelli strumenti di rilevazione ed analisi per allenatori, giocatori, addetti ai lavori. Con il mio staff di Salerno e Bologna e con il contributo ed il supporto di tanti clienti/amici in tutto il mondo abbiamo raggiunto traguardi molto superiori a quanto avevo immaginato. Con Genius Sports ho realizzato che il mio progetto originario avrebbe potuto avere un ben più ampio respiro. Data Project ha un nuovo partner, ma la missione ed i valori rimangono gli stessi.”

"Siamo lieti di far parte di Genius Sports: ora il nostro know-how ed i nostri prodotti e servizi, già leader nel mondo della pallavolo, potranno essere messi a disposizione della pallacanestro, del calcio e di tanti altri sport, proiettando Data Project, attraverso Genius Sport Group, nell’universo dell’IT sportivo mondiale“.

Steven Burton, Managing Director di Genius Sports ha dichiarato:

"Questa acquisizione segna un nuovo passo nella rapida crescita di Genius Sports costruita su un solido e durevole rapporto con le più importanti leghe di calcio e pallacanestro mondiali.”

"La strategia di Data Project, il modello di business ed i suoi valori etici sono assolutamente allineati con i nostri e siamo estremamente entusiasti di lavorare con loro per offrire a leghe e federazioni sportive in tutto il mondo una tecnologia sempre più all’avanguardia".


 
Data Project
Data Project è l’azienda italiana leader mondiale nella fornitura di software e servizi per la pallavolo. La totale dedizione allo sviluppo di software per la pallavolo, la sua competenza ed affidabilità, hanno permesso a Data Project di raggiungere una notorietà internazionale.

Data Volley, prodotto di punta dell’azienda per la rilevazione statistica e l’analisi video, è il software più utilizzato dalle maggiori squadre nazionali e club di pallavolo in tutto il mondo.
Nel corso degli anni, Data Project ha inoltre sviluppato una vasta gamma di strumenti e servizi che sono diventati essenziali in numerose leghe e federazioni nel mondo, tra cui e-Scoresheet, il software di refertazione elettronico, e Video Check, l’occhio elettronico della pallavolo, utilizzato per la verifica delle decisioni arbitrali. 

 Genius Sports
 Genius Sports è leader mondiale nella fornitura di servizi tecnologici d’avanguardia per lo sport a 360°, tra cui la raccolta, distribuzione e commercializzazione dei dati sportivi. Offre a leghe e federazioni innovative soluzioni basate sulla raccolta dati.

Con più di 16 sedi in tutto il mondo e quartier generale a Londra, Genius Sports è riconosciuta come una delle aziende di tecnologia applicata allo sport in maggiore crescita nel mondo ed è partner fidata di alcune delle più grandi organizzazioni sportive mondiali.

L'impegno di Genius Sports per lo sport va oltre quello di offrire soluzioni tecniche redditizie per i suoi partner. La protezione, l'integrità e la commercializzazione dei dati sono per l’azienda fondamentali per il continuo successo dell'industria sportiva. Il futuro richiede a coloro che gestiscono lo sport e a coloro che utilizzano i dati di lavorare a stretto contatto, garantendo quindi la protezione dello sport ed una massimizzazione delle opportunità.

VOLLEY Elena Pietrini, da Volleyrò al Club Italia in A2, dopo l'oro mondiale under 18

Elena Pietrini, 17 anni, un nome che potrebbe diventare familiare nel volley femminile del futuro. Dal Volleyrò al Club Italia in A2, passando per il titolo mondiale under 18 vinto in estate. Ho chiesto a Marco Tavani di dare voce ad Elena, per cominciare a conoscerla un po'...

di Marco Tavani

Il nuovo Club Italia giocherà la sua prima partita di campionato il prossimo 8 ottobre a Perugia. Nel rinnovatissimo gruppo della selezione federale c’è anche Elena Pietrini che farà così il suo esordio in Serie A2. Elena è passata dall’essere una promettente schiacciatrice ai tempi del Volley Livorno allo status di astro nascente della pallavolo italiana, cresciuta e plasmata in quella fucina di talenti che è il Volleyrò Casal de’ Pazzi. 
A diciassette anni Elena è ora pronta a spiccare il volo nel volley che conta, dopo essere stata l’autentica protagonista del Mondiale Under 18 vinto a fine agosto dalla nazionale azzurra. Pur essendo così giovane, Elena vanta già un curriculum sportivo di grande valore che comprende due titoli nazionali giovanili con la maglia del Volleyrò CDP, conditi dal riconoscimento di mvp, e soprattutto il titolo iridato con l’Italia che, con il conseguente premio di miglior giocatrice del torneo, l’ha consacrata come una delle atlete più interessanti a livello internazionale.
 

