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mercoledì 19 aprile 2017

CALCIO Barcellona-Juventus 0-0


Per la decima volta la Juventus entra in semifinale nella Champions League. Al Camp Nou non è successo nulla di quanto si sperava in Catalogna e nel pianeta terrestre Gufonia: il Barcellona non ha segnato tre gol in sei minuti come si era augurato il tecnico Luis Enrique, il Barca non ha vinto come aveva fatto nelle ultime 15 gare casalinghe, non ha segnato il 67° gol consecutivo, non ha rimontato i bianconeri come aveva fatto con il Paris Saint Germain.
E' accaduto ciò che il popolo bianconero sperava: la Juventus non ha perso, non ha subito nemmeno gol, mantenendo il record di due soli reti incassate in dieci partite di Champions tra gironi, ottavi e quarti.
D'accordo, dopo cinque successi esterni consecutivi, stavolta non ha segnato nè vinto, ma è poca cosa rispetto al valore della promozione alla semifinale, dove troverà una tra Real Madrid, Atletico Madrid, Monaco. Forse è il caso che in Spagna tocchino ferro, visto che metà del contingente iberico di Champions è stato fatto fuori da Dybala & C. (Siviglia e Barcellona). Concordo con Bonucci: sono le altre a doversi preoccupare di evitare la Juventus, anche perchè quella più infida pare proprio il Monaco, squadra infida, sgusciante, fresca e nuova (con la stellina Mbappè: unico a segnare cinque reti nelle prime quattro gare di Champions ad eliminazione diretta). Il Monaco non ha una difesa di ferro, ma segna molto, in casa e fuori. L'Atletico Madrid è per certi versi simile alla Juve: ha subito solo 5 reti quest'anno in Europa, scorbutico da affrontare ma meno brillante in attacco e all'andata ha domato il Leicester solo con un rigore inesistente. Del Real Madrid si sa tutto: anche quando non pare in serata può contare su Ronaldo e sull'arbitro, come ha dimostrato il doppio confronto con il Bayern e l'arbitraggio di Kassai martedi sera al Bernabeu.
A proposito di arbitro, l'olandese Kuipers è stato il migliore al Camp Nou: la Juve con lui non ha vinto nemmeno stavolta, ma è un dettaglio e si è sempre sentita garantita dall'impeccabile condotta dell'olandese che non si è fatto intimidire dal pianto continuo dei catalani, ha lasciato correre il giusto, ha fischiato con il sorriso e con la necessaria autorevolezza e decisione, senza irritare. Una serata che lo proietta tra i favoriti per fischiare nella finale di Cardiff.
E veniamo alla partita. Un'ottima Juventus, che come all'andata ha giocato con il cuore e con la testa, con notevole concentrazione e forza mentale, finchè il fisico ha sorretto i suoi attaccanti corridori. Non ha saputo concretizzare e ha sbagliato troppo spesso l'ultimo passaggio, ma le condizioni per il gol le ha sapute creare. In certi momenti ha subito molto, ma come si fa a non subire contro Messi e compagni? 
In fondo Buffon non ha dovuto sfoderare un intervento prodigioso, ha sbagliato un'uscita e poteva costar caro, ma per fortuna Messi si è divorato l'1-0. Per il resto, ha accompagnato con lo sguardo i tiri del Barca fuori dallo specchio della sua porta. Interdizione alta, raddoppi di marcatura, gabbie dentro le quali si è persa la genialità del Barcellona, arrivato al tiro sempre con poca lucidità e misura.
In definitiva la Juventus ha giocato con grande cosapevolezza, da grande squadra, senza mai perdere la testa. Messa in campo al meglio da Allegri, un allenatore che ora scopriranno tutti, salendo sul carro giusto dopo averlo denigrato e sottovalutato troppo a lungo. 
E se dopo la finale a Berlino due anni fa era stato Pirlo ad uscire in lacrime, stavolta a piangere è stato Neymar, consolato da Cuadrado e dai brasiliani della Juve, Neto, Dani Alves, Alex Sandro.
Peccato il giallo a Khedira, salterà la prima semifinale.

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/04/calcio-juventus-barcellona-3-0.html