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mercoledì 18 gennaio 2017

ATLETICA Processo Schwazer, dal Giudice Pelino alt alla Iaaf: dna a Parma


Sul Corriere dello Sport di mercoledi 18 gennaio 2017

Il Processo di Bolzano è cominciato bene per l’imputato Alex Schwazer, indagato per doping a causa della controversa positività che alla fine gli ha fatto perdere l’Olimpiade di Rio 2016, dove alla luce di quanto evidenziato dalle due gare sostenute e dai test, avrebbe avuto concrete possibilità di vincere addirittura due medaglie d’oro, sia nella 20 che nella 50 km di marcia.
    Il Gip di Bolzano, Walter Pelino ha imposto in toto la sua linea investigativa che si annuncia rigorosa e rispettosa dell’obiettivo finale: valutare con scrupolo e massima attenzione ogni aspetto della vicenda che ha portato alla conclusione della carriera sportiva del campione olimpico della marcia a Pechino 2008, Alex Schwazer.
    Dopo aver scontato una squalifica di tre anni e nove mesi per essere stato trovato positivo al doping alla vigilia dell’Olimpiade di Londra 2012, Alex decise di tornare affidandosi completamente al tecnico che più di ogni altro ha combattuto questa piaga negli ultimi trent’anni, Sandro Donati. Allestito uno staff tecnico scientifico, Alex dall’1 aprile 2015 in poi, si è sottoposto a decine di controlli a sorpresa, da lui stesso pagati, da parte dei professori D’Ottavio e Ronci, che hanno monitorato valori emativi e prestazioni, costruendo un profilo accuratissimo dell’atleta.
   
 Una maxi scheda tecnico-scientifica che ora in questa fase, potrebbe avere un valore prezioso, se non fondamentale, per aiutare la difesa a confutare e smontare il caso di doping che ha portato alla squalifica bis, otto anni, pronunciata dal Tas (che accolse la richiesta Iaaf) il 10 agosto scorso a Rio de Janeiro.
    Una condanna per la quale, dopo oltre cinque mesi, non è stata ancora resa nota la motivazione.
    La determinazione del Giudice Pelino a non lasciare nulla di intentato per fare chiarezza, si è subito scontrata con il tentativo della Federazione Internazionale dell’atletica di restare sul solco già tracciato e percorso da quell’1 gennaio, quando per la prima volta nella storia dell’antidoping, fu effettuato un controllo a sorpresa in giorno festivo. Controllo annunciato con un anticipo talmente largo da risultare sospetto e coincidente con la deposizione di Schwazer (16 dicembre 2015) al processo di Bolzano contro i medici ex Fidal, Fiorella e Fischetto.
  

  La Iaaf, che non riteneva utile l’esame del dna (intanto per cercare di appurare se l’urina è di Schwazer e se è stata manipolata), alla fine si è vista sconfessata anche nella scelta della sede: avrebbe voluto che, se proprio si doveva fare, l’esame si svolgesse nel laboratorio accreditato Wada (l’agenzia mondiale antidoping), a Colonia.
Ma il Giudice Pelino ha deciso per una partita in campo neutro e ha scelto il colonnello Giampietro Lago e il laboratorio del Ris di Parma per le analisi genetiche delle urine di Alex. L’altro super perito del Tribunale è il professor Marco Vincenti, chimico dell’Università di Torino.
    I due periti sono subito intervenuti, nell’incidente probatorio sollevato dalla difesa, alla presenza delle parti civili, Iaaf e Wada. Il Gip ha disposto che le analisi si svolgeranno separatamente: a Parma quelle genetiche, a Torino le indagini documentali. Alla presenza di esperti della Iaaf e della Wada, oltre che della difesa, si comincerà il 31 gennaio. Il professor Vincenti riceverà tutti i test antidoping cui si sottopose Schwazer tra maggio 2015 e maggio 2016 (anche quelli ignorati finora dalla Iaaf). Esami da completare in novanta giorni.  La prossima udienza è stata fissata il 25 maggio.



Nella foto in alto (Alto Adige) il Gip Walter Pelino

 http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/01/atletica-processo-schwazer-il-giudice.html 
http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/01/atletica-caso-schwazer-sebastian-coe.html 

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/01/atletica-2016-lanno-nero-dellantidoping.html