Elena, questo è stato per lei un anno speciale. Dopo il secondo scudetto vinto con il Volleyrò Casal de’ Pazzi, è arrivata la soddisfazione del Mondiale conquistato con il titolo di mvp della manifestazione.
“Gli ultimi mesi sono stati meravigliosi. Non avevo neanche finito di festeggiare lo scudetto con il Volleyrò che ho iniziato ad allenarmi con la Nazionale. Vincere un Mondiale è qualcosa di indescrivibile e conserverò il ricordo di quei giorni per tutta la vita. I premi individuali fanno piacere, ma è ancora più bello condividere una grande vittoria collettiva con le proprie compagne”.
Tra poche settimane farà il suo esordio nel campionato di Serie A2. Pronta per il salto di categoria dopo aver giocato in Serie B1?
“Penso di sì. In questi ultimi due anni ho lavorato tanto per arrivare preparata e credo di aver fatto il salto nel momento giusto della mia carriera. La Serie A2 alla mia età sarà un bel banco di prova, anche perché, con il Club Italia, molte di noi affronteranno per la prima volta avversarie abituate a giocare a un livello superiore. Sono certa, però, che sapremo fare bene”.
Dopo due stagioni al Volleyrò Casal de’ Pazzi, ha iniziato una nuova avventura al Club Italia. Ha ritrovato tante compagne che hanno condiviso con lei la gioia del Mondiale e anche Sylvia Nwakalor, con cui ha giocato l’ultima stagione al Volleyrò CDP. Come si sta trovando?
“Da una settimana ho ripreso ad allenarmi. Siamo un bel gruppo, sia dal punto di vista tecnico sia da quello umano. Il fatto di conoscerci aiuterà ad amalgamarci più in fretta e ritrovare in questa nuova avventura Sylvia mi fa molto piacere”.
Quanto è stato difficile lasciare Roma e l’ambiente del Volleyrò CDP, che per lei erano diventati una seconda casa?
“È vero, Roma è entrata nel mio cuore così come il Volleyrò è diventata una seconda famiglia. Qui ho imparato tanto come giocatrice ma soprattutto come persona. Torno sempre molto volentieri, perché ho lasciato tanti amici che mi sono stati accanto in questi anni, aiutandomi a raggiungere i risultati che ho ottenuto e quelli che spero ancora di ottenere”.
La famiglia le è sempre stata molto vicina nei suoi anni romani, la seguirà da vicino anche a Milano?
“Sicuramente, il supporto della mia famiglia è fondamentale. Rispetto a Livorno, Milano si trova più o meno alla stessa distanza di Roma, quindi non dovranno fare più chilometri degli anni precedenti per venire a vedermi”.
Mamma, papà e sorella vivono a Livorno, città dove è cresciuta e che soltanto pochi giorni fa ha vissuto il dramma dell’alluvione. Come avete trascorso quelle ore di grande paura?
“Sono molto legata alla mia città e quello che è successo mi ha toccata profondamente. È accaduto il giorno prima di partire per Milano. Fortunatamente non siamo stati colpiti direttamente dalla sciagura, ma conosco molta gente che invece ne ha subito pesanti conseguenze”.
In questa stagione affronterà tante ragazze che fino allo scorso anno sono state sue compagne di squadra al Volleyrò. Già alla prima di campionato sfiderà Rachele Mancinelli a Perugia. Come vivrà questi “derby” speciali?
“Mi farà senz’altro piacere, anche perché insieme abbiamo vissuto gli anni più belli della nostra giovinezza. Abbiamo sofferto insieme, gioito e ci siamo aiutate a vicenda. Sono contenta che tante di loro abbiano trovato posto in Serie A2”.
Oltre alla pallavolo, che impegnerà gran parte del suo tempo, quali altre passioni hai nella vita?
“Sono una ragazza molto semplice, non faccio niente di particolare rispetto alle mie coetanee. Mi piace uscire con gli amici e stare con la mia famiglia”.
Da poco tempo su Facebook è nata una fanpage a te dedicata che ha subito riscosso un enorme successo. Come vive questa improvvisa esplosione di notorietà?
“Caratterialmente sono piuttosto riservata e questa improvvisa popolarità mi ha un po’ disorientata. Però, non lo nego, fa piacere che la gente mi riconosca, mi chieda di fare una fotografia e che si complimenti per il Mondiale. Cerco di non esaltarmi, perché di strada ne devo fare ancora tanta”.
E' considerata una grande promessa della pallavolo nazionale. Pesa questa etichetta?
“No, l’importante è rimanere sempre me stessa, ora come ieri quando sono partita da Livorno per arrivare al Volleyrò. Vivo molto serenamente e ho persone accanto che mi aiutano e mi consigliano nel modo corretto. Il mio sogno è quello di raggiungere presto un posto nella nazionale maggiore e poi, magari, disputare le Olimpiadi. Per fare questo devo impegnarmi al massimo”.
E' tornata a Roma per salutare gli amici del Volleyrò CDP e soprattutto Armando Monini e Laura Bruschini che, con Andrea Scozzese, avevano visto lungo sulle sue enormi potenzialità. Che ricordi porterà con lei di questi anni romani?
“Farò tesoro dell’esperienza vissuta al Volleyrò. Per venire a Roma ho lasciato per la prima volta la mia casa, la famiglia e gli amici. Non è stato facile né per me né per la mia famiglia, ma consiglio a tutte le ragazze di avere coraggio e di mettersi in gioco. Se si è fortemente motivati ci sono tanti modi di arrivare a giocare ad alti livelli, ma partire dal Volleyrò è senza dubbio la via migliore per raggiungere l’obiettivo. Ci tengo a dire che questo al Volleyrò è soltanto un arrivederci, perché c’è uno scudetto da difendere e a giugno voglio dare il mio contributo per vincere il quinto titolo consecutivo della storia della società”.

sabato 16 settembre 2017

CINEMA Il colore nascosto delle cose

Il colore nascosto delle cose - Regia: Silvio Soldini. Interpreti: Valeria Golino, Adriano Giannini, Laura Adriani, Anna Ferzetti.
 
«Dal buio al buio, per ritrovare la luce»

Il tema era notevole e socialmente utile. Riflettere sulla vita, sulle difficoltà quotidiane, attimo per attimo, che persone non vedenti sono costrette ad affrontare. I loro caratteri, le loro reazioni, il trauma del dover accettare un'esistenza diversa, il rapporto con gli altri. L'impermeabilità ai sentimenti e la voglia di amare. Ma anche la voglia di non arrendersi, che può passare attraverso momenti di grande dolore, quando si è vicini alla rinuncia, quando si può desiderare di scrivere la parola fine.
La sensibilità al tema è la parte migliore del film di Soldini, Il colore nascosto delle cose, che non può dirsi invece riuscito per tutta una serie di altre ragioni.
Un film che difetta di vivacità, eccezion fatta per il personaggio dell'ipovedente veneta interpretata da Laura Adriani, una macchietta divertente che suscita risate, nata forse nella consapevolezza del piattume monocorde del contesto.
Il messaggio che passa: ci vuole l'incontro con una non vedente (Valeria Golino, osteopata) per aiutare il protagonista (Adriano Giannini, pubblicitario di successo) a trovare la capacità di (ri)vedere le cose oltre l'apparenza, di far chiarezza sulla propria esistenza.
Ma reso merito al messaggio, al tema della riflessione e alla consapevolezza di quanto si sia fortunati quando si è in possesso dei cinque sensi, bisogna dire che c'è molto di non riuscito nel film di Soldini. Senza svelare troppo ma, come ha argutamente osservato un'amica, la scena conclusiva te l'aspetteresti da un Moccia, con Vaporidis in casco e motoretta, non certo da Soldini.
Il cammino nuovo di Theo avviene in maniera piatta, lineare, senza che si acceda in profondità ad un personaggio tratteggiato in maniera monodimensionale. Nel rapporto con la famiglia di origine, con le donne della sua frenetica vita appesa al cellulare tra uno slogan e una seduta di sesso con la moglie di un altro. L'incontro con l'osteopata non vedente (e al'inizio è solo un altro timbro sex da apporre sulla conquista di turno) lo cambia? Il film non ci mostra come e quanto. Da un personaggio che evolve e che è cambiato, non ti aspetti una risposta così banale, falsa e immotivata alla donna che gli chiede se vuole vivere finalmente con lui. Come minimo il nuovo Theo avrebbe dovuto tacere, rispondere con un non lo so, spiegarsi. Quel sì è bugia insostenibile, anche se pronunciata da un bugiardo cronico. La Golino e Giannini fanno il possibile, ma è il film così concepito che alla fine appare come un'occasione mancata. Insomma, il colore del cinema, in questo caso tendente al grigio, resta nascosto.   


La filmografia di Silvio Soldini

Regista


 

giovedì 14 settembre 2017

MUSICA Nursery Cryme, i Genesis e una piccola grande gioia

 Questo è un post un po’ particolare. Un cedimento sentimentale che mi induce a condividere un momento legato ai Genesis, ma che mi dà lo spunto per ricordare come, al di là dei ruoli definiti, la trasversalità di interessi dovrebbe essere sempre legittima.
Condivido il piacere che mi ha dato partecipare e poi avere la fortuna e il privilegio di essere dichiarato vincitore, in un gioco promosso in un gruppo Facebook dedicato ai Genesis (Genesis Infinito Amore). Sotto ho incollato le parole di Lino Friuli che ringrazio ancora.
Nursery cryme non fu il primo album dei Genesis che ascoltai. Conobbi il gruppo con Foxtrot, che inizialmente avevo registrato su cassetta, da un vinile prestatomi (che poi ben presto avrei comprato a mia volta). Su un lato c'era Foxtrot, sull'altro Uomo di pezza delle Orme. Cassetta consumata dagli ascolti continui. 
Innamoratomi all’istante di Foxtrot, andai a naturalmente a cercare gli altri album, appunto Nursery Cryme e Trespass.
Melodie, cambi di ritmo, quel drumming diverso e la voce di Peter Gabriel: una musica allora nuovissima e per me magnifica. In particolare Nursery Cryme fu l’album spartiacque dei Genesis, proiettati da The Musical box in una dimensione assolutamente diversa, che sarebbe stata sublimata con la suite di Supper’s ready nel successivo Foxtrot.
Non mi occupo professionalmente di musica, che resta però insieme al cinema e ad altro, una delle passioni principali della mia vita. Musica per vivere, musica come anestetico per la vita, quando ce n’è bisogno. Detti questa definizione quando avevo solo 14 anni, nell’ambito di un testo che mi regalò la soddisfazione (e i soldi, allora preziosissimi) di vincere il concorso per una borsa di studio quadriennale. Come investii quei soldi? Naturalmente, con l’aiuto dei miei genitori, acquistando un impianto stereo…
In fondo la vita è un gran calderone, passioni curiosità, competenze, possono miscelarsi dignitosamente. Sull’altare della mia passione musicale ho sacrificato anche sei mesi di professionismo: all’esame professionale, prova scritta, dettero un testo sulla musica: il rifiorire dei concerti, la musica dal vivo, dal playback al Festival di Sanremo. Non seppi resistere. Guai a me: ma come, uno che si occupa di sport non sceglie un tema sportivo? Vuol dire che non lo sapeva fare...In realtà il presidente della Commissione, leggendo l'incipit mentre stavo scrivendo approvò il mio attacco, la chiave giusta per iniziare. Forse, però, si sarà poi assentato al momento del giudizio, visto che non passai quell'esame. Unica bocciatura della mia vita. Sei mesi dopo, imparata la lezione, feci il compitino e tutto filò liscio.
Pur amando il cinema e avendo frequentato per anni conferenze stampe e anteprime, non sento la mancanza di certe occasioni, di certe occhiate di sufficienza degli operatori dell’informazione specifici del cinema. Perché uno che non lavora nel cinema si permette di fare domande di cinema a registi e attori?
In chiusura, scusandomi per le divagazioni, non posso che invitare all’ascolto, al riascolto di Nursery Cryme, magari cliccando il gruppo di Lino Friuli, GENESIS Infinito Amore. Una maniera per condividere buona musica, per ripescare gioiellini dimenticati, per divertirsi ancora leggendo e scrivendo di musica.
 
Lino Friuli
L'Alto Commissario per la difesa dei Diritti dei Genesis, in collaborazione con GENESIS Infinito Amore, viste le 78 definizioni che gli utenti del gruppo hanno fornito in merito all'album Nursery Cryme (1971), dichiara "SPARTIACQUE", di Leandro De Sanctis, l'attribuzione vincente, quella più calzante, giacchè l'album si pone proprio come linea di demarcazione tra le sonorità di Trespass e quelle degli album successivi. Particolare menzione va a "EPICO", di Luigi Del Mecio (detto "One Thousand Man"), Miriam Bozzoni, e Armando De Leonardo. Segnalazione, infine, per "AVANTI" di Davide Coco, "ASCOLTA!" di Brunello Barsottelli e "VITTORIANO" di Enrico Fabbro :) :) :) :) :) :) :)
Ciò deliberato, si ringraziano i partecipanti.
Appuntamento alla prossima seduta, al prossimo album!




NURSERY CRIME
Testi e musiche di Tony Banks, Phil Collins, Peter Gabriel, Steve Hackett, Mike Rutherford.

  • Lato A
  • The Musical Box – 10:27
  • For Absent Friends – 1:48
  • The Return of the Giant Hogweed – 8:12
  • Lato B
  • Seven Stones – 5:09
  • Harold the Barrel – 3:01
  • Harlequin – 2:55
  • The Fountain of Salmacis – 7:56

  • Formazione