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martedì 6 giugno 2017

VOLLEY Un filippino della Fivb ha dettato legge a Pesaro, inammissibile violazione della democrazia

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/06/volley-world-league-pesaro-la.html

http://leandrodesanctis.blogspot.it/2017/06/volley-striscioni-rimossi-pesaro-chi-ha.html

Il supervisor Fivb a Pesaro, il signor Ramon Suzara, nazionalità filippina, sarà diventato un idolo della nutritissima comunità di filippini residenti in Italia, a Roma in particolare. I suoi connazionali avranno apprezzato il suo enorme potere, la sua capacità di indurre lo Stato italiano a calpestare le regole democratiche, prendendosela con due innocue ragazze iraniane che a Pesaro, in occasione della World League, hanno esposto il solito striscione a favore dell'ingresso delle donne nei palasport, in Iran.
Per chi non sa cosa significa la parola supervisor, della Fivb in questo caso, si potrebbe riassumere la spiegazione dicendo che è quella persona che viaggia a spese della collettività pallavolistica, frequentando alberghi di prima qualità, servito e riverito in ogni luogo in cui arriva. 
Cosa fa? In teoria dovrebbe assicurarsi che l'organizzazione sia efficiente. Nella realtà l'aneddotica nel corso degli anni è diventata ricchissima. Si ricorda il supervisor che si mise a sindacare sulla distanza in centimetri tra una bandiera e l'altra, o sui cesti di ciliege dallo straordinario sapore condivise in una World League fatta in Puglia. Il supervisor è anche quello che sistema i giornalisti in postazioni dove la partita non si vede o si vede a metà, dalle ginocchia in su, magari con l'aggiunta di una postazione alta per le telecamere della tv, una fila di scoutmen e fotografi. 
Una figura essenziale dedita in genere a creare problemi più che a risolverli, ad esaltare le piccole cose senza importanza che al loro sguardo diventano priorità assolute. Per la disperazione degli organizzatori, ostaggi di questi maniaci di facezie spesso ridicole. Come quella volta che in una bella città italiana pretendevano di girare con un modello di automobile che in Italia non si vendeva nemmeno...
Insomma, un filippino supervisor riceve le rimostranze di un funzionario dell'Iran e, come se si fosse al di fuori delle acque territoriali italiane, induce tutti a comportarsi da pirati, ad ammainare gli striscioni delle ragazze iraniane, che da anni conducono la loro battaglia.
Questo blog non contempla linguaggio scurrile, ma alla minaccia di interrompere la dirette tv in Iran ci sarebbe stato da rispondere con un bel... chissenefrega, invece di srotolare la lingua servile e chiedere l'intervento delle Forze dell'Ordine. 
Oltretutto penso sia stata una colossale bugia, un bluff. Come molti ricorderanno, la tv iraniana se vuole sa benissimo censurare da sola le immagini, come ha fatto ogni volta che l'Iran ha giocato in estate in Italia, e sugli spalti si vedevano ragazze scollate o in minigonna o minishorts. Sullo schermo delle case iraniane, le gambe e i seni della bella gioventù, venivano oscurate.
Non far vedere gli striscioni sarebbe stato dunque facile per la tv iraniana. L'Italia insomma ha fatto una brutta figura inutilmente.
Deve essersene accorto anche il presidente della Fipav, Bruno Cattaneo, del quale apprezzo particolarmente l'ultima parte del suo intervento, che trovate sotto.
Quello che è accaduto non deve ripetersi mai più. La Fivb non deve sostituirsi allo Stato italiano. Se l'Iran non gradisce le democrazie (che poi siano democrazie apparenti è un altro discorso, ahinoi... ), può astenersi dal partecipare a competizioni all'estero.

Per dovere di cronaca, ecco il testo con cui la Fipav ha provato a dare la sua spiegazione in merito all'episodio di Pesaro.

La posizione della Fipav 

 La decisione di far intervenire le forze dell’ordine per rimuovere alcuni striscioni inneggianti la richiesta di permettere l’ingresso negli impianti di gioco alle donne iraniane è stata presa dalla Federazione Internazionale rappresentata nell’occasione dal Supervisor della competizione che ha accolto la richiesta del team manager dell’Iran.
Il dirigente iraniano ha infatti minacciato il Supervisor che in caso di non intervento la tv iraniana avrebbe interrotto trasmissione in diretta della partita nel proprio paese.
Dopo lunghi colloqui e ripetuti tentativi di far rimuovere i suddetti striscioni e all’ennesimo rifiuto di spostarsi, le forze dell’ordine hanno purtroppo dovuto allontanare con la forza le due attiviste.
Chiariti i fatti, la Fipav si dichiara molto rammaricata per lo spiacevole episodio che nulla ha a che vedere con lo spirito pacifico e di tolleranza per il quale il mondo del volley è universalmente riconosciuto.
Questo il commento del Presidente federale Pietro Bruno Cattaneo: “Siamo sinceramente dispiaciuti per quanto accaduto alle attiviste* iraniane durante la partita Italia-Iran. Episodi di questo genere non dovrebbero mai verificarsi e sono estranei al mondo della pallavolo, che da sempre si contraddistingue per il suo spirito di aggregazione e integrazione.
Durante la tre giorni di gare ho personalmente parlato con alcuni esponenti della Federazione Mondiale ai quali ho fatto presente che dal momento in cui l’Iran prende parte alla World League è giusto che si adegui alle condizioni condivise da tutte le altre federazioni. In ogni palazzetto deve essere data la possibilità agli spettatori di esprimersi liberamente, escludendo ovviamente i contenuti offensivi e discriminatori. Ci auguriamo pertanto che un simile episodio non abbia più a ripetersi, assicurando a tutti i partecipanti agli eventi di pallavolo la possibilità di stare insieme in pace e in amicizia.